martedì 29 marzo 2016

Pasqua

arrivare la sera,
trovare una casa gelata
e un caminetto acceso,

e stringerci tutti intorno a bruciarci la faccia.

svegliarsi nel sottotetto,
scoprire montagne spruzzate di neve,
seguire twins sotto lo stesso ombrello
e la stessa pioggia sottile,

e poi odore di pane
e legna per le strade.

e all'improvviso il sole che apre il cielo,
l'aria che sembra lavata di fresco,
lasciare i compiti a metà per correre fuori
a scrutare l'orizzonte col binocolo,

e poi una cenetta romantica solo noi due.

domenica mattina e il nespolo in fiore,
una Messa e una promessa,
un pranzo lunghissimo con tante persone,
una corsa di 10 km tra le montagne
e bagagli da rifare troppo presto.

e poi

una vecchia saponetta in un cassetto del comò

e la sua assenza.

venerdì 25 marzo 2016

Chi non muore...

Il bello dei blog è che puoi fare un po' come ti pare.

Ovvero, stai più di un anno altrove, a farti gli affari tuoi e a sbirciarlo ogni tanto, giusto per vedere se sta bene in salute, e poi un giorno decidi di entrare di nuovo e lui ti lascia fare, senza chiederti il perché e il percome. Se funzionasse così anche con le persone, il mondo sarebbe un posto un po' più facile. Ma forse anche troppo.

E insomma, io sono ancora viva e vegeta, e anche abbastanza di buonumore.

Provare a fare un recap esauriente ed esaustivo è mission impossible, ma vediamo cosa ne esce fuori.

Quei tre sono cresciuti.
I twins hanno iniziato la prima elementare, e vi confesso che non è facile: il weekend è un triatlhon di compiti, ma ce la stiamo facendo. Le loro prime pagelle sono state così così, il Morbido non riesce a stare seduto e lo Scricciolo vuol fare tutto troppo in fretta, ma abbiamo imparato a leggere e questo è meraviglioso.
Piccoloprincipe è entrato a pieno titolo nella temibile età della preadolescenza. A volte ho l'impressione di sbagliare molto con lui, paga lo scotto di fare da apripista.

Chi si ferma è perduto.
Non è che sia stata bene bene quest'inverno, a livello di salute.
O, meglio, in realtà stavo benissimo, in forma e senza una febbre che sia una, ma inspiegabilmente alcune analisi sono risultate parecchio sballate.
Sto facendo una cura e pare che stia funzionando.
Speriamo.

Ho corso 15 km in 1:29.
Che vuoi aggiungere ? :-)

Si è anche viaggiato un po'.
Siamo stati a Napoli a Pasqua dello scorso anno, in Costiera Amalfitana e poi a MioPaese a giugno, di nuovo a Vieste quest'estate e a Bologna per Capodanno.
Sono stati giorni molto molto piacevoli, i bimbi sono sempre più autonomi e viaggiare con loro è diventato un vero piacere... forse ve li racconterò in post dedicati. Ma non prometto niente ;-P

Ho compiuto 40 anni.
... e non è stato facile.
Ma sono sopravvissuta e non è affatto male.

Ho un po' perso il mio centro.
Ma lo sto ritrovando.

... e poi ci sarebbero anche altre cose, ma meritano dei post a parte, quindi magari torno.

Forse.

Tanto il blog non scappa.


giovedì 19 febbraio 2015

Forse se li tiro fuori...

Ho questo malumore latente per un paio di validi motivi e un paio di stupidi motivi, e ho pensato che forse se li tiro fuori bruceranno un po' meno. Poi ve lo faccio sapere.

Stupido motivo
Sabato mattina, mentre correvo, sono caduta inciampando su una subdola radice.
Ebbene sì, proprio ruzzolata come un cartone animato, a quattro di bastoni, con una vecchietta che cercava di raccogliermi "embè, puliscono sempre male questi".
Ora, a parte il risvolto comico della cosa, la cosa che più mi ha dato fastidio non è l'immane figura di merda, né i pantaloni tecnici da Venusia bucati, né le varie ed eventuali escoriazioni su tutto il lato sinistro del corpo. Mi rode un sacco che mi sono fermata al settimo chilometro, e invece dài, pure con un po' di sangue che grondava dal ginocchio, si poteva finire.

