lunedì 17 dicembre 2012

Letterina a Babbo Natale (con truffa)

Piccoloprincipe aveva quasi tre anni, quel Natale in cui mi accingevo a scrivere per lui la letterina a Babbo Natale, e lui mi fece scrivere A (i dettagli qui).

Negli ultimi anni la tecnica si è raffinata, e il diabolico biondino ne ha fatta un'altre delle sue.

Antefatto: come tutti i migliori educatori, YY è uno che elargisce punizioni sadiche e a lungo termine con grande entusiasmo. Salvo poi non metterle in atto. Hai voglia a spiegargli che così la "punizione" perde il suo valore - semmai ne avesse - di gesto esemplare e nello stesso tempo il genitore perde credibilità. Gna' fa, a lui gli piace proprio.

E così, un mesetto fa circa, YY minacciò Piccoloprincipe che al compimento delle 20 malefatte consecutive (dove per malefatte si annoverano capricci per alzarsi la mattina, liti con i fratelli, maestre con le mani nei capelli, lamentazioni di vario genere a tavola etc.) avrebbe contattato personalmente Babbo Natale, per intimargli di non portare regali al nostro, quest'anno.

Le 20 malefatte sono state raggiunte nel giro di una decina di giorni (lo so che non ci credete, ma in un angolino dell'agenda che tengo in cucina per gli appunti random, c'era scritto piccolo piccolo "punizioni Piccoloprincipe" e poi tante crocette). Pp ne ha preso atto con un certo distacco.

E arriviamo al dunque.

Domenica pomeriggio Pp è rimasto a casa della nonna, come spesso ci chiede di fare quando andiamo a pranzo lì.

Telefonata della nonna in serata (ignara dell'antefatto) per rendicontarmi la giornata: "Tutto a posto, ha disegnato, ha guardato un po' la TV, ha fatto merenda... ah, poi mi ha chiesto carta e penna per scrivere la letterina a Babbo Natale..."

"... ah sì? E... aehm... che ha scritto?"

"Mah, ha scritto tutti i giocattoli che vuole, anche abbastanza bene sai! E poi mi ha chiesto se domani mattina vado subito a spedirla all'ufficio postale... che non c'era bisogno di dirlo a papà..."




mercoledì 12 dicembre 2012

Cose che accadono sotto Natale

Ne avevo sentito parlare, di questo blocco del blogger. Eccolo.

Latito, ma non perché non ci sia niente da raccontare.

E' solo che quando penso che potrei giusto scriverci un post, non ho il tempo per farlo, e quando ho il tempo per farlo decido che lo faccio domani, tanto più se in tv passano la centosettesima replica di "Una mamma per amica", con quelle due matte di mamma e figlia che poi sono il mio modello di vita, sapevatelo.

Comunque le cose accadono eh.

Accade che abbiamo fatto l'albero di Natale mentre i bimbi dormivano, e quando si sono svegliati sono impazziti, e Piccoloprincipe ha detto che quest'anno era il più bello di sempre, si vedeva che stavolta l'avevano fatto i folletti.

Accade che abbiamo appeso il Calendario dell'Avvento, è sempre lo stesso degli altri anni, un albero di Natale in stoffa con tante taschine dove nascondere 3 dolcetti al giorno; ma non so quest'anno quanto resisterà alle incursioni dei famelici nanipiccoli, che quando nessuno li vede spostano sedie e inventano fantasiosi sistemi di arrampicamento libero.

Accade che quest'anno alla scuola materna non si farà la Recita di Natale, per motivi di spazio e anche un po' di tagli, e sebbene io sia pienamente consapevole che alla fine le recite scolastiche sono più per i genitori che per i bambini (soprattutto se piccoli), un po' dispiaciuta lo sono... ma pazienza. Vorrà dire che chiederò a Piccoloprincipe di cantarmi qualcosa in privato, mentre il Morbido farà le sue mossette e lo Scricciolo li guarderà disgustati, perché lui non si presta mica a queste buffonate.

Accade che ho scoperto il magico mondo dello shopping on line (sempre al passo coi tempi io, vero?), e un sacco di regali di Natale li sto facendo così... e niente, levateme la prepagata.



sabato 1 dicembre 2012

Tre anni

Tre anni fa, a quest'ora (sto scrivendo la sera del giorno prima, ndT), mi avevano parcheggiato in corsia, su una sedia a rotelle, con il monitoraggio attaccato. Poi finalmente si liberò una sala parto, che guarda caso era la stessa identica dove un anno e dieci mesi prima era nato vostro fratello.

Fu una notte tutto sommato tranquilla, che detto così fa un po' ridere visto che stiamo parlando di un  parto gemellare naturale; eppure fu tutto molto più semplice che con Piccoloprincipe. L'epidurale funzionò alla grande, le contrazioni fecero il loro dovere, e tu Scricciolo fosti molto collaborativo nel farti strada.

Tu no, Morbido, tu ci rubasti quei dieci/quindici anni di vita, perché appena nato non respiravi, e io ricordo solo la tua testolina immobile circondata da centomila dottori, e la mia testa piena di vento. Poi, finalmente, hai pianto, e adesso quando ti ostini nelle tue frigne mi viene da pensare che forse stai cercando di recuperare il tempo perduto.

Ed ecco, oggi vi sveglierete, e avrete tre anni.

Vi sveglierete, e lo Scricciolo avrà una dannata tosse, ma lo stesso chiederà se è oggi la festa, e se è oggi la torta, e poi dirà "Metti Pippi!".

Vi sveglierete, e il Morbido sorriderà con gli occhi enormi e la lingua tra i denti, e poi andrà a riempire la sua borsa di cianfrusaglie, salirà sul triciclo, metterà il casco e dirà che va a fare la spesa.

Vi sveglierete, e il Morbido non dirà più blitto (libro), e lo Scricciolo non dirà più 'nesso (adesso), e io penserò che siete cresciuti anche voi, e che tre anni sono proprio una bella età.

mercoledì 7 novembre 2012

Mamma, il bacio

Di nuovo martedì, stavolta in piscina ce lo accompagno io.
Ma è uno di quei giorni in cui Pp è senza freni.

Fuori dalla scuola scappa in cortile (e i due piccoletti dietro), e mi ci vogliono 10 minuti per ricompattare le legioni.

Dal parcheggio alla piscina è tutto un capriccio: vede il gatto, vuole stare a guardare il gatto, vuole accarezzare il gatto, vuole che gli compriamo un gatto.

Nello spogliatoio, ancora tutto vestito, comincia a fare lo slalom tra panche e borse, poi si lagna perché è tutto sudato, visto che io gli ho messo "questa maglietta piena di lana".

Prima di entrare in piscina è fuori controllo, corre come un matto per il corridoio urlando come attilaflagellodiddio e facendo proseliti tra altri bambini furiosi.

[In questi momenti i miei limiti come madre mi appaiono lampanti: no, non ce l'ho proprio quell'autorità che ad alcune mamme consente, con un'alzata di sopracciglia o il tono appena un po' più fermo, di farsi obbedire. Non sono stata brava in questo, o forse, chissà, mi è capitato un elemento particolarmente difficile (brava, bella scusa.)]

Finalmente arriva il momento di entrare in vasca: lui e i suoi seguaci furibondi si infilano sgomitando tra gli altri, l'ingrato neanche mi saluta.

Penso che fa niente, se l'anno scorso entrava accompagnato da me e adesso vuole dare la mano al mejo amico suo del nuoto, Giancarlo. Anzi, penso che va bene così, lasciarli andare è un po' anche questo. E poi, sono ancora un po' arrabbiata per il suo comportamento di prima.

Poi sento qualcosa che mi tira la giacca, abbasso gli occhi, c'è lui che sbuca tra le gambe degli altri genitori ammassati davanti all'entrata.

