mercoledì 8 dicembre 2010

La letterina

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Quasi Natale 2009
Interno, giorno
Gemini e Piccoloprincipe

Pp: "Mamma, scriviamo la letterina per Babbo Natale?"
G: "Certo amore!"

Prendiamo carta e pennarelli e ci prepariamo all'impresa...

G: "Allora, cosa scriviamo?"
Pp: "Scrivi A."
G: "A?"
Pp: (irritato): "Si, dài... scrivi questa A!"
G: "Ehm... ok... fatto. E poi?"
Pp: "Basta. E' una LETTERINA per Babbo Natale. Ora ci fazzo un bel disegno."

Questo accadeva l'anno scorso, Piccoloprincipe non aveva neanche tre anni.
Vediamo che succede quest'anno...

sabato 14 agosto 2010

Paese mio che stai sulla collina...

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E' che questo paese è un pezzo di me, e ogni volta che torno qui il suo odore mi entra dentro e mi riporta indietro.

E mi rivedo bambina sulla bici, discese pazze e ginocchia sbucciate; mi vedo a cavallo di una panchina che era un destriero, e poi a parlare con gli alberi immaginando di capirli, proprio come faceva Heidi; ricordo lunghi pomeriggi che sembravano disegnati in un libro di avventure, ad esplorare luoghi misteriosi che oggi scopro essere dietro casa, a cacciare cavallette per vedere se si potevano addomesticare, e a giocare a tennis con mio padre davanti casa con una racchetta di legno che pesava come un badile.

Poi mi rivedo adolescente, a girare in motorino coi capelli al vento, nascondendo la timidezza dello sguardo dietro i primi ombretti; e poi a uscire la sera con mia cugina contro voglia e annoiandomi a morte fino a quando non ho conosciuto quel ragazzo che mi piaceva, e allora ho cambiato idea.

E' che questo paese mi ha visto bambina e donna, maschiaccia e innamorata, e poi con il pancione, e poi mamma.

Qui Piccoloprincipe ci è venuto per la prima volta a 6 mesi e non se lo ricorda, come non si ricorderanno di questa volta i Nanipiccoli, che adesso di mesi ne hanno 8.

Ma quest'anno, invece, Piccoloprincipe se lo sta godendo un mondo, il mio paese.
Gioca vicino alla fontana che era il nostro quartier generale, e impara (finalmente!) ad andare in bicicletta sulla piazza che era il teatro principale di tutti i nostri giochi; mi cammina per mano per la via dello struscio, che ho percorso per migliaia di vasche con le mie amiche, e l'ho portato dove mio nonno aveva la sua bottega e che adesso non c'è più.
Si è bagnato i piedini nel fiume, sempre troppo secco per questa terra povera di acqua, dove ha scoperto con meraviglia ranocchie minuscole, e siamo stati anche in campagna, sobbalzando sulla nostra jeep militare.
Gli piace stare qui, come piaceva a me.

E' strano, è crescere, è il tempo che ci supera e ci rinnova.
E' il miracolo di tuo figlio che ti assomiglia e... anche no.

"Mamma, guarda quante formiche!"
"Eh sì... staranno tornando nella loro casetta, perciò attento a non..."
"Lo so mamma, lo so che le formiche non si ammazzano..."
"Ah bravo."
"Si schiazzano."

giovedì 15 luglio 2010

Quadernone di fine anno

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Chi di infanzia ne capisce qualcosa (la sottoscritta è pertanto esclusa dalla categoria) dice che dai disegni dei bambini si può capire molto; che siano già graficamente comprensibili o semplici "scarabocchi", i colori scelti, le dimensioni e le proporzioni di quanto raffigurato, il tratto, le forme e tutto il resto, ad un occhio esperto possono dare reali indicazioni sullo stato emotivo del bambino, sulle sue aspettative, sui suoi desideri, sulle sue preoccupazioni o paure.

Ora, lungi da me voler fare della psicologia spicciola. Ma.

Piccoloprincipe ha finalmente portato a casa il tanto atteso "quadernone dell'asilo": è un lavoro molto carino (lo devo dire che sfogliandolo mi è uscita la lacrimuccia? Lo devo proprio dire? No, non lo dico), che racchiude un anno per lui molto intenso, e ci sono i lavoretti che ha fatto con la pasta di sale, le foto di alcuni momenti topici - Piccoloprincipe che dipinge, Piccolprincipe con gli amichetti, Piccoloprincipe insieme al papà il 19 marzo [Grandi esclusi: la mamma (sigh) e Piccoloprincipe che mangia (non si può fotografare l'inesistente)] - e poi tanti, tanti, tanti disegni con le tempere, i pastelli, i pennarelli, i colori a cera.
Quasi tutti incomprensibili.

