lunedì 31 ottobre 2011

L'importante è iniziare

L'avevo detto no?
E lo sto facendo.

Parrucchiere. Fatto.
Cambio di stagione in modalità facciamo tabula rasa. Fatto.
Iscrizione in piscina. Fatto. E parliamone.

Che mi sono comprata un costume intero fichissimo, la cuffia nuova, e ho messo nel borsone pure la crema idratante, per concedermi un post-allenamento coi contro.

(vabbè, allenamento. Diciamo che vado a farmi un bagno. Per dire: faccio più o meno le stesse vasche, con gli stessi tempi, dell'ultima volta che sono andata a nuoto. Solo che avevo una panza di 8 mesi e 9 chili: o ero molto in forma allora, o sono molto pippa adesso.)

Ma dicevo.
Il mio tristemente noto menage familiare mi concede di dedicare a questo momento tutto mio solo una miserrima ora a settimana: o il sabato mattina, tra le nove e le dieci - o la domenica mattina, stessi orari - o il sabato pomeriggio, dalle tre alle quattro.
Vabbè, avete capito: ci vado quando loro dormono.

E insomma, quell'oretta così ostinatamente perseguita e infine ritagliata è santa e benedetta.
E' galleggiamento silenzioso, è pensare a quello che voglio o non pensare affatto, è tendere i muscoli e assentarmi per un po'.

Sabato mattina.
Arrivo, mi preparo, mi immergo.
Nuoto per mezz'ora, da sola. Il paradiso non è molto lontano da qui.
Poi un rumore.
Quel rumore.
Familiare, inquitante, ineluttabile.

Voci. Grida. Risate. Lamenti.

Il sabato mattina, dalle 9.30 alle 10.20, c'è il corso di baby nuoto.
Il sabato mattina non è più un'opzione, per quanto mi riguarda.

giovedì 20 ottobre 2011

Anatomia, fisiologia e tuttologia secondo Piccoloprincipe

...
- Mamma, lo sai perchè facciamo la cacca e la pipì?
- Dimmelo tu...
- Perchè quando mangiamo c'è una cosa che si chiama succo gastrico...
- Scusa, chi te lo ha detto?
- Lo sapevo già da piccolo. Quindi, il succo gastrico trasforma quello che ci serve in sangue e quello che non ci serve in cacca e pipì.
- Beh... in effetti, sì. Bravo,  è proprio così.
- Però se per caso la cacca e la pipì si mischiano con il sangue, sai che succede? Che c'è il vomito. Che sale, sale, e poi vomitiamo tutto. E' pericolosissimo.
Peccato, aveva cominciato così bene...


- Quando ti fa male la testa, il cervello si gonfia un po'. E batte. E invece il cuore smette di battere. E allora, il cervello batte, e il cuore pensa.
Ecco, questa cosa del cuore che pensa mi piace un sacco.

E dopo il pompiere, dopo quellocheguidailcamiondell'immondizia, dopo l'operaio delle fogne e dopo lo scienziato dei pianeti, in questa fulgida fase della sua vita Piccoloprincipe ha deciso che da grande farà il medico.
Che, in famiglia, fa sempre comodo.

lunedì 17 ottobre 2011

Una cosa bella

...
Mi è capitata una cosa bella.
Anzi no, ho fatto una cosa bella.

E non è che io ne abbia fatte molte in vita mia.

Certo sì, ho fatto tre figli, ma anche lì sono riusciti a smontarmi un po'.

Perché li hai mandati al nido a cinque mesi...
Perché Piccoloprincipe ha ancora il pannolino la notte...
Perché qualche volta gli dai i bastoncini findus a cena...
Perché uno è viziato, uno è ipeteso e uno è un lagnoso...

Ma stavolta no, stavolta è una cosa bella in assoluto, non ci sono punti di vista.
E nessuno può smontarmi, nemmeno io, che sono il mio critico più severo.

Succede però che mi scontro con l'ambivalenza della blogosfera, di questo non-luogo intimo e pubblico insieme.

Se fosse il mio diario segreto, quello che avevo a otto anni, con il lucchetto farlocco che si apriva anche con la forza del pensiero, non esiterei un attimo a scriverne, nei minimi dettagli. Perché è una cosa che mi dà gioia, e la gioia non sono mai stata brava a tenermela dentro.

Ma questo è un blog e, per quanto minuscolo, qualcuno lo legge.
In effetti in pochi, potenzialmente tutti.

E anche se i cattivi della rete di qui non passano mai - no troll, no lingue biforcute, no pettegole invidiose (e del resto, invidiose de che?) - non voglio che nessun pensiero negativo mi sfiori.
Nessuna accusa. Nessun rimprovero. Nessuna insinuazione.

Ok, non me ne dovrebbe fregare niente del giudizio degli altri.
Ma non voglio che questa cosa venga sporcata, neanche di striscio.

Allora potevo non scriverne nulla, e bon.
Ma qui è casa mia, e mi concedo il diritto di farci un po' quello che voglio, anche di essere confusa, criptica e incorente.

E il resto, me lo tengo nel cuore.

venerdì 14 ottobre 2011

Non leggete questo post se aspettate il secondo figlio

...
Succede così.

Che fai un figlio.
E cominciano le notti insonni, le giornate a tette all'aria, montagne di cacca da spalare e abissi di incertezze in cui sprofondare.

Passano un paio d'anni, e cominci a intravvedere una luce. Flebile, ma c'è.