- Che c'è?
- Il bacio.
- Eh? Non sento!
- Il bacio, mamma!

Mi tira giù, con quella sua grazia da scotennatore di cinghiali, mi stampa un bacio sulla guancia.
Aspetta.

- ...
- Ahò, me lo vuoi dare pure te 'sto bacio???

Certo che te lo dò, piccolo tiranno che non sei altro. Ma occhio che mo' te lo cambio, il nickname. Piccoloprincipe, tsè.



 

venerdì 2 novembre 2012

Ecco cos'era

Martedì pomeriggio, di un pomeriggio un po' uggioso e decisamente freddo.

Piccoloprincipe è al corso di nuoto con YY (S: vojo andare anche io pessìna! pecchè io no?), per farmi perdonare del trattamento decisamente iniquo propongo ai nanipiccoli di rintanarci nel lettone: mi cimenterò nell'eroica impresa di leggere loro un libro. [Notate l'articolo, indeterminativo singolare.]

Loro accolgono festanti la proposta, e portano sul malcapitato talamo i seguenti tomi:

- libro di fiabe classiche
- libro del Re Leone
- libro di Pina la Topina che guida il pulmino della scuola
- libro sui dinosauri
- librino mini-mini-minuscolo sulla giornata di una famiglia di cagnolini

Indovinate da quale abbiamo cominciato?

E dunque, ci accomodiamo e alla prima pagina ci accoglie la seguente descrizione: "La mattina i cuccioli fanno colazione bevendo il latte della mamma" con illustrazione della mamma che allatta i quattro cagnolini.

M: "Pecchè loro la manzano?"
Io: "Non la stanno mangiando... bevono il latte."
M: "Pecchè da lì?" (tocca)
Io: "Perchè quando sono molto piccoli, i cagnolini bevono il latte dalla mamma, da qui (tocco)... non solo i cagnolini, anche i bambini!"
M (sorride): "Anche io?"
Io: "Certo, anche tu!"
(ritengo opportuno sorvolare sul concetto di aggiunta, allattamento misto, Scricciolo che non si attaccava bene, poi sì, poi no, poi allattamento in tandem, poi alternato, poi non je l'ho fatta più e al quarto mese ho mollato, e sono sopravvissuta lo stesso, e loro pure. Poi un giorno ve la racconterò bene, la storia del mio allattamento gemellare)
S (fino ad allora silenzioso e riflettente): "E me?"
Io: "Anche tu!"
S (con il vocione da cavernicolo che gli esce inspiegabilemente dal corpo minuscolo quando vuole dare particolare enfasi alle sue parole): "NOOOO! IO THÈÈÈÈÈÈÈ!!!"

...

Ecco cos'era. Altro che iperattività, altro che nervosismo, altro che vivacità.
Solo un eccesso di teina.


martedì 30 ottobre 2012

Un post per Save the Children, e per i bambini che spariscono

Lo Scricciolo domenica ha avuto tanta tosse, e poi il febbrone: 39,2.
Una tachipirina, 5 secondi per metterla, poi la febbre è scesa e, a furia di aerosol, lo Scricciolo ora sta bene.

Lo so che adesso inizierà la girandola dei malanni, che loro se li pigliano a trenino (prima uno, poi l'altro, poi l'altro) e a volte anche a scacchiera, o leggermente sovrapposti, o - più raro - perfettamente sincronizzati.

Però ormai ci ho un po' fatto l'abitudine, che a qualcosa l'esperienza serve: paracetamolo per la febbre alta, la alterno con il Nurofen se proprio non vuole scendere, Breva e Lunibron per la tosse quella brutta, Enterogermina o Reuflor per l'influenza intestinale... sì, le so tutte. Al massimo, ecco, faccio uno squillo alla pediatra perché non mi ricordo mai quante gocce di Breva ci vanno nell'aerosol, e se il Nurofen va preso lontano dai o vicino ai pasti (la risposta esatta è: indipendentemente dai.)

Insomma, basta poco no?
No.
O meglio, non ovunque.

Perché invece ci sono alcuni posti nel mondo in cui per malattie curabilissime si muore.
In cui i bambini muoiono. Uno ogni 5 secondi.
Sì, il tempo che ci vuole a mettere una tachipirina.

Ma anche il tempo che ci vuole a mandare un SMS, ad esempio al 45507, per sostenere Save the Children, che questi bambini non li vuole lasciare andare.

Perché ecco, secondo me è intollerabile davvero che ogni 5 secondi sparisca un bambino e nessuno se ne accorge.

Pensateci: se all'improvviso ci sparissero, che ne so, tutte le apps dal nostro smartphone, o tutti i libri dalla nostra libreria, o tutte le scarpe dalla nostra scarpiera, ce ne accorgeremmo eccome.
E invece, muore un bambino e non se ne accorge nessuno.

Pensateci, ma non più di 5 secondi. Mandate l'SMS, c'è tempo fino all'11 novembre.
E, se potete, condividete: http://everyone.it/sesparissero/.









martedì 16 ottobre 2012

Colloqui

Ieri pomeriggio abbiamo avuto il primo colloquio dell'anno con le maestre dei bimbi.
Tre colloqui, tre classi, sei maestre, stessa ora.

La strategia era semplice e geniale: parcheggiare i piccoli al post scuola e dividerci (io nella classe dello Scricciolo, YY in quella del Morbido, per riservare un po’ più di attenzione alle situazioni nuove) per poi convergere in quella di Piccoloprincipe, dove già conosciamo ambiente, maestre, e siamo belli tranquilli.

È andata che i nanipiccoli al post scuola non ci volevano stare, e quindi hanno frignato tutto il tempo tra il corridoio e la classe del Morbido, dove le due maestre, accoglienti e tolleranti, li hanno ammessi contro le varie disposizioni appese in bacheca. Pare comunque che il Morbido sia bambino solare, sorridente, dolce e… ahem… “bonissimo” (alla romana, un sacco bello, pure un po’ da mordere e sbaciucchiare). Pare però anche che la maestra super simpatica del Morbido, quella sempre allegra, un po’ caciarona, con i ricci rossi e il grembiule colorato, elargisca parecchie caramelle zuccherose a forma di ciuccio ai bambini. E non so, magari non va bene, ma se ho in cambio una maestra che abbraccia i bambini, inventa tanti lavoretti e ha un grembiule tutto colorato, io forse non dico niente, e al Morbido laverò bene i denti la sera.
Io intanto me ne stavo tappata nell’aula dello Scricciolo, dove insieme alla maestra storica di quella classe, che è dolcissima e competente e ama  i bambini e il suo lavoro con la stessa passione, ce n’è una nuova che sembra non riscuotere molto il gradimento di alcune mamme, perché caratterialmente più rigida e forse a pelle (anche a me, lo ammetto) meno simpatica. Sono però volate pure parole grosse, di bambini strattonati e urla in classe, e io che vedo lo Scricciolo sereno e tranquillo quando lo accompagniamo a scuola, sospendo il mio giudizio. Che un po’ mi faceva pena sta maestra appena arrivata e già così bersagliata. E penso anche che una mamma, per quanto abbia a cuore la sicurezza del proprio bambino, deve pensarci cento volte prima di lanciare pubblicamente accuse del genere, che ci vuol niente a mettere la pulce nell’orecchio ad altre 25 mamme che hanno altrettanto a cuore i propri bambini. Quindi ecco, io sto all’erta ma per il momento la mia fiducia alle due maestre la voglio dare.
Infine, bimbi in braccio e teste martellanti, siamo passati giusto per un saluto dalle maestre di Piccoloprincipe, che ci hanno liquidato sorridenti e rassicuranti: "E che vi dobbiamo dire? Lui è Piccoloprincipe! Adesso che legge e scrive anche, gli facciamo compilare il registro…"
Poi alla fine eravamo tutti e cinque stremati, i piccoli sono crollati alle otto e mezzo e noi a ruota. Al prossimo colloquio ci scambiamo le classi, e nel frattempo navighiamo a vista.

venerdì 12 ottobre 2012

Tutta colpa di wozzap

Prima o poi doveva succedere anche a noi. Che poi in realtà non è successo niente, solo una figuraccia (mia), ma insomma, è una di quelle cose che anche no.