Valido motivo
La pagella di Piccoloprincipe. Dovrei essere contenta di tutti quei nove, lo so, dovrei proprio. Soprattutto io che ci sono passata, che quando prendevo bei voti non era mai niente di straordinario, perché tutti ci erano abituati. Ecco, dovrei proprio. Eppur,e quel Buono in condotta (di nuovo!) mi mette in crisi. Perché questo suo essere brillante, geniale, vulcanico e tutti i fantastici aggettivi che utilizzano (gli altri) per lui alla fine non possono, non devono scusarlo sempre. Ci sono delle regole, le deve rispettare. Non sei il re del mondo, come te lo spiego, a te che sei il mio mondo e il mio re?

Valido motivo
Grane grosse sul lavoro. Lavorare in una piccola realtà comporta purtroppo dipendere mooooolto dagli umori del capo. Un giorno sei unica ed indispensabile, competente e stimatissima, il giorno dopo, senza ragione apparente, sei mediocre, insoddisfacente, tutto sommato superflua. Questo accade a cicli alterni da ormai tanti tanti anni (troppi?) e dovrei averci fatto il callo, ma niente, ogni volta è una piccola delusione. Piccola, dico io, perché se fosse davvero grande forse troverei la forza per cercare altro. Ma in questo momento, sia storico che personale, ancora scelgo la prudenza, metto da parte orgoglio e ambizioni e tiro avanti. Per quanto ancora non so.

Stupido motivo
Martedì grasso, per la classe di Piccoloprincipe, si potevano mandare dolcetti&affini da mangiare. La maestra aveva chiesto succhi di frutta da bene e poi cibi confezionati, come da regolamento. Io, da brava rappresentante di classe, ho coordinato con velocità ed efficienza il "ciascuno porta qualcosa" cercando di bilanciare dolce e salato, evitando di eccedere e quindi sprecare roba, senza dimenticare tovaglia, roba di carta, stelle filanti eccetera eccetera. Poi, per noi, ho mandato succhi di frutta e patatine. "Mamma, ha detto la maestra che le patatine non andavano bene. E' la prima volta che sbagli qualcosa come rappresentante, mamma, te lo vorrei far notare". Nano malefico.

 
 



lunedì 9 febbraio 2015

Running in the rain

Guardo l'ora, le 7.48.
Se mi sbrigo ce la faccio a partire per le 8.00.
Il letto è maledettamente caldo però.
Cerco di capire se piove, perché se piove anche no, ho la scusa buona.
Ma niente, c'è silenzio, nessun ticchettìo. 

Penso a come starò bene dopo, se vado, e a come invece mi sentirò in colpa e di malumore se resto a poltrire, e come sempre è questo pensiero che mi dà la forza.
E poi ormai sono sveglia.

Sono in piedi, sbircio dalla finestra, il cielo è scuro ma dalle pozzanghere e dai tergiscristalli fermi mi confermo che no, non piove.
E poi, ormai sono in piedi.

Caffè, abbigliamento che mi fa assomigliare a Venusia di Goldrake, scarpe, cuffiette, e parto.

Neanche un chilometro ed eccole, le goccioline lievi lievi sulla faccia. E fa pure freddo, lo sento sulle braccia nonostante gli strati di tessuto tecnico. Ma ormai la musica è partita, questa traccia mi piace, continuo e speriamo che smetta.
E poi, ormai sono in strada.

Invece non smette manco per niente, al quarto chilometro mi sento sola, derelitta e fradicia, ma sono troppo lontana per tornare indietro, tantomeno camminando, quindi tanto vale continuare a correre.
E poi, ormai sono bagnata.

Al settimo chilometro c'è quell'incrocio dove, se vado da una parte torno a casa, se vado dall'altra continuo e porto a termine il percorso. Il fato vuole che proprio in quel momento la pioggia diminuisca di intensità, e allora mi dico ma sì, ho corso finora, a 'sto punto finisco.
E poi, c'è "Don't stop me now" a palla.

E poi, col cazzo che diminuisce.
E poi, i dieci km del sabato mattina li ho macinati tutti, brava.
E poi, alla fine ho alzato pure le braccia, sentendomi un po' Rocky Balboa, un po' Wonder Woman e un po' una scema.

giovedì 5 febbraio 2015

Otto

A otto anni ti svegli e ti girano vorticosamente, come ogni mattina del resto, che per i primi venti minuti non ti si può rivolgere la parola.

A otto anni ci arrivi facendo il conto alla rovescia, che chissà cosa ti aspetti da questo giorno, o da questa età così rotonda. Cambierà poco, sai, o forse molto. Stiamo a vedere.

A otto anni sai le tabelline meglio di me, ok non è che ci volesse molto ma sei strabiliante. A otto anni hai capito come si fanno le divisioni senza che nessuno te lo spiegasse.

A otto anni riesci ad essere buffo, figo, saggio, pazzo, tenero, prepotente, giudizioso, anarchico, tutto insieme, tutto tu.

