lunedì 16 maggio 2011

Strategie di seduzione e auto-consapevolezza

...
Sabato pomeriggio al parco, nani allo stato brado.

Osservo discretamente Piccoloprincipe a debita distanza, mentre corrompo lo Scricciolo con una quantità proibita di biscotti Plasmon, pur di tenerlo nel passeggino.

Approccio
Piccoloprincipe fa il mostro. Si trasforma in tirannosauro, sfodera due dita ungulate per mano e si lancia all’inseguimento di frotte di bambini – quasi tutti più grandi lui. I marmocchi scappano, visibilmente divertiti, al grido di “Arriva il mostro, arriva il mostro!”

Cambio di fronte
Amabile bimba ottenne dagli occhi azzurri: “Ma no, poraccio, non è un mostro! È un piccolo bambino indifeso, guardate quanto è carino!” E gli si incolla per tutto il pomeriggio. Piccoloprincipe gongola.

Scampoli di conversazione
Saltando sui tappeti elastici.
“… perché su Marte ci sono i marziani, con uno, due o tre occhi!”
“E tu come lo sai?”
“Pfui… lo so da quand’ero piccolo.”

Gaffe tutte maschili
“Bimba… bimbaaaaa!”
“Chiamami Margherita.”
dopo un po’
“Ehi, senti, Anita*…”

Ruoli
“Adesso facciamo che io sono Aurora e tu sei il Principe… PRINCIPEEEE!!!”
“Uhmm. Ok. Però dopo facciamo che io sono uno gnu e ti calpesto…”

Saluti finali con bugia
“Ciao Principe! Quando torni qui?”
“Domani.”


Sabato sera nel lettone, Piccoloprincipe è in vena di chiacchiere.

“Mamma, lo sai perché quella bambina ha giocato tutto il tempo con me?”
“Perché sei simpatico? Divertente? Sveglio? Carino?”
“No, perché sono piccolo, indifeso e porazzo!”




*compagna di classe di Piccoloprincipe (2 anni e 20 cm buoni più di lui) di cui è follemente innamorato dal primo giorno di scuola.

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