Avrete senz'altro letto o sentito anche voi di genitori che dimenticano i figli all'asilo, che non si accordano su chi deve andare a prendere chi, robe così. Da oggi nel club ci siamo anche noi.

Questa mattina YY mi wozzappa il seguente testo (cito):

"sciopero scuola incustodita senza bidelli la maestre per portare i piccoli al bagno si devono muovere con tutta la classe i bagni sono ancora rotti quindi devono portarli di sopra ho chiamato i tuoi e li sto portando lì"

Sorvolando sulla vergognosa mancanza di punteggiatura, io capisco quello che c'è scritto, ovvero che i nostri tre (TRE) figli sono stati parcheggiati dalla nonna (che chissà quant'è contenta).

Alle 12.00 mi squilla il cellulare, è la scuola:

- Pronto signora, la chiamo per avvisare che la scuola oggi chiude alle 14.30 per lo sciopero, quindi dovreste venire a prendere Piccoloprincipe.
- Ehm, ci dev'essere un errore. Li abbiamo riportati tutti a casa questa mattina...
- Ah, non me l'hanno segnalato come assente. Va bene, come non detto, arrivederci.

Dopo 5 minuti:

- Signora, abbiamo controllato. Piccoloprincipe è qui che sta mangiando...
- O.o
- Quindi, come le dicevo, dovrebbe venire a riprenderlo entro le 14.30...
- Senz'altro. Mi scusi. Arrivederci.

YY credeva fosse sottinteso che, visto che Piccoloprincipe è autonomo e può andare in bagno da solo, allora lo ha lasciato a scuola, portando dalla nonna solo i nanipiccoli. Ma, diGiamolo, non era convinto neanche lui di questa giustificazione.

Due riflessioni in calce:

1. Se non mi avessero telefonato per avvisarmi della chiusura anticipata causa scipero, io alle quattro non ci sarei andata a prendere Piccoloprincipe a scuola. Cos'è, abbandono di minore?
2. Che bella figura che ho fatto: la mamma che non sa dove sta il figlio. Non lo so se mi ripresento a scuola, la settimana prossima... magari faccio passare qualche giorno, và.



martedì 25 settembre 2012

Tutti a scuola! - il seguito

I primi due giorni c'è stata un po' di maretta, soprattutto per un intoppo, diciamo così, burocratico.

[Apro una noiosa parentesi che potete anche saltare a piè pari, se volete. Ma anche no.
E' che avevamo richiesto di dividere i nanipiccoli (non senza pensarci su un bel po'), ma alla riunione del venerdì precedente l'inizio della scuola scopriamo che li hanno messi assieme ("evvabbè, ormai... lasciateli insieme no? sai come so' contenti!" cit. le nonne).
Allora siamo andati in segreteria per segnalarlo, e la tipa ci ha detto che avrebbe fatto il possbile.
Poi martedì, primo giorno, in effetti leggiamo sugli elenchi che li hanno divisi; senonché, il pomeriggio stesso, scopriamo che hanno di nuovo cambiato le cose, e spostato il Morbido nella classe di Piccoloprincipe (!), presumibilmente per far posto a un bambino che voleva stare con gli amichetti del nido (!!).
Siamo tornati di nuovo in segreteria, stavolta un po' incaxxati, e la tipa ci fa "Ah, manco co' sto fratello va bene in classe insieme?" Veda un po' lei...
Poi è andata a finire a tarallucci e vino, con la tipa che si lamentava che dovevano essere in cinque in segreteria e invece sono in due, e i tagli, e la crisi, e secondo me comunque adesso un po' ci odia, per cui, quando faremo domanda per l'iscrizione in prima elementare di Piccoloprincipe, molto probabilmente ci metterà nella sezione sfigata.
Per farla breve, comunque alla fine il Morbido è stato messo in un'altra classe, che non è nè quella di Piccoloprincipe, nè quella dello Scricciolo, nè quella in cui aveva fatti i primi due giorni di inserimento. E insomma, la scuola dell'infanzia l'abbiamo colonizzata per bene.]

E loro? Come si sono comportati loro?

Intanto, fatemelo dire, vederli tutti e tre, con i loro zainetti in spalla, correre ridendo verso il cancello della scuola, è una cosa da farsi scendere la lacrimuccia. Che però a me non è scesa, perché nel frattempo potevano deviare ed andarsi a buttare sotto una macchina, pertanto meglio tenere gli occhi aperti (e asciutti).

Poi, il Morbido, che è ragazzo di parola, ha mantenuto quanto annunciato.
In effetti, "ha piangiuto". Solo i primi due giorni però, e solo all'inizio.
Considerato che lui è notoriamente un frignone e che è stato sballottato tra due/tre classi per i primi due giorni, direi che non è andata male.

Lo Scricciolo, che a dispetto delle apparenze è un vero duro, invece non ha fatto una piega. La maestra dice che fa un po' troppo come gli pare (chi si ricorda?), ma insomma, pian piano imparerà no?

E Piccoloprincipe? Ecco, lui è il nostro infiltrato. Ci racconta gustosi aneddoti del tipo:

"Stamattina sono andato a trovare il Morbido. L'ho accompagnato a fare la pipì. E poi l'ho pulito."
"A pranzo stavo vicino al Morbido, abbiamo chiacchierato un po'. Con lo Scricciolo no, lui era troppo concentrato a mangiare il gelato, e non mi ha sentito."
"Oggi pomeriggio ho incontrato i fratellini nel cortile. Li ho abbracciati e gli ho dato anche un bacetto."

Sì, lo so cosa state pensando. Che teneri.

Pensate che il primo giorno, quando siamo andati a riprenderli, i due gemelli brutalmente separati dai crudeli genitori (cit. quello che pensano le nonne) si sono corsi incontro e abbracciati come se non si vedessero da un secolo, ignorandoci bellamente.

Sì, proprio teneri.

Poi però a casa si prendono a mazzate fino all'ora di andare a dormire eh. Per recuperare.

mercoledì 19 settembre 2012

Le nostre vacanze, un pezzetto solo però

Ma sì, creiamola un po' di suspance prima della seconda parte di "Tutti a scuola"!

E così, di palo in frasca, butto dentro questo post un po' di roba dell'estate, che io da pessima blogger mica l'ho fatto il resoconto delle vacanze. (sciagur'ammè, sciaguramm'è. cit.)

La prima parte delle vacanze, come avrete intuito, l'abbiamo passata a MioPaese, e niente, ogni volta che ci vado mi incanto.

Mi incanto per le colline morbide intorno, per il tramonto sul golfo, lontano lontano, che vi giuro è il tramonto più bello del mondo. Per dire, dà una pista anche a quello africano, e quello africano, in mezzo alla savana, è un signor tramonto eh.

Mi incanto per i tempi, lentissimi, che penso ogni volta che qui sia impossibile essere stressati; che, per fare la spesa, esci cinque o sei volte, una per comprare il latte, una per la verdura, una per la pizza che esce solo qualche giorno alla settimana alle sette di sera, un'altra per la carne e una perchè hai dimenticato qualcosa. E non vai mai di fretta.

Poi, mi incanto per la gente: le vecchiette sedute sull'uscio della porta, ogni anno più piccole e leggere; l'impiegato delle poste che è uno solo e si annoia a morte tutto l'anno, e poi quando arriva l'estate va fuori di testa perchè fuori c'è la fila, e allora si mette due giorni in malattia. E i ragazzi che frequentavo da ragazzina, che adesso sono quasi tutti genitori: il bello del villaggio, che ha un bambino biondo, e ancora l'occhio un po' malandrino; i fidanzati storici, che sono stati insieme dodici anni, poi si sono lasciati, sposati con altre persone, e hanno avuto, tutti e due, separatamente, due gemelle; e quella che era la più carina e invece non si è mai sposata, e la gente si chiede ancora il perché.

