martedì 30 agosto 2011

Differenze

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Come accennavo nel post precedente, parte delle vacanze le abbiamo trascorse con una coppia di nostri amici.

Lei (chiamiamola AmicaM, che oggi mi sento piena di fantasia) è la mia principale interlocutrice quando si tratta di confrontarsi su tematiche prettamente genitoriali; come se non bastassero blog, forum e compagnia bella.

E sì, è la mamma delle due bimbe belle, bionde e soprattutto femmine.

AmicaM e Gemini sono parecchio diverse.

Per dirne una, la casa di AmicaM è un tempio, quella di Gemini un frullatore.
AmicaM è ordinata, possessiva e premurosa, Gemini continua a perdere pezzi per strada e se ne preoccupa solo quando se ne ricorda.
AmicaM è anche piena di dubbi e incertezze sul suo essere mamma, Gemini (lo sapete, no?) pure.

E insomma.

C'era in albergo con noi questa ragazza con i capelli rossi e la pelle d'alabastro, di Roma pure lei, che aveva una passione ricambiata per il Morbido. E vi assicuro che è facile appassionarsi a un morbido abbronzato, con i capelli biondi e lisci come fili d'oro, gli occhi giganteschi e che ha deciso che è il momento di cominciare a parlare e lo fa con la voce di Hallo Spank.

E la ragazza con i capelli rossi, quindi, più volte al giorno e in contesti diversi se lo prendeva e se lo spupazzava, e facevano buche nella sabbia, e guardavano insieme riviste e di moda (ahem), e si coccolavano sul dondolo, ed era proprio ammòre.

AmicaM, intanto, disapprovava silenziosamente. Gemini se la scialava (perchè ogni tanto, uno di meno faceva comodo) ma sentiva i suoi pensieri.

G: "Dai, dimmelo. Che dovrei fare secondo te?"
AM: "... io me lo sarei già andato a riprendere. Ma lo sai, io sono una mamma-piovra piena di tentacoli"

E poi ha raccontato a Gemini uno di quei filmetti di serie C che passano in estate su Canale 5, con la solita tipa ambigua che si insinua nella famigliola felice conquistandosi prima i figli, poi il marito, fino ad un drammatico epilogo.

E insomma, AmicaM è fatta così.
Gemini no, ma le vuole bene lo stesso.

E quindi ha continuato ad approfittare della situazione, millantando discrezione ("Dài lo porto via, non ti voglio disturbare!" "Ma no, ma no, mi fa piacere: guarda come gioca buono buono" "Già... guarda com'è buono ora"), mentre AmicaM, torva, sorvegliava il tutto scuotendo la testa.
 
Per la cronaca: il Morbido è tornato a casa e lotta con noi.

domenica 28 agosto 2011

Estate 2011: sapevatelo...

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che tu fai la borsa dei giochi intelligente, con tre-di-tutto (tre palette, tre secchielli, tre rastrelli, tre camion) e loro si contenderanno furiosamente una bottiglia di plastica raccattata chissà dove

che tre maschi piccoli che condividono la stessa cameretta, prima di addormentarsi si raccontano cose "troppo importanti che voi non le potete neanche immaginare"

che un maschio grande che per tutto l'anno è andato in palestra 2 volte a settimana facendoti rosicchiare i gomiti, a un certo punto può tornarti utile

che l'erba del vicino è sempre più verde, ma se ci guardi bene dentro scopri che la tua amica, madre di due figlie bionde, con gli occhi verdi ma soprattutto femmine - una quattrenne che ha tolto il pannolino notte/giorno a due anni, che mangia la carbonara e i broccoli con lo stesso vorace entusiasmo e che nuota senza braccioli, e una settemesenne morbidissima che passa le giornate tra tetta e passeggino - è stressata, dubbiosa e pervasa da mammeschi sensi di colpa proprio come te

che passeggiare la sera in formazione 4-4-5 (4 adulti, 4 passeggini - di cui uno gemellare - e 5 bambini sotto i 5 anni) ti rende un po' l'attrazione del luogo

che vedere tuo figlio, scricciolo e ipercinetico, precipitare dal seggiolone ti fa tremare le gambe per le successive 24 ore

che con una buona dose di organizzazione e un'ottima dose di solidarietà genitoriale riesci anche a farti l'insperato bagno da sola (uno solo però)

che ognuno ha il feticcio che si merita, e se tuo figlio quattrenne, il tuo primo e adorato virgulto, si sceglie un pezzo di plastica azzurra della forma e dimensione di un CORIANDOLO PICCOLO, lo chiama amorevolmente "il blu" e riesce a perderlo e ritrovarlo dalle tre alle cinque volte al giorno, devi cominciare a chiederti dove hai sbagliato

che niente ti dà piú la dimensione del tempo che passa dei bambini, soprattutto quelli che rivedi a distanza di un anno (perchè adesso sei più alto di me, eh? perchè???)