Ecco cosa ha risposto lui quando gli ho chiesto di raccontarmi che cosa avesse disegnato:

"... e questo è un vulcano, questa è una valanga, questa rossa è la lava azzesa, questa griza è la lava quando si raffredda, questo è il fuoco con il fumo la cenere e i lapilli, questa è una tempesta di sabbia..."

Come detto, rifuggo da facili interpretazioni. Diciamo solo che si è sfogato per benino.

Come detto, è stato un anno molto intenso. Per tutti. Forse soprattutto per lui.

venerdì 25 giugno 2010

Morbido e... Caldo.

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Il Morbido ha la febbre, tanta tosse e il nasino chiuso.

Il Morbido ha mangiato poco a pranzo, ha rognato parecchio in mattinata, ed è voluto stare sempre in braccio alla nonna.

Io so che avrebbe voluto stare con me.

Lo so perché mi guarda sempre con occhi adoranti e versetti ruffiani, lo so perché stanotte, in braccio a me, il suo respiro affannoso sembrava calmarsi, lo so perchè alla fin fine, anche se sono i secondi/terzi e anche se "ne pagano lo scotto" - vedi qualche post fa - spero che lo sentano che la loro mamma vuol bene a loro nello stesso modo incommensurabile che a Piccoloprincipe ha dimostrato forse di più.

Il Morbido sta male, io vorrei essere a casa adesso e non vedo l'ora che arrivino le 14.00 per uscire dall'ufficio, correre da lui e cuocermi nel suo abbraccio.

giovedì 20 maggio 2010

Diabolicamente ineccepibile

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Piccoloprincipe (provocatorio): "Nonno, oggi a scuola non ho manzato niente!"
Nonno: "Ma... ma oggi a scuola non ci sei andato!"
Piccoloprincipe (trionfante): "... ma se ci fossi andato, non avrei manzato niente."


No, vabbè.

lunedì 10 maggio 2010

Di nuovo in pista

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Svegliarsi con un pensiero diverso da loro.

Truccarsi, pettinarsi, svecchiare il look quotidiano oscillante tra la massaia tristona e l'adolescente sfigata.

Fare colazione al bar con inusuale e goduriosa lentezza, scegliere il freepress preferito e immergersi nella metropolitana di Roma come fosse l'Oceano Pacifico con tanto di barriera corallina.
Godersi i discorsi della gente, guardarli tutti in faccia per vedere che faccia ha il mondo, origliare pezzi di vita che ha continuato a vivere nonostante la tua assenza.
Camminare sotto il sole buono di maggio, passare davanti a un asilo e fare un pensiero dolce, incrociare una mamma con figlia e realizzare che in questo momento tu sei (anche) altro.
E così sarà per le prossime 6 ore. Per i prossimi mesi. Al ciel piacendo, magari anni.

Oggi torno al lavoro, dopo 9 mesi di assenza.

Varco la soglia dell'ufficio, scavalcando con insolita nonchalance il senso di colpa per due nanipiccoli parcheggiati all'asilo nido.
Sono sorridente, carina, sicura e profumata.

E poi... "Bentornata mammina! Allora, com'è la vita con tre bambini? Racconta-dicci-faccivederefoto!"

Bene così.

martedì 20 aprile 2010

Sono gemelli?

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Avevo dimenticato l'ebbrezza di portare a spasso un neonato: quello strano raptus collettivo per cui tutti si sentono in diritto/dovere di fermarti per un consiglio (non richiesto), un complimento (sempre gradito, per carità, purchè non si superi il quarto d'ora accademico cadauno), una domanda (in genere più di una).

Quando poi i nenonati sono due, la curiosità dei passanti aumenta in maniera esponenziale. E si moltiplicano delle "perle di saggezza" del tipo:

- Sono gemelli?
- Sì. (sono di dimensioni abbastanza simili, su un passaggino gemellare... cosa vuoi che siano?)
- E quanto hanno di differenza?
- 5 minuti.
- No, questo è più grande! (in effetti, dicevo, dimensioni abbastanza simili...)
 