E infine, mi incanto negli occhi dei miei bambini, per come si stupiscono di tutto: dell'erba, degli insetti, delle avventure che si inventano nell'orto (Piccoloprincipe in testa, e gli altri tutti dietro), del fiume da esplorare a piedini nudi, stando attenti a non scivolare sui sassi, degli animali che in città non vedranno mai, di tutte le cose che a casa non possono fare mai.

Mi incanto per quanto sono felici, per quanto siamo felici, qui.

lunedì 17 settembre 2012

Tutti a scuola! - antefatto

La settimana prima c'è stata la preparazione "pratica"...

- 6 grembiulini nuovi da comprare, 3 per il Morbido, che si è dato un sacco di arie perché gli abbiamo trovato quello con il ricamo di una "moto col cacco" (moto con motociclista che indossa un casco) e 3 per Piccoloprincipe, perché sialodatoilcielo anche lui è cresciuto di qualche centimetro, e la taglia 30 mesi gli va oggettivamente piccola. Lo Scricciolo si è dovuto accontentare dei vecchi grembiulini del fratello maggiore, perché quest'anno la taglia più piccola reperita in giro è stata 3 anni, e lui, minuscolo, ci sguazza dentro.

- 2 zainetti nuovi di pacca per i nanipiccoli, che quest'anno, con l'ingresso alla materna, abbandonano le democratiche (ed economicissime!) sacche di tela dell'asilo nido. Anche stavolta siamo riusciti nell'impresa di evitare Gormiti, Ben Ten e mostri vari. Un dignitosissimo Tom&Jerry per il Morbido e un costosissimo Simba per lo Scricciolo (e vabbè, visto che ha i grembiulini usati, ci sta!) hanno accontentato grandi e piccini.

Il giorno prima ci sono state le chiacchiere buttate lì, per farli abituare all'idea...

Io: "Ma non siete contentiii!!! Domani andate alla scuola dei grandiii! A scuola con Piccoloprincipeee!"

Pp: "Mamma, glielo dico io ai fratellini com'è la mia scuola: c'è un cortile grande con una discesa, un campo con tanti sedili dove una volta è venuta la banda, però adesso la banda non c'è, un giardino dove una volta abbiamo visto una lumaca, un vermicello e persino un ragnetto piccolo; vi danno la lasagna ma anche la minestrina, il pollo, le patate, i biscotti con la Nutella (S: vojo Munella!) e anche la frutta. Poi vi insegno un trucchetto per rinfrescare la pesca, basta che la metti in un bicchiere con l'acqua (M: Io s'ho tanta sete!). Ecco, a scuola c'è tutto questo. Alla mia scuola. E dopo merenda ci viene a prendere mamma a tutti e tre."

S: " 'iamo nesso?" (ci andiamo adesso?)

M: "pelò io piangio."


(continua...)



lunedì 10 settembre 2012

Bisnonna

Questo post me lo sono scritto in testa quando eravamo a MioPaese, a ferragosto o giù di lì. Lo pubblico solo ora perché io sono una tempestiva.

Bisnonna è la presenza silenziosa che, in questi giorni che trascorriamo a MioPaese, si aggira per la casa, e tu neanche te ne accorgi.

Bisnonna è minuta, curva, con i capelli bianchi; la sera, quando si toglie la dentiera, cambia faccia ed è la Befana uguale uguale.

Bisnonna ogni tanto ritrova il cipiglio fiero di quando la chiamavano "la comandante", ma ormai non ce la fa più tanto, si arrende prima.

Bisnonna veste sempre di nero, grigio o blu: lo fa da quando è morto suo marito, il nonno di cui porto il nome. Lei aveva 58 anni, ora ne ha 92: 34 anni di nero, grigio e blu (per i primi venti, solo nero, a voler essere precisi).

Bisnonna mi ha raccontato le storie della guerra, di nonno che è tornato dalla Russia con i piedi amputati, di anni di fame e povertà, di mio padre allattato con latte di asina perché lei non ne aveva, dei due figli maschi che invece erano tre, perchè uno lo perse al quarto mese per il calcio di un somaro, e di mio nonno che invece voleva una femmina, perché così non sarebbe andata mai in guerra. E allora, quando sono arrivata io, la prima nipote e per giunta femmina, impazzì di gioia.

Adesso chissà se le ricorda ancora, Bisnonna, tutte queste cose, adesso che si è così rimpicciolita; o forse sì, se le ricorda tutte, e se le tiene strette dentro, a farle compagnia; magari pensa che, tanto, non interessano a nessuno.

Bisnonna ha quattro bisnipoti, e in questi giorni ce li ha tutti intorno. Lei se li rimira come oggetti preziosi, ci si siede vicino e canta loro le stesse canzoncine che cantava a me, con quella sua voce un po' roca e stonata.

Loro la guardano, prima sospettosi, poi incuriositi, infine fiduciosi. E giorno dopo giorno Bisnonna si conquista il suo posto, e diventa un pezzo dei loro ricordi, questa vecchina che sembra uscita da un libro di favole, che ha la pelle sottile come carta velina, i capelli bianchi, sempre vestita di nero, grigio o blu.

martedì 4 settembre 2012

Benvenuto

La stanza era in penombra, silenziosa, c'erano solo loro due.

Lei era seduta su una seggiolina di legno, con una camicia da notte rosa, il volto stanco, ma con una dolcezza nuova.
Lui si dava un sacco di arie con la sua maglietta azzurra e i piedini nudi, minuscoli.

Lei si muoveva a fatica, ma voleva fare da sola.
Lui esigeva quanto gli spettava, e dopo qualche acrobazia lo otteneva.

E allora loro stavano lì, distesi, nella penombra, nel silenzio.

Lei adorante, incerta, meravigliata.
Lui despota, appagato, sussiegoso.

Più tardi...

Chiede l'infermiera alla mamma:
"Come va?"
"Stiamo facendo conoscenza, stiamo capendo come funziona. Tutti e due."

Chiedo io al papà:
"Sei pronto per questa avventura?"
"Non mi sono mai chiesto se sono pronto. Perché se to le chiedi per davvero, è ovvio che la risposta è no. Non siamo mai pronti".

Benvenuto, piccolo maratoneta.
Tranquillo, sei in buone mani.

venerdì 10 agosto 2012

Fatto

Valigia per noi ("Stavolta mi porto solo lo stretto indispensabile, lo giuro"). Fatto.

Valigia per i nani ("Che dici, un paio di pantaloni lunghi a testa li mettiamo?" "Certo, in fondo oggi al Sud danno solo 44 gradi" "Ma se poi li portiamo a vedere le grotte? Lì fa freddo." "Giusto. Mettili"). Fatto.

Beauty case con cose da bagno e medicinali vari ("Certo, perché mica ci sono le farmacie a MioPaese"). Fatto.

Borsa ad minchiam (scarpe, ciabatte, cose che non entravano in nessun altro posto). Fatto.

Borsa da tenere a portata di mano in macchina (3 cambi di emergenza, salviettine, acqua e biscotti). Fatto.

Varie ed eventuali (2 alzasedia, passeggino gemellare + singolo "metti che vuoi uscire con uno solo", traversine salvamaterasso "sigh"). Fatto.

Zainetto loro ("Bimbi, mettete qui quello che volete portarvi a MioPaese, un gioco ciascuno oltre il feticcio per la nanna, non di più!").
Contenuto: un quadernone, venti pennarelli, tre gomme da cancellare, quattro dinosauri di gomma, Spongebob, un trenino gialloblù, un signore inglese, una palla viola, un Dipsy.
In ogni caso: Fatto.