A otto anni continui ad avere quella certezza di essere il re del mondo che a due anni mi divertiva, a cinque mi rassicurava e ora un po' mi inquieta.

A otto anni sei spiritoso, insieme ci facciamo un sacco di risate. Ti ho raccontato di Benigni e Troisi in "Non ci resta che piangere" e ti sei sbellicato, ti ho fatto leggere le battute di Joe Bastianich di Masterchef e adesso è una lotta ogni volta per non farti ripetere quelle con le parolacce; ma sotto sotto mi diverto parecchio quando lo fai.

A otto anni leggi tanto, di tutto, ma soprattutto roba scientifica, e se non sarai un umanista me ne farò una ragione, ma se sprecherai tutto il tanto che hai, allora no.

A otto anni, quando ti sposto i capelli dal viso, li metto tutti indietro, e ti tolgo gli occhiali, vedo che comunque hai sempre la stessa faccia, quella di quel bambino piccolo che dormiva stretto a me nel lettone e mi ha rubato il sonno, il senno e il cuore.

A otto anni posso dire con certezza che io, in tutta la mia vita, un ottenne come te mica lo avevo mai incontrato. Ma sul serio eh.

venerdì 30 gennaio 2015

E poi succederà (forse)

- Allora, Piccoloprincipe, come va con la maestra Paola?

- Bene, però ancora mi manca un po' Rosa.

- Lo so... però dài, sei fortunato che ti sono capitate due maestre d'italiano brave. E poi così ti cominci a preparare alle medie. Lo sai che alle medie avrai tante maestre?

- E quindi anche tanti compiti?

- Beh, un po' sì. In effetti, mi pare che li diano tutti i giorni, non solo il sabato.

- TUTTI I GIORNIIII?

- Ahem... sì. Però... però guarda che mica uscirai alle quattro e mezza come ora! Uscirai all'ora di pranzo. E poi tornerai a casa, forse anche da solo [fico!], e ti scalderai qualcosa da mangiare. Mangi, ti rilassi un po', fai subito i compiti e poi hai tutto il pomeriggio per giocare. Anzi, che giocare! Uscirai coi tuoi amici... vi darete appuntamento che ne so, sotto scuola, e poi in giro... magari a rimorchiare le ragazze  [col mio fascino, le attirerò tutte]. E io ti dirò, "Per le sette a casa", e tu farai tardi e io ti chiamerò al cellulare "Dove seiiiiiiiiii???" [allora per arrivare puntuale partirò un po' prima], e poi magari ti fidanzerai e mi presenterai la tua ragazza e io le dirò "Benvenuta! Finalmente una femmina in questa casa [con questa voce?], e lei ti dirà "Sai, tua madre è molto simpatica", e poi...

- Mamma..

- Sì?

- Quella cosa dei compiti tutti i giorni...

lunedì 26 gennaio 2015

Casual Friday

Venerdì, ore 17.30
 
"Ciao bimbi, allora ci rivediamo domani mattina, fate i bravi con papà! YY, sicuro che è tutto sotto controllo?"
"Vai tranquilla"
 
Ho preso borsa e borsone, sono salita in macchina e ho acceso la radio. Leggera come una farfalla.
 
Prima, c'è stata la lezione di step (attenzione, finalmente Tony comincia a rivolgermi la parola).
La coreografia, come sempre da un po' di tempo a questa parte, era assolutamente alla mia portata, ma al solito appena perdi la concentrazione e il pensiero corre a qualcos'altro (l'iscrizione alle elementari dei nanipiccoli, quel prospetto Excel da finire lunedì, che facciamo nel weekend) ecco che sbaglio. In fondo, è qui il bello di questa lezione: per farla bene devi staccare da tutto il resto.
 
Dopo, doccia veloce, trucco e parrucco nello spogliatoio (ah, quant'è che desideravo farlo!) e una centrifuga di mela, arancia e finocchio al bar del circolo. Una signora, proprio.
 
Perché stasera, ecco la novità, non si torna a casa dopo la palestra. Stasera si va al cinema con Amica.
 
Siamo andati a vedere "The Imitation Game": bello, bellissimo.
Un film intenso, ben scritto, splendidamente interpretato.
 
Poi basta.
Insomma, niente di che per il resto del mondo, una bellissima serata per me.
Ogni tanto, ci vuole.
Ogni tanto, si può fare, senza lasciarsi invadere dai soliti, noiosi sensi di colpa.
 
Sono tornata a casa che i bimbi già dormivano, piena di roba da pensare, ma sempre leggera come una farfalla.