- Sono gemelli?
- Sì. (l'esordio non brilla quasi mai per originalità)
- Ma sono uguali?
- No, sono eterozigoti.
- Ma nooo, guardi che sono uguali!!! (ah bè, se lo dice lei; farò le mie rimostranze a stuoli di ginecologi che mi hanno parlato per nove mesi di gravidanza bicoriale e biamniotica)
 
- Ma è vero che se uno si fa male piange anche l'altro?
- -.-

- Maschi o femmine?
- Maschi.
- Tutti e due? Peccato. Ma non poteva fare un maschio e una femmina?
- ... in effetti io sul catalogo avevo ordinato anche una femmina, ma hanno sbagliato la consegna. Che faccio, uno lo rimando indetro?

Ma la migliore rimane la seguente, enunciata con saggezza antica da un arzillo signore con cappello:
- Due gemelli? Coraggio...

giovedì 15 aprile 2010

Lo Scricciolo & il Morbido

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Lo Scricciolo
Perché hai preso per nove mesi calci in testa da tuo fratello, e non ti sei mai lamentato.
Perché in pancia crescevi poco, ma poi hai fatto strada e sei uscito per primo.
Perché eri minuscolo, ma sei stato in incubatrice solo 2 giorni.
Perché ridi sempre, nonostante la gabbia di matti in cui sei capitato.
Perché hai fatto le analisi del sangue come un adulto, con la puntura sul braccino, e su quel lettino eri piccolissimo.
Perché ti addormenti da solo guardando in su e pensando ai fatti tuoi.
Perché sei dolce, curioso e vispissimo.
Perché sei buono, almeno per adesso.

Il Morbido
Perché quando eri in pancia ti sei girato giusto giusto in tempo.
Perché appena nato mi hai tolto un anno di vita per ogni secondo che non hai respirato.
Perché hai due occhi giganteschi e la bocca più bella della famiglia.
Perché sei altezzoso, ma poi ti sciogli e sorridi tirando fuori la lingua.
Perché ti sei preso la varicella a neanche tre mesi e non hai fatto una piega.
Perché sei coccolone e vorresti stare sempre in braccio, ma non si può, e allora ti stai rassegnando.
Perché ieri ci siamo addormentati insieme durante la poppata.
Perché sei morbido, in ogni tua parte.

mercoledì 7 aprile 2010

Non ci vuole Freud...

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Piccoloprincipe al suo tavolino, disegna:

"Adesso fazzo un leone: la criniera, la fazza, gli occhi, il naso, la bocca gigantesca, i denti enooormi...
(breve pausa)
Adesso in bocca ci fazzo un bambino... il FRATELLINO...

Anzi, TUTTI E DUE."

lunedì 22 marzo 2010

Son soddisfazioni

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Pp: "Mamma, non ti voglio bene più, BASTA!"
G (ferita): "... e perchè?"
Pp: "Perchè sei brutta!"
G (annientata): "Ah... e perchè sono brutta?"
Pp: "PERCHE' NON HAI LE RUOTE."


Gemini si augura che il senso estetico di Piccoloprincipe evolva in fretta.

sabato 20 marzo 2010

Politically scorrect

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Piccoloprincipe parlotta al suo telefonino. Poi attacca.

G: Amore, chi era?
Pp: Era Berlusconi.
G: Ah... e che gli hai detto?
Pp: Gli ho detto: "Attento a casa tua!"

Temiamo che abbia mandato dei sicari: si nutrono fondati sospetti su Alì il cane giallo, il Pollo Ballerino e l'Orso Nudo... è un po' che non si fanno vedere in giro.


NdG: questa surreale conversazione avveniva circa un anno fa; ma giacchè siamo in campagna elettorale...

giovedì 18 marzo 2010

Schifezze & dintorni

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- Mamma, lo sai che Simone, quando fa la cacca, non gli va giù?
- In che senso?
- Non gli va giù... tira la catena, sale un pochettino di acqua, ma la cacca rimane lì...

- Mamma, lo sai che ieri Ludovica si toglieva le caccole e poi se le manzava?
- Ah... e tu che le hai detto?
- Le ho detto che non si manzano le caccole, e nemmeno la cacca e la pipì.

- Mamma, guarda, questo sembra marmellata, però è salato.
- Nano! Che cosa stai mangiando???
- Non so lo mamma, ma non ti preoccupare, non l'ho preso per terra. L'ho trovato dentro il mio orecchio.