Ora sono in ufficio, ad aspettare che, alle 14.30, YY passi a prendermi con una macchina piena di borse e di bambini... e poi si va! Che quest'anno abbiamo proprio voglia di divertirci; riposarci no, perché è scientificamente provato che porsi obiettivi irragiungibili è frustrante e deleterio.

Un saluto e buone vacanze a chi passa da queste parti, ciaooooooo!!!

lunedì 6 agosto 2012

Di tutto un po' (alla fine ne è uscito un post lunghissimo, alla faccia di SEO & compagnia bella)

Questa è l'ultima settimana, poi si parte per le vacanze.
Nel frattempo, appunto un po' di cosette, che oggi gira così: il cosiddetto post sparpagliato.

Frammento n. 1

I nanipiccoli hanno trionfalmente concluso la loro avventura all'asilo nido. Un altro piccolo pezzetto di strada, intrapreso gattonando alla tenerissima età di 5 mesi e terminato uscendo di corsa, come  sempre, senza guardarsi indietro. Anche se il Morbido, in braccio a Stefania, una delle ausiliarie, si è lasciato sfuggire un "sono tliste", e lei è dovuta scappare.

L'asilo nido: un posto a cui penserò sempre con affetto: l'odore di legno e di bambini, le stanze grandi dai colori pastello, sempre piene di voci.

Che poi è lo stesso posto che, sembrano millenni fa, accolse un Piccoloprincipe riccioluto e logorroico, pieno di sè e pieno di manie. Io lo accompagnavo incerta, con una pancia gemellare e un sacco di paranoie. Anche se lui era pronto, entusiasta, curioso.

E poi è diventato una seconda casa, per lui, per loro, per noi.

Siamo stati fortunati, con l'ambiente, con il personale, con le educatrici. Speriam bene per la materna.

Frammento n. 2

Il Kindle. Ebbene sì. E' arrivato a casa nostra un paio di settimane fa, e il giorno dopo era già il mio nuovo feticcio.

Aspettate, vi sento già.
L'odore della carta, sfogliare le pagine, il libro come oggetto di valore in sè: priceless.

Epperò, quando ti puoi portare dietro, che ne so, quaranta libri dentro un affarino che pesa 213 grammi, che poi è pure bellino di per sé; quando poi, molti di questi libri puoi averli pure completamente gratis, ed in tempo reale (cioè: lo desideri, lo cerchi, ce l'hai); quando tutto questo non ha costi stellari... si fa.

E poi vuoi mettere, in metro, tiri fuori dalla borsa il tuo Kindle e cominci a leggere. Fa un sacco figo ;-)

Frammento n. 3

YY a volte è insopportabile.
Tipo ieri sera, che mi ha attaccato con la solita solfa che noi - leggi io&miopadre - siamo troppo free coi bimbi, che facciamo fare loro cose pericolose (?), che non ci stiamo abbastanza attenti -.-
Così mi fa pure passare la voglia di andare a MioPaese, ci pensate, stare a litigare ogni giorno perché io li voglio portare al fiume/in jeep/nel garage dietro casa e lui invece no? argh.

Poi, per fortuna, altre volte si riscatta.
Tipo quando si alza lui la notte n volte a cambiare il bambino pisciato di turno, o quando li porta tutti e tre al mare da solo (vabbè, poi li lascia da soli su una panchina per andarsi a cambiare, ma questo non è pericoloso, no?) o infine quando mi regala il Kindle :-)

Frammentini sparsi

- Con lo spannolinamento notturno di Piccoloprincipe ancora non ci siamo. Sigh.

- Mi sono persa pure il secondo taglio di capellli dei nanipiccoli. Sono proprio carini, però.

- Stasera esco con Amica, quella con la pancia. Come sempre, questo mi mette di estremo buonumore.

- Ho passato la mattina di ieri a rovistare tra buste e scatoloni, alla ricerca di abitini/lenzuolini/cosine che a me non servono - e presumibilmente non serviranno - più, per regalarle alla pancia di cui sopra. E niente. Che tenerezza.


martedì 31 luglio 2012

Presentami un blog... straniero

CaT 2012, quinta tappa.

Mamma Felice ci invita a presentare un blog in un'altra lingua, che (cito) "ci emoziona con le sue foto, la sua impostazione, i suoi suggerimenti, il suo stile, il suo design".

Stavolta non c'è stato bisogno di riflettere, selezionare, cercare: ho pensato subito a lei.

Kelle Hampton, fotografa di professione, ha intitolato il suo blog "Enjoying the small things", gioire delle piccole cose: uno di quei messaggi da tatuarsi dentro, soprattutto per chi, come me, ne avrebbe di cose di cui gioire, e mica piccole (basse, semmai), e invece si perde qualche volta di troppo in lagne varie.

Kelle Hampton ha due bambine, Lainey e Nella, e - breaking news! - qualche giorno fa ha annunciato di essere in attesa del terzo figlio. Le sue foto sono piene di luce, ma non (solo) quella del sole, o del flash. E' la luce che sta dietro agli occhi di Kelle, quella con cui guarda il mondo, la sua famiglia, le sue bambine.

Nella, la bimba più piccola, ha la sindrome di Down.

Ma guardate le foto che le ha scattato la sua mamma: non proverete imbarazzo, non proverete pietà, non avrete quella tentazione di distogliere lo sguardo che, per ignoranza, per timore, per una qualche forma di paura, a volte può coglierci di fronte a ciò che percepiamo come "diverso", anche se non lo vorremmo.

Guardate le immagini di Nella e Lainey che nuotano, che disegnano, che giocano insieme, e vi accorgerete che state sorridendo.
Che vedete solo due bambine, due sorelle.
Belle, bionde e felici.

venerdì 27 luglio 2012

Presentami un blog... di poesia

Succede anche questo.

Che, essendo secchiona dentro, vuoi farle tutte le tappe della CaT 2012 di Mamma Felice.
Allora questa volta dovrei segnalare un blog di poesia, o storytelling, o racconti, o scrittura creativa...

e DING! (suono di qualcosa che si accende da qualche parte)

Ding, non perché ce l'abbia, questo blog, tra le mie letture preferite; o forse sì, qualcuno c'è, ma il mio pensiero segue un'altra strada. Una strada molto personale.

Scrivere, raccontare, narrare: uno di quei sogni nel cassetto che di più banali non si potrebbe. E del resto, tenere un blog non è - almeno per alcuni, certamente per me - anche un po' un modo per aprire quel cassetto, e tirarne fuori qualcosa? Un po' alla volta, magari, senza fare troppo rumore, certo, ma intanto lo spiraglio si è aperto. E socchiuso è diverso da serrato.

E allora, mi metto a sbrirciare tra i blog già elencati da chi mi ha preceduto, e chissà perché mi colpisce questo titolo: Scrivila ancora Sam.

Vado a curiosare, e ci trovo questo scrittore, Fabio Bonifacci, autore anche di molte sceneggiature, che un giorno ha deciso di mettere on line, così, aggratis, un corso di scrittura.

Perché? Rispondo con le sue parole:

"Lo faccio perchè da giovane, davanti a esosi master, mi dicevo 'se divento sceneggiatore, terrò corsi gratis', e dopo 11 film è ora di mantenere la promessa".

Mi sembra molto nello spirito di Mamma Felice, questo condividere solo per la gioia di farlo: mi piace, mi piace molto.

Ed ecco, questa mattina mi sono bevuta avidamente la sua prima lezione, e l'ho trovata... illuminante, geniale, stimolante, intelligente. Che davvero, mi ha fatto venir voglia di sgombrare la scrivania, accendere il pc, e cominciare ad attaccare al muro decine di post-it con su scritte le sue "regole d'oro".