che verrà un tempo in cui riposerai indisturbata sul lettino, persa in un libro da un milione di pagine sorseggiando una bibita ghiacciata, un tempo di braccia pelose, voci baritonali e sguardi sfuggenti. E allora la pelle morbida di questi corpi batuffoli, le voci argentine che ti chiamano millemila volte al giorno, i loro occhi traboccanti di scoperte e questa brama di averti vicino, già lo sai che ti mancheranno, anche se non lo dici a nessuno

che, infine, sei ciabattine da mare minuscole - di cui due paia di seconda mano - messe ad asciugare sul balcone meritano una foto, questa :-)







sabato 13 agosto 2011

Comunicazione di servizio

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... NOI CE ANDIAMO A CARLO!

Buona estate (che ormai è quasi finita) a tutti :-)

venerdì 12 agosto 2011

Quando ti si rompe una scarpa

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In questo periodo non sono molto fortunata con le scarpe.

Chi mi segue su Twitter (ha ha!) ricorderà che, qualche settimana fa, mi hanno rubato le scarpette dei Nanipiccoli da sotto il passeggino, che la notte viene parcheggiato nell'androne di casa perchè, come ogni passeggino gemellare che si rispetti, non entra in ascensore. Non chiedetemi perchè le amate "ppappe" erano lì sotto, invece che ai piedini dei miei insofferenti bambini, tanto non ve lo dirò.

Ma sto divagando.

Dicevo che, nella mia gloriosa carriera di pasticci nel percorso casa-ufficio, questa perla mi mancava.

Camicia bianca con goccia di caffè, celo.
Pantaloni con macchiolina inequivocabile, celo.
Uscita con due scarpe diverse (variante: in ciabatte), celo.
Dimenticato a casa patente, cellulare, portafogli, chiavi di casa, naturalmente celo.

Epperò questa è stata tremenda.

Perchè c'è un senso di profonda impotenza nel camminare a piede nudo per le strade luride di questa città. Perchè che altro puoi fare? Saltellare fino a destinazione è al di là delle mie doti atletiche, quindi niente, ti dai un tono, provi a fare la vaga e ti avvii con il piede rattrappito e con la scarpa in mano bene in vista (per far vedere che mi si è rotta adesso eh? non ci sono uscita da casa).

E per fortuna che, per puro caso, ieri avevo qualcosa di più dei soliti 5 euri in tasca.
E per fortuna che ho trovato un negozio proprio lungo la strada, quindi adesso ho pure le scarpe nuove.
E per fortuna che la gente a Roma pensa solo ai fatti suoi, quindi magari non se ne sono accorti. O non tutti, almeno.

E per la serie "le morali di Treditutto", cosa ci insegna questa storia?

Non comprare mai scarpe di bassa qualità. Uhmmm... nònso.
Portati sempre dietro qualche euro in più per le emergenze. Pure.
Ma soprattutto, se devi rompere, perdere o farti fregare le scarpe, almeno aspetta i saldi.


mercoledì 10 agosto 2011

Redde rationem

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Mi rode dannatamente ammetterlo, ma devo farlo. Lui è più bravo di me. Merda.

E' che io sto ancora lavorando, sarò al chiodo per tutta la settimana, mentre YY da lunedì è in ferie; e così, incosciente e baldanzoso, ieri si è caricato in macchina i due terzi della prole, i due terzi PICCOLI, e se li è portati al mare. Da solo.

E naturalmente poi se l'è pure tirata.

"Ma tutt'apposto, sai? Sono stati bravissimi... Si sono fatti mettere la crema, seduti sul lettino, poi hanno giocato per più di un'ora sotto l'ombrellone, hanno mangiato la mela, poi siamo stati un po' a riva, ho fatto una doccetta a tutti e due e appena li ho messi in macchina si sono addormentati." Basta poco, che ce vo'?

Ora, va bene che io come madre sono diversamente adeguata, ma perchè ho il vago sospetto che IO non ne sarei stata capace? Perchè ho la ragionevole certezza che non ci avrei manco provato?

Perchè mi faccio tremila pippe ment problemi, ecco perchè. E sono due, e sono tre, e sono troppi, e sono piccoli, e scappano, e si fanno male, e dove metto uno mentre cambio/inseguo/sdoccio/incremo l'altro.

Fatto sta che con lui stavano fermi. Con me, sono ipercinetici.
Con lui hanno giocato con paletta e secchiello. Con me, si sarebbero presi a palettate e secchiellate.
Con lui si sono trastullati sul bagnasciuga. Con me, avrebbero rischiato l'annegamento.