Lui inizia a dormire tutta la notte, scalcia nel suo lettino e non tra le tue costole, si emancipa serenamente dal tuo latte e (meno serenamente) dal pappone biologico, interloquisce come un adulto e ti ci diverti persino.

La vita a questo punto potrebbe assumere un aspetto decisamente roseo, ma noooo!!!
Tu evidentemente non vuoi.

Perché dentro di te comincia di nuovo a farsi largo quella cosa non sempre puntuale, non sempre presente, non sempre coerente, ma che quando arriva ti investe come un tir: lo chiamano istinto materno.

E in più, pensi pure che mica lo puoi lasciare solo, il tuo adorato primogenito: che non glielo fai il fratellino? Ma certo.

Poi di fratellini ne arrivano addirittura due. E ricominciano le notti insonni (doppie), le colichette (doppie), le malattie (doppie, triple, multiple e incrociate), e tutto il simpatico corredino di rogne (doppie) che un fantolino porta con sè insieme al suo profumo di nuovo e ai suoi sorrisi di gengive.

Ma ne vale la pena. Sì, ne vale la pena.
I fratelli sarano un regalo incommensurabile l'uno per l'altro. Per tutta la vita, anche per quando tu non ci sarai più.

E poi, vuoi mettere, GIOCHERANNO INSIEME.

Questo è quello che ti dicono tutti: fai i figli vicini, così potranno giocare insieme, condivideranno interessi simili, si intratterranno da soli e, in definitiva, ti staranno fuori dalle balle per un po'.

Mamme di figli unici, non credeteci. Non è vero. E' una trappola, nient'altro che una strategia messa in atto da forze occulte per contrastare l'effetto della crisi economica sul calo demografico.

Non cascateci anche voi, o vi ritroverete come me, ieri pomeriggio, che ho dovuto metterne uno in isolamento in cucina armato di pennarelli non indelebili, uno in cameretta a decorare il pavimento con il pongo e uno in soggiorno a smontare telecomandi, perchè non facevano che prendersi a mazzate e litigarsi la qualunque.

giovedì 13 ottobre 2011

Pensieri... e parole

...
Fuori dall'asilo
Anziana signora bi-dente, vestito nero e capello tipo strega di Biancaneve dopo la trasformazione.
- Mamma, guarda, uno zombie!
- ... ?
- Ahem, niente signora. Il bambino diceva che assomiglia tanto a sua nonna. Non è che il 31 ottobre verrebbe a una festa? Così com'è adesso, va benissimo...

Fuori dalla piscina
Ragazzetto in tuta e scarpe da ginnastica.
- Mamma, quello è il mio istruttore!
- Poverino. Ah sì?
- Ah, ciao! E' che sa, fuori dalla vasca mica li riconosco sempre, lì sono tutti con la cuffia...
- Beh certo. Anche tu, seminudo, fai un altro effetto. Non preoccuparti. Io ho tre figli e ancora sbaglio i nomi...

Fuori dal portone
Inquilina del piano di sotto.
- Ma che belli! Ma come sono cresciuti! Ma sono proprio simpatici!
- Lo so che li odi per quel dannato cavalcabile musicale, puoi dirlo sai? Ahem, grazie. Ne vuoi uno?

Scampoli di vita.
Le due facce della medaglia.
Imparare a fingere.

mercoledì 5 ottobre 2011

Volevo... ma poi.

...
Ed erano solo le nove.

Erano solo le nove, e i nani erano già tutti e tre a letto, e io gongolavo con il portatile sulle ginocchia, pronta a una pacifica serata di svolazzi nel web, e soprattutto intenzionata ad aggiornare il blog, che lo sto trascurando un po'.

Volevo raccontare del pic-nic di sabato pomeriggio, i nani voraci come formiche, sempre a girare intorno alla busta dei biscotti, i sassi nel fiumiciattolo, dove si narra che viva "un megatopo che si mangia tutto quello ci butti dentro",  i quattro uomini della mia  vita che giocano a apalla, prefigurando un futuro di partitoni domenicali a cui fingerò di appassionarmi... e poi una passeggiata a respirarsi aria buona, il sole tiepido in faccia, quel vento buono che ti accarezza i capelli, la consapevolezza che sì, sta diventando fattibile. Anzi, sta diventando bello.

Volevo raccontare anche di questi giorni pazienti, in cui guardo e scavalco, perchè quando hai tre maschi piccoli devi rassegnarti a convivere con il caos, almeno per qualche anno. Perchè il tempo è troppo prezioso per sprecarlo a combattere battaglie perse in partenza.

Volevo annunciare al mondo che ho deciso di iscrivermi in piscina, di nuovo, dopo la bellezza di 5 anni. L'ultima volta avevo il pancione ripieno di un Piccoloprincipe tutto nuovo, e ricordo quella bellissima sensazione di leggerezza e pace che ti dà nuotare da sola. Altro che palestra. Ok, un'ora a settimana non debellerà neanche un filo di cellulite, ma è tutto quello che posso permettermi, e me lo farò bastare.

Insomma, volevo.

Poi si sono fatte quasi le dieci, e di là qualcuno chiamava. Rantolava, piuttosto.

E niente, avete presente la scena clou del film L'Esorcista? Ecco.

Ma ora è tutto a posto, eh.

Lenzuola cambiate, bimbo grande pulito e riaddormentato.

Solo che si è persa un po' la poesia.