Poi, all'atto pratico, in genere sono una frana, ma io 'sto corso lo voglio fare, seriamente.

E intanto lo presento pure a voi, sia mai.



martedì 24 luglio 2012

Spannolinamento... ma la notte no.

Archiviato con un discreto successo lo spannolinamento dei nanipiccoli, e visto che a noi di annoiarci proprio non ci va, abbiamo intrapreso la seconda sfida dell'estate 2012.

Premessa: Piccoloprincipe, quello che a 1 anno e mezzo conosceva i numeri e le lettere, a 2 anni cantava tutta la sigla dei Cesaroni e a 5 anni ha imparato da solo a leggere, quello che disdegna i Gormiti e si appassiona alla Rivoluzione Francese, che sarebbe capace di stare ore a guardare un documentario sui coccodrilli e che ti sfida al gioco dell'oca del corpo umano senza sbagliare una risposta, il piccolo leader con gli occhiali della sua classe che ti stordisce con la sua logorrea e ti incanta con la sua immaginazione; lui, alla veneranda età di cinque anni e cinque mesi porta(va) ancora il pannolino la notte.

Orrore e sdegno.

Ma come sono andate esattamente le cose? Si chiederanno i miei interessati lettori.

In breve, e per sommi capi.

- estate 2009: PP ha due anni e mezzo, togliamo il pannolo di giorno; di notte non ci si prova neanche, anche perché la mattina è una potente arma batteriologica del peso specifico dell'uranio
- estate 2010 (noi proviamo solo d'estate, per ovvi motivi): facciamo l'unico vero tentativo serio. Niente, non c'è una notte che non si bagni anche due o tre volte. Per tutta la benedetta estate. Ah, ne frattempo io avevo 2 gemelli di 6 mesi. Così, per dire.
- estate 2011: PP ha 4 anni e mezzo, ma visto l'incubo dell'anno precedente, neanche ci proviamo. Il pannolino del mattino è sempre sulla chilata o giù di lì, lui sostiene che non vuole toglierlo perchè "gli piace farsela addosso"... di fronte a tanta determinazione, che gli vuoi dire?
-estate 2012, oggi. Non possiamo non provare.

E così, da inizio luglio, PP è senza pannolino la notte.
E così, da inizio luglio, continua a bagnarsi quasi* tutte le notti.
(*non si bagna solo quando lo svegliamo quelle 5/6 volte per notte... è vita questa?)

Ieri abbiamo avuto il controllo annuale dalla pediatra, per tutti i tre gli gnappetti (in questi casi, lo studio medico ci riserva tutto il pomeriggio, chiama due o tre animatrici e offre pizzette e patatine. scherzo).

Tra le altra cose, la dottoressa Teichitisi (quella che prende sempre tutto easy, e che quindi, quando ti chiede di approfondire, tu lo fai di corsa) ci ha suggerito di fare a PP le analisi delle urine, e poi valutare un controllo della vescica e - più avanti -  uno di tipo ormonale.

Così, tanto per non farmi mancare quel discreto brivido di mamma ipocondriaca, che un po' avevo messo da parte per mancanza di tempo.


[In compenso, perché c'è una giustizia a questo mondo, abbiamo tolto il pannolino di notte anche al Morbido, e sta andando alla grande. Per lo Scricciolo aspettiamo ancora, non sembra pronto. Giusto per ribadire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che ogni bambino è a sé, che ognuno ha i suoi tempi, che i gemelli sono sempre e comunque personcine ben distinte e che 'sti tre sono così diversi, così diversi...]

lunedì 16 luglio 2012

Presentami un blog... di viaggio e di fotografia (ho preso la scorciatoia)

Ecco, lo sapevo, sono già in ritardo. Ma recupero eh, che vi credete, anche se con un piccolo trucchetto che, ne sono certa, la magnanima Mamma Felice mi perdonerà.

La seconda tappa della Caccia al Tesoro era infatti quella di presentare un blog di viaggio: sta cosa mi ha punta un po' sul vivo, sapete, perché anche quest'anno non abbiamo saputo fare di meglio che prenotare dieci giorni al solito Carlo... ahem... al solito albergo. E invece, leggendo i blog segnalati nella relativa pagina, vedo quante ce ne sono di famiglie che, anche con i bambini, riescono ad organizzare viaggi bellissimi: e sì, credo che facciano loro un grandissimo regalo.

Ma, per tornare a bomba, io di blog di viaggi non ne conoscevo nessuno fino ad ora, e quindi mi ero un po' bloccata. E questa settimana, ecco già la terza tappa, presentare un blog di fotografia.

Allora ho pensato ad un blog che seguo da tempo e che, in un certo senso, racconta anche lui di un viaggio. L'autrice, tra l'altro, ha scritto anche bellissimi post di ritorno da viaggi e viaggetti, corredati da foto davvero notevoli, perché, pur non essendo una fotografa di professione, i suoi scatti hanno davvero qualcosa di magico. Non sono un'esperta, ma la luce, i colori, il modo in cui gioca con le parole e le immagini... insomma, io la segnalo per tutte e due le tappe della CaT 2012. Tiè.

E quindi, vi presento: "E voi? Figli niente?" di Nina Cerca: racconta il suo viaggio alla ricerca di un figlio che non vuole arrivare (ma arriverà, Nina cara, arriverà!). La sua storia è la storia di tante donne che lei accoglie e a cui dà voce, e quindi direi che il suo è un viaggio fatto in compagnia, anche se con momenti molto intimi di riflessione.

E poi, visto che da Nina il bello è di casa, se volete pure leggere il resoconto di un bel viaggio, corredato da tante foto editate con gusto e tanta classe, non perdetevi il reportage di Parigi.

E infine, se volete seguirla, potete iscrivervi ai feeds qui.

[Io intanto mi metto a progettare il prossimo viaggio, che 'sti ragazzini ormai son cresciuti, basta con i soliti alibi.]

giovedì 12 luglio 2012

Di richiami, vaccinazioni, e padri che prendono l’iniziativa (sbagliata)

DISCLAIMER: come sarà evidente ai più, non sono un medico. Le affermazioni  contenute nel presente post sono pertanto mie personali opinioni, senza alcun valore di carattere medico o scientifico… a parte il fatto che ho cercato di riportare fedelmente quanto letto/appreso da fonti a mio parere attendibili.

Non so voi come la pensiate rispetto alla questione vaccinazioni; diciamo che in merito ho poche idee, ma tutte confuse.

Chi bazzica un po' forum e affini lo sa: se ne dice tutto e il suo contrario.

Sono necessari, fanno più male che bene, sono un grande traguardo della medicina, se ne può fare tranquillamente a meno, e via così.

Personalmente, mi sono informata un po’ in rete, ma alla fine la mia decisione l’ho presa a seguito di un incontro, durante il primo (e unico) corso pre-parto che ho frequentato, con un pediatra.

Il suddetto pediatra, omeopata e pertanto tendenzialmente contro, riconosceva comunque la validità delle vaccinazioni cosiddette “obbligatorie” – che poi, obbligatorie non sono, se il genitore è fermamente deciso a non effettuarle e si assume tutte le responsabilità del caso – dando però alcuni consigli che mi sono sembrati sensati, e che ho pertanto sempre seguito.

Ve li riporto, nel caso possano essere utili anche a voi:

- il bambino che effettua una vaccinazione deve essere in perfette condizioni fisiche, quindi sarebbe opportuna una bella visita dal pediatra prima (lui consigliava anche una adeguata cura omeopatica a scopo preventivo): sempre fatto, basta organizzarsi.

- visto che, comunque, si va ad iniettare nel bambino una buona dose di farmaci, sarebbe opportuno evitare di combinare le varie vaccinazioni, cosa che in genere si fa per risparmiare tempo: sempre fatto, non c'è tempo che valga la salute dei miei figli.