Avrà pure l'aspetto di un angioletto caduto dal cielo, ma certe volte Piccoloprincipe ha delle ineffabili, abissali cadute di stile.

mercoledì 17 marzo 2010

La classica goccia

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La dottoressa Teichitisi è la pediatra dei nanetti. Per Gemini è un punto di riferimento, ha sempre una risposta per tutto e quasi sempre anche una soluzione. La dottoressa Teichitisi a volte è fin troppo easy, per lei non c'è da preoccuparsi anche se Piccoloprincipe pesa meno oggi di quando aveva 2 anni, se lo Scricciolo è iperteso e se il Morbido ha il verme solitario. Ma almeno ci protegge dai nostri oceani di ansie da primofiglio, e anche da quelle per i seconditerzi.
La dottoressa Teichitisi il mese scorso ci aveva dato una cura ricostituente per Piccoloprincipe, e avremmo ora dovuto valutare il da farsi insieme; conosce le sue idiosincrasie e le sue genialità; aveva cominciato a conoscere anche i Piccoli e tra due mesi avrebbe testato su di loro uno svezzamento all'ultima moda, per evitare di incorrere negli stessi problemi del loro fratello grande.

Gemini non ha pianto quando, con due neonati in giro per casa, Piccoloprincipe si è beccato la dannata varicella; non ha pianto il pomeriggio in cui - non era ancora caduta l'ultima crosta - tornato a casa dall'asilo, Piccoloprincipe si è vomitato pure l'anima e ha dato il via alla stagione dell'influenza intestinale; non ha pianto quella famosa domenica in cui le prime bolle purulente sono comparse anche sul globoso addome del Morbido, e allo stesso tempo lo Scricciolo ha cominciato a scagazzare senza soluzione di continuità; non ha pianto neanche quando, sopravvissuti alla "settimana infernale" e tornato Piccoloprincipe all'asilo, dopo due giorni lo stesso è stato rispedito al mittente con una sospetta bronchitella che ha prontamente fatto assaggiare ai fratelli.

Ma ieri, quando ha chiamato lo studio pediatrico per un consulto e anche una coccola, con due intasati nanerottoli febbricitanti e il controllo periodico da fissare, quando le hanno detto che la dottoressa Teichitisi, cadendo, si è rotta il femore e sarà fuori gioco a tempo indeterminato, Gemini si è sciolta in un fragoroso, esagerato, liberatorio fiume di lacrime.

venerdì 12 marzo 2010

Parlano

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il M: " 'nghì!" (= ho fame, smettila di guardarmi e tirami fuori da qui, o per dispetto ti divento inappetente come quel pazzo coi ricci che ci infila le dita negli occhi cianciando di bende e pirati!)

lo S: "ahchiii" (= ti prego fai tacere quel grassone nella carrozzina qui accanto, o la smetto di farti questi sorrisoni angelici e rivelo la natura demoniaca che per ragioni irreversibilmente genetiche è in me)

Pp: "Mamma, questa qui si chiama FONTANELLA vero?"

Qualcosa mi dice che non sarà facile.

giovedì 11 marzo 2010

Piccoloprincipe

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Lui ha tre anni, pesa come un bambino di 1 anno e pensa come un uomo di 30.

Piccoloprincipe è biondo, ha i riccioli e gli occhi grandi, verdi.
Ha un sorriso che conquista e dentini piccoli e perfetti.

Piccoloprincipe conosce le lettere e i numeri, usa correttamente il congiuntivo, impara subito le canzoni a memoria, è furbissimo, attento e simpatico.

Piccoloprincipe è anche capriccioso, testardo, viziato e ruffiano. Da qualche giorno ha imparato a dire le bugie.

Piccoloprincipe ama i camion, le donne e i pompieri.

Piccoloprincipe non mangia, e questo mi fa dannare. Ma se, oltre a tutto il resto, fosse anche una buona forchetta, sarebbe un bambino davvero perfetto.

E la perfezione non è di questo mondo, pertanto ce ne stiamo facendo una ragione.

mercoledì 10 marzo 2010

Ne pagano lo scotto

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Piccoloprincipe non ha dormito la notte fino a un anno di vita, si è addormentato in braccio fino a quasi due anni, ha mangiato solo omogeneizzati fino a ieri, dorme in camera con noi ancora oggi; Piccoloprincipe, primogenito bellissimo e geniale, è stato adorato, idolatrato, viziato al'inverosimile.

I piccoli se non dormono fatti loro, basta che stiano in carrozzina senza disturbare; restano in braccio giusto il tempo della poppata e del ruttino, e poi vengono di nuovo catapultati in culla senza troppe smancerie; dormono soli in cameretta dal primo giorno che sono tornati a casa dall'ospedale, luci spente e porte socchiuse; al compimento del quinto mese verranno svezzati a spuntature al sugo e pappardelle al cinghiale.

