lunedì 11 aprile 2011

Cambio di Stagione, why? pecchè?

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Nella mia personale classifica delle "cose di casa che aborro fare" il cambio di stagione viene subito prima dello sbrinamento del freezer e subito dopo il pensare di riordinare lo sgabuzzino (sì, avete letto bene, solo pensare.)
E' sempre stato un mio tallone d'Achille, anche quando ero ancora a casa con i miei e più che "togliere dagli scatoloni - sistemare nei cassetti - rimettere negli scatoloni" non dovevo fare.

Poi le cose si sono un pelo complicate.

Primo, perchè in una casa gestita (per la sfortuna di chi la abita) da me medesima, poi devo pure ricollocare il materiale e pertanto
- o non so mai dove infilare gli scatoloni in surplus della stagione uscente (nel passaggio inverno/estate i miei maglioncioni da nonna Abelarda sono decisamente più ingombranti di magliettine di cotone e pantaloni di lino)
- oppure sono i cassetti e gli armadi ad implorare pietà (nel passaggio inverso)
NB. quest'ultimo è un problema che a casa dei miei di solito risolvevo invadendo l'armadio di mio fratello (non c'entra niente ma mò lo dico: ma poi perchè LUI aveva l'armadio più grande e la camera più grande, pur essendo il secondo e per giunta maschio??? tiè, l'ho detto.)

Secondo, perchè i cambi di stagione da fare si sono moltiplicati come pani e pesci: ora me ne toccano ben QUATTRO (per qualche misterioso e imperscrutabile motivo, YY* non fa il cambio di stagione e vive benissimo lo stesso)

Terzo e non ultimo, perchè l'ingrata attività ha acquisito una carica emotiva che la mia anima fragile non è più in grado di tollerare. Spiego.

Già quando faccio il mio personale CdS (bello eh?) mi trovo puntualmente a rigirarmi tra le mani i famigerati highlanders (leggi: "gli ultimi immortali") ovvero gli indumenti che, passati ormai ampiamente di moda, per qualche motivo non vengono frullati dalla finestra ma sono stati gelosamente preservati, di anno in anno, di casa in casa, di scatolone in scatolone; tra questi, si annoverano una salopette jeans che se provo a infilarmela si incastra irrimediabilmente a livello fiancomediterraneo - ma che sfoggiavo con disinvoltura nel mio periodo natalieimbruglianelvideoditorn; un vestitino leggero leggero a fiorellini, che adesso mi starebbe benissimo come maglietta, ma che in un tempo molto-troppo lontano mi donava eccome - e poi me l'aveva regalata lui per il mio diciannovesimo compleanno; varie ed eventuali che prima o poi le butto ma hai visto mai che proprio quest'anno che decido di disfarmene, invece mi viene voglia di rimettermele? (probabilità remota, comunque, dacchè non è accaduto negli ultimo QUINDICI ANNI)

Adesso poi, che il Cds coinvolge anche i tre gnappetti, apriti cielo e ingoiami con tutte le scarpe (highlander anch'esse)! La cosa potrebbe essere in teoria semplice, in quanto presumibilmente il prossimo anno i bambini NON potranno indossare le stesse cose, pertanto basterebbe fare un bel bustone con su scritto "da regalare" o nel peggione dei casi un impietoso "da buttare" (roba rotta, irrimediabilmente macchiata et similaria), e via.

Però, la roba dismessa da Piccoloprincipe non la posso proprio buttare, perchè tra qualche tempo andrà bene ai piccoli, ma anche, probabilmente, a lui stesso medesimo, visto e considerato che la sua curva di crescita ha la stessa pendenza della pianura padana: e allora non mi resta che aspettare che anche il più minuscolo di tutti (nella fattispecie, lo Scricciolo) abbia sfruttato fino all'ultimo capo per potermene finalmente liberare. A meno che, nel frattempo, esso non si sia guadagnato l'ambito status di highlander.

E poi, capita sempre che mi ritrovo tra le mani i loro completini della nascita (che poi i bimbi sono stati tutti e tre in incubatrice, quindi vabbè, diciamo i primi completini dopo due giorni di solo pannolino);  il microscopico bavaglino su cui ho ricamato (ebbene sì, ho ricamato; adesso però dimenticatevelo) una papera e il nome di Piccoloprincipe; quella felpa con cui il Morbido sembrava un orsetto; la camicia con cui lo Scricciolo sembrava un ometto; il completino di ciniglia verde che ho messo a tutti e tre, il giacchetto che non ho messo a nessuno dei tre (ma è troppo bello per buttarlo), quel pigiama di quando ha dormito tutta la notte, quello di quando invece è stato sveglio h24, e ovviamente i vestiti del Battesimo moltiplicati per tre, e le prime scarpette moltiplicate per due (ehm... lo ammetto: per lo Scricciolo ho riciclato). Non se ne esce vivi.

E infine, quando per miracolo trovo il tempo di dedicarmi a questa nefasta attività (per me: sabato pomeriggio, mentre Piccoloprincipe era dai nonni e i nanipiccoli dormivano: ma la vita può essere più ingiusta?), entro nel trip del "già che ci siamo, riorganizzo gli armadi". RIORGANIZZO-GLI-ARMADI.

E' un gorgo senza fondo, dal quale in genere ne esco dopo aver rimesso tutto com'era prima; sono solo più stanca ed emotivamente provata.





*inauguriamo oggi il blog-soprannome di mio marito, nonchè padre dei miei figli: chi ne indovina il significato, vince un figlio maschio.

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