Tutta questa era una premessa.
Tutta questa lunga sbrodolata pseudo-medicale era solo una premessa.

Per arrivare a raccontarvi questo.

Oggi, per la prima volta in cinque anni, la vaccinazione per Piccoloprincipe l'ha prenotata YY.

Le mie indicazioni erano cristalline:

1. il 23 pomeriggio abbiamo la visita dalla pediatra, quindi prendi appuntamento dopo il 23
2. prendi appuntamento solo per il richiamo dell'esavalente, il richiamo di morbillo-rosolia-parotite lo faremo separatamente, a settembre

Alle 10.00 di questa mattina lui mi chiama trionfante, e mi riferisce quanto segue:

1. preso appuntamento per il 23 mattina
2. preso appuntamento per esavalente + MRP insieme... la persona con cui ho parlato mi ha detto che non c'è problema.

-.-

venerdì 6 luglio 2012

Conversazione con un bambino grande

Interno sera, Io e il Morbido seduti per terra, a giocare con il "ciuf ciuf de legno"

M: "Uhh (indicando una foto appesa al muro, quella del secondo compleanno di Piccoloprincipe con lui vestito da dalmata), lì c'è mamma, papà e Maleio... pecchè io no?"

Io: "Tu non c'eri ancora, amore..."

M: "E dove ttavo io?"

Io (faccio due conti): "Eri nella pancia di mamma!"

M (ci pensa su): "E Nanno?"

Io: "Anche lui era nella pancia di mamma! Qui c'era Tetto (mi tocco la pancia in alto a destra) e qui c'era Nanno (in basso a sinistra)"

M (sorride, occhi enormi che si socchiudono appena e denti come perline): "Ancora!"

E si infila sotto il mio vestito, quello nero a fiori, e lo sento ridere come fa sempre lui, di gola e di pancia, che sembra un cartone animato, o un giocattolo.

Poi esce, i capelli un po' arruffati, l'aria consapevole; si siede e ricomincia a trafficare con il trenino.
"Non s'entro più - dice - Io sono granne."


mercoledì 4 luglio 2012

Presentami un Blog

Ho scoperto questa cosa meravigliosa della Caccia al Tesoro, che Mamma Felice – amo quella donna! – organizza tutte le estati, solo quest’anno.

OT. Ve l’ho mai detto che io adoro le Cacce* al tesoro? Tutto iniziò tanto e tanto tempo fa, quando mio padre ebbe la bella idea di nascondere un mio regalo di compleanno in casa e organizzare una piccola caccia al tesoro per farmelo ritrovare. Fu amore. Da allora diventai quasi molesta nell'infilare il momento Caccia al Tesoro in qualsiasi occasione ritenessi degna di cotanto onore. Fine OT

Pertanto – ricollegandomi al suddetto OT – io in questa CaT mi ci butto a pesce!

L’argomento di quest’anno è Presentami un blog, e l’obiettivo è far conoscere quei blog che ci piacciono, che seguiamo, che magari non sono tanto famosi anche se meriterebbero di esserlo. E io lo trovo, oltre che molto interessante, anche un gran bel gesto da parte di Barbara… quindi partiamo!

La prima tappa è scrivere una piccola presentazione di noi stessi, e quindi eccomi qui:
Carta di identità
ho 37 anni, sono sposata con YY e sono mamma di tre bambini, piccoli e maschi, di cui due gemelli. Lavoro part-time e il resto della giornata corro. La sera mi fermo, scrivo un post quando ci riesco, e poi crollo addormentata.
Nome del blog e obiettivi
Il mio blog si chiama “3 di tutto”. L’ho aperto quando i gemelli erano piccoli piccoli, in un momento di grande stanchezza ma anche di voglia di condividere e raccontare. La stanchezza è rimasta, la voglia pure. Per questo sono ancora online.

Un buon motivo per seguirmi
Bella domanda. Mica lo so! In questo blog non troverete avventure straordinarie o eventi eccezionali, solo la mia normalissima normalità, piena di buchi e cancellature. Che magari a volte vi farà pensare “proprio come succede a me!”. O vi farà un po’ commuovere, perché le storie di bimbi spesso lo fanno. E poi, qualche volta, vi farà anche ridere.
Due post che vale la pena leggere
In quanto eterna indecisa, non sono tanto brava a fare selezioni... così, di getto direi:
(e di straforo - Questo, perché me lo devo ricordare: Cose da tenere, cose da buttare)

Come seguirmi (newsletter, FB, twitter…)
Ahem, lo ammetto, non sono un granché come "donna di rete". Sto solo qui, su Twitter (@treditutto) e un pochino su Instagram (3ditutto). Se vi va :-) 
Indirizzo RSS feed
Presumo sia questo (faccina che arrossisce) http://treditutto.blogspot.com/feeds/posts/default

* nota interessante: il plurale di caccia si scrive cacce, senza i, ma il correttore di word me lo segna in rosso, e invece accetta caccie. Strano, nevve’? Quanto vivrete meglio, dopo averlo saputo???

lunedì 25 giugno 2012

Lui, gli Europei e un pizzico di politica

Piccoloprincipe è in modalità tifoso di calcio.

Dopo un anno vissuto all’insegna della schizofrenia calcistica (fondamentalmente è della Roma, ma gli piace un sacco l’inno della Lazio, però la Juve è forte perché ha vinto lo scudetto, ma tifare Barcellona fa molto figo perché c’è Messi), con gli Europei ha trovato la pace dei sensi. Tifa Italia, ci mancherebbe altro.

E quindi lo vedi che assiste compunto all’inizio delle partite mixando l’Inno nazionale – l’anno scorso gliel’hanno insegnato all’asilo in occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, e ce lo ha propinato in tutte le salse e con gustose varianti – con "Lazio schifo fa" (che ci sta sempre bene).

Oppure si accomoda sul divano e dispensa pillole di saggezza, che tu ti convinci sempre più spesso che in realtà lui mica è un bambino: è un quarantenne molto basso. Del tipo “Mamma, io tifo Grecia: la Germania in Europa sta antipatica a tutti.”. Ci manca solo che cominci a fare battute sul culone della Merkel. (poi comunque ti ricredi, quando se ne esce con “Gli Inghilterrani - sic - che lingua parlano?”)

Visto che ormai si vanta e si banfa del fatto che sa leggere, durante la partita legge i nomi sulle maglie, gli sponsor sui cartelloni, le scritte in sovrimpressione, i risultati, la pubblicità eccetera eccetera. Ok, sei bravo, epperò allora perché non hai ancora capito che quando il portiere respinge la palla, o quando la palla rimbalza sulla traversa, o quando sembra che la palla è entrata ma invece no… ecco, quello NON E’ GOL, quindi non devi per forza venirci a chiamare urlando come Tardelli nella celebre finale mondiale?

E infine, orgoglio di mamma sua: passa pomeriggi a disegnare le bandiere delle varie squadre, e poi ci scrive sopra Italia Forza. In quest’ordine eh, mai l’inverso.
Non si sa mai, che a volte ritornano.

giovedì 21 giugno 2012

Pillole di spannolinamento

Disclaimer: Chi non ne capisce niente di mamme blogger, dice che noi parliamo solo di pappe, pannolini, cacche e pipì. Quest'affermazione è evidentemente falsa e tendenziosa, epperò in questo post si parla proprio solo di cacche e pipì.

1.Tutto sta a iniziare, l'avevo già detto. Pensi che sarà un periodo orribile, che non ce la farete mai, che è difficile con uno, figuriamoci con due, e invece.

2. Compri mutandine all'ingrosso, al nido invece della sacca con un cambio mandi la busta della spesa con dentro mezzo guardaroba, fai la scorta di Napisan e ti prepari a lunghi pomeriggi di risciaqui a mano, e invece.