Ma mo' basta. Alla-riscossa mode: on

Da settembre (che i buoni propositi si fanno dall'inizio dell'anno scolastico, mica solare, non lo sapevate?) si cambia.

Da settembre io faccio da sola.


E intanto, mio malgrado, una hola per lui.

lunedì 8 agosto 2011

... e io (non) lo nacqui.

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Una terrazza proprio sul mare.

Una casa con l'ascensore dentro, e un soggiorno grande come il mio appartamento.

Un bicchiere di vino bianco ghiacciato, anzi due.

La testa che gira un po', e un dondolo per sedersi.

Il vento che viene dal mare e te ne porta il profumo.

Un pranzo a base di pesce e un vassoio di frutta colorata e freschissima.

Il bello di stupirsi di tutto questo e sentirsi bene, perchè non è il tuo mondo, ma ogni tanto ti ci fanno entrare.

giovedì 4 agosto 2011

Crisi d'Agosto

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E' che uno pensa che ad agosto la gente non esista.

Allora, già io di mio ci metto un'ora e mezza per arrivare in ufficio. Non lo sapevate? Sapevatelo.

Adesso che ci si sono messi con questa storia della Metro C, che guarda caso interseca la A (la MIA) nel punto priciso 'ntifico (cit.) dove dovrei scendere IO, giustamente decidono di chiudere un tratto della linea A ad agosto.

[e quindi scendi a Termini, e risali su, e prendi la navetta, e ricordati che i mezzi di superficie conoscono il traffico, e rifallo all'incontrè, e insomma un culo una faticaccia che non vi dico]

Giustamente, dicevo, agosto.
Perchè si presume che molti stiano in vacanza.

Ora, a parte che io sto ancora lavorando, e questo per la mia personale visione gemini-centrica dell'Universo è un'aberrazione; ma poi qui c'è un fottìo di gente!

Vabbè, non voglio dire che è come a novembre, già che le scuole siano chiuse fa una bella differenza; epperò perchè, se stanno tutti al mare, io per risalire dalle segrete della Stazione Termini ci metto 13 minuti (sì, li ho cronometrati, sono malata), camminando in processione in mezzo a una fiumana di gente, che ci manca solo di cominciare a litaniare "ohi Mariaaa" (oddio no, quelli erano gli Articolo 31)?

Non scappate, non è che volevo arrivare a dire che "c'è la crisi" (l'ho detto!), e per questo la gente non va in ferie: no.
Volevo condividere con voi questa perla di saggezza, snocciolata da una riccona che bazzica l'ufficio e che si lamentava in cotanto modo:
"... ma dov'è sta crisi poi? Io e Ferdi (nome di fantasia n.d.G.), ci credi che non siamo risuciti a trovare un posto in quell'hotel fichissimo extralusso super-snobberrimo? E sì che avevamo un budget importante eh?!? E poi dicono che c'è la crisi..."

Ecco, glielo spiegate voi alla riccona ingioiellata che quei cattivoni che le hanno fregato il posto nell'hotel figherrimo, non sono proprio le prime-prime persone che risentirebbero di una crisi economica, nel caso ci fosse???

lunedì 1 agosto 2011

Un altro anno

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Avete cominciato che gattonavate, poi vi siete alzati in piedi e avete iniziato a correre.

Il primo giorno avete mangiato una brodaglia biologica con l'omogeneizzato dentro, l'ultimo la pasta al pesto e il polpettone.
A settembre dicevate a malapena "mamma", e non sempre con cognizione di causa, a luglio fate discorsi pregni di contenuto e soprattutto ben auguranti per il futuro (S: èèèèèmio! - M: no!).
Avevate un dente in due, ora siete squaletti pericolosi.

In quelle stanze colorate e luminose vi hanno fatto giocare nella sabbiera anche se mangiavate la sabbia, vi hanno dato in mano i pennarelli anche se il foglio era l'ultimo dei vostri obiettivi, vi hanno insegnato a mangiare da soli nonostante la vostra pessima mira.

Vi hanno portato in giardino con le belle giornate e rimboccato le copertine d'inverno, vi hanno cambiato mille pannolini e misurato troppe volte la febbre, vi hanno consolato se eravate tristi e fatto ridere tanto.

Vi hanno insegnato a crescere anche se era più faticoso.
Vi hanno dato affetto, fiducia, virus e coccole.

Hanno colmato le nostre lacune, e riempito le nostre assenze.

Per tutto questo, per molto altro: grazie a E, S e V per un altro anno indimenticabile.

(Non temete, a settembre torniamo belli carichi)