I piccoli sono bellissimi anche loro, geniali non lo so ma non importa, ma mi sto impegnando per non commettere gli errori del passato.

Forse però rischio di commetterne di nuovi.

Piccoli, anche se non vi smanaccio e non vi sbaciucchio dalla mattina alla sera, anche se vi lascio a fissare il soffitto per più di quanto sarebbe umanamente sopportabile, anche se a volte sono frettolosa e poco loquace, non pensate che non vi adori e non vi ami tanto quanto il vostro fratello grande.

Spero che lo capiate lo stesso, quando nei rari momenti di tranquillità mi perdo nei vostri occhi - azzurri, piccoli e vispi quelli dello Scricciolo, scuri, enormi e senza fondo quelli del Morbido - o quando mi sciolgo davanti ai vostri sorrisi - a bocca aperta con i gridolini quelli dello Scricciolo, ammiccanti con la linguetta tra le labbra quelli del Morbido.

Spero che lo sentiate quando vi allatto e vi tengo la manina, quando vi prendo in braccio e vi bacio subito sulla testa, quando vi cambio e vi massaggio le gambette, quando mi siedo, con voi sulle gambe, e giochiamo un po'. Poco, lo so.

Pagate lo scotto di avere per fratello maggiore un Piccoloprincipe, di essere in due e contemporanei, di avere una mamma apprendista e pasticciona.

Portate pazienza.

martedì 9 marzo 2010

Mi presento un po' meglio... e invece no.

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Solo pochi giorni di vita, e già latito... sarà l'ansia da prestazione, il panico davanti alla pagina bianca (che poi bianca non è) ma amen, adesso cercherò di recuperare, senza prendermi troppo sul serio però.

Stavo per cominciare a parlare di me, ma sai che c'è? Che non sto mica scrivendo la mia biografia. Questo è lo-spazio-mio, ci faccio quello che voglio, e allora è inutile dilungarmi in descrizioni che non sarebbero mai del tutto esaurienti... le sparpaglierò qua e là, e tutte insieme forse un giorno daranno un quadro abbastanza completo della mia vita. O forse no.

Per oggi, dunque, mi va di tirare un virtuale sospiro di sollievo (fiùùùùù) per essere scampata senza grossi traumi - almeno a livello conscio - da una delle settimane più terribili che la storia (mia) ricordi da quando sono mamma: i tre nanerottoli infatti hanno deciso di solidarizzare contemporaneamente con tutti i virus e batteri attualmente in circolazione, e per la precisione:

- Piccoloprincipe, untore treenne, ha raccolto all'asilo nido varicella e influenza intestinale, che ha poi diligentemente seminato in casa a:
- il Morbido, ovvero il gemello grasso (3 mesi da poco), che per non essere da meno si è accaparrato il bottino per intiero
- lo Scricciolo, ovvero il gemello magro (sempre 3 mesi da poco, ovviamente), che per il momento ha deciso di glissare sulla varicella, ma secondo me solo per il piacere di riproporcela tra 7-21 giorni - tale è il devastante periodo di incubazione - ma in compenso si è quasi disidratato a furia di cacca

E così, tra bolle pruriginose, vomitate e scagazzamenti, la sottoscritta ha trascorso giorni - e notti - di puro delirio.

Ma adesso stanno tutti bene: Piccoloprincipe è stato con grande incoscienza e immenso sollievo rispedito all'asilo, e i nanetti stanno riprendendo forma, colore e sostanza.

Io però sono stremata, e anche un po' offesa: ma a me niente?

lunedì 8 marzo 2010

Finalmente... ci sono anch'io.

...In una domenica da sopravvissuta, in un silenzio prezioso e inusuale, cullato dal respiro di due dei miei tre bambini, nasce il mio BLOG. Il primogenito è stato spedito con posta celere dai nonni, per farci riprendere fiato dopo una settimana di fuoco; ma di questo, scriverò un'altra volta.

Oggi voglio solo dare il benvenuto a me stessa medesima in questo spazio che, dopo tanti tentennamenti, ho deciso di creare: non so quanto sarò costante nell'aggiornarlo, nè quale piega prenderanno i miei post e tutto lo stile del blog.

Ma avevo bisogno di un posto tutto mio, e proverò a trovarlo qui.