3. Pensi che ti barricherai a vita in casa, perchè non sopporti l'idea di spiasciazzate sul seggiolino auto o di cacche fuori controllo dentro un negozio, e invece.

4. Inaspettatatamente ti sorprendono, e dopo una settimana quasi non ci sono più incidenti. Appena te ne vanti in giro, loro si fanno la cacca sotto. Tutti e due.

5. Anche se indossi un bracciale nuovo di pacca ricevuto per il compleanno (ieri ndT), mentre lavi un paio di mutandine sporche non cambia molto: stai sempre toccando la cacca.
E questa è pure una metafora di vita, e scusate se è poco.

giovedì 14 giugno 2012

Momenti Magici

[Questo è un post sponsorizzato.
Ahem, non so se si dice proprio così, perché non recensisco un prodotto né mi hanno dato soldi per farlo. Ma insomma, un'azienda mi ha chiesto di scrivere un post, linkando una loro pagina, sul tema Momenti magici e, visto che l'argomento mi piace, io lo faccio. Però ecco, vi avviso subito, prima ancora che inizi il post, perché quelli che ne sanno dicono che è così che si fa.]

Che di momenti magici, i bambini te ne regalano a secchiate. E ricordarli di tanto in tanto fa proprio bene, e scriverli fa ancora meglio, perchè poi puoi andarteli a rileggere nei momenti bui, quando sei proprio tanto tanto stanca e l'unica cosa che desideri è che vadano a letto presto.

Come ha detto qualcuno - o forse ero proprio io - i figli, anzi, i bambini in generale, sono in grado di tirare fuori la strega di Biancaneve che è in te e, con la stessa noncuranza, di farti traboccare il cuore di tenerezza.

Come quando c'è stata la recita di Natale di Piccoloprincipe, che io ho cominciato a piangere a prescindere, anche se lui non era ancora salito sul palco.
O come quando sono entrata a sorpresa in classe dei Nanipiccoli, per la Giornata della Mamma al Nido, e loro non se lo aspettavano, e lo Scricciolo mi ha abbracciato con quelle braccine minuscole, ed è rimasto fermo, così, per cinque minuti buoni. Fermo, lui, è tutto dire.
O come quando il Morbido ti si spalma addosso languido, e ti dà di quei baci bagnati, con le labbra arricciate, e io gli passo le dita tra i capelli dritti come spaghetti, che di più belli al mondo non ce n'è.

Andando indietro...

Piccoloprincipe, che arriviamo sulla spiaggia e lui non riesce a trattenere la felicità, e salta a piedi uniti sulla riva, e il mondo si riempie dei suoi spruzzi.
Lo Scricciolo, che stava sempre sulle sue, poi si alzava, veniva vicino a me, mi appoggiava la guancia su una gamba, stava un po' lì e tornava a giocare per i fatti suoi.
Il Morbido, con la mia borsa fucsia(n) a tracolla, le scarpe della nonna ai piedi e gli occhiali da sole del padre sul naso.

Ancora più indietro...

Quella volta che cambiavo Piccoloprincipe sul fasciatoio, lui aveva pochi giorni, io lo accarezzavo e lo massaggiavo, lui mi ha piantato negli occhi i suoi occhi enormi e io ho sentito distintamente che amore più grande di quello al mondo non ce n'era, né ce ne sarebbe mai stato.

Quando poi ho scoperto che invece sì, ce n'era, ne avevo messo da parte un po', e l'ho tirato fuori insieme allo Scricciolo, che è scivolato via da me per primo, urlando come un aquila, e al Morbido, che invece non ha pianto, e non respirava, e tutti lì intorno a cercare di rianimalo, e io vedevo solo la sua testolina ferma, e intanto affogavo in un pozzo nero, ma invece poi lui ha pianto, e io ho respirato.

E ancora...

Quando la domenica mattina giochiamo tutti e cinque nel lettone, poi lo Scricciolo si stufa subito e vuole andare li llà.
Quando Piccoloprincipe traduce il linguaggio spesso oscuro di quei due bassetti, perchè bene bene li capisce solo lui.
Quando vedo i loro tre profili allineati che osservano concentrati un libro, un gioco. Così diversi, così fratelli.

Quando entro in camera loro di notte, sento i loro respiri lievi, il loro odore ovunque, li guardo dormire e so che stanno sognando cose belle.


lunedì 11 giugno 2012

Spannolinamento gemellare, abbiamo iniziato anche noi

Niente, tutto sta a farsi coraggio.
Il resto verrà da sè, in fondo, mica sono i primi bambini a togliere il pannolino, no?
E non son neanche tanto piccoli, due anni e mezzo, ce la possono fare.

E' che dicono che, una volta che inizi, non puoi più tornare indietro (una strada senza ritorno, un viaggio con biglietto di sola andata, una dipendenza da sostanze stupefacenti, ok la smetto), e quindi tu stai lì, che decidi scientemente di rovinarti con le tue mani.

Ma poi, chi l'ha inventata sta regola che alla materna non puoi andare se non hai tolto il pannolino? Ah non ve l'ho detto, che li hanno ammessi alla scuola materna, la stessa di Piccoloproncipe? Sì, sono molto felice. Ma adesso non ho tempo di gioire, che ho una ventina di minuscole mutande da lavare.

Che poi, secondo me l'idea delle educatrici era stata geniale: cominciate con lo Scricciolo, che ci sembra più pronto, e quando lui ha preso un po' il via iniziate con il Morbido. Magari la voglia di imitare/emulare il fratello vi aiuterà pure.

E allora, venerdì pomeriggio abbiamo tolto il pannolo allo Scricciolo, non senza ripetute spiegazioni sul senso profondo dell'avere una mutandina addosso, e sul fatto che la pipì non si fa nè per terra, nè sulla sedia, nè sul triciclo, nè sul divano, e via così.

Epperò, oggi, il sacro fuoco della par condicio* ha colto YY, che dimentico della ventina di spisciazzate fuori sede del week end e galvanizzato dal mezzo successo dello Scricciolo al nido (si è bagnato una volta sola) ha proposto di toglierlo oggi anche al Morbido.

E niente, stasera era tutto un andirvieni tra gabinetto, mamma pipì, pulisci questa cacca, mamma fatta petterra, mamma devo fare la cacca anche io, pecchè qui è mignato?, e dulcis in fundo sospetto che ci sia pure un virus intestinale in agguato.

Ecco, in questi casi che si fa? Si continua lo stesso, o nella nazi-regola di cui sopra (una volta che inizi etc.) è prevista una deroga per diarroici?

aiut.


*update - stamattina l'ho capito: non era par condicio, è paraculaggine. Così i primi tragici giorni  di pipì libera se li smazzano le maestre.


mercoledì 6 giugno 2012

Il bulbo del vicino...

Poi non dite che non mantengo le promesse.

Perché ve lo avevo detto, no, che sarei tornata sul progetto giardinaggio che Piccoloprincipe ha fatto a scuola, e voi tutte non vedevate l'ora di saperne di più vero? Modalità intro-cojona: off.

E insomma, c'è che da un mesetto, tutti i giovedì, la classe di Piccolprincipe si ferma a scuola un'ora in più per quello che gli addetti ai lavori chiamano confidenzialmente - e pomposamente - il Progetto.

Oltre a seminare piantine e devastazione in cortile, i pollicetti verdi hanno allestito una piccola serra in classe (inciso doveroso: il prode YY, che in casa non monta una mensola neanche se lo paghi in buoni benzina, si è gentilmente offerto per collaborare alla costruzione della medesima, con grande orgoglio del rampollo, a cui il suo amico del cuore G. ha dichiarato solennemente: 'tuo padre è un bravo costruttore').

Nella serra, ogni bambino ha il suo bel vasetto con la terra, contraddistinto da una bandierina col nome, in cui ha piantato un bulbo: una dopo l'altra, le piantine hanno iniziato a spuntare, e quindi ogni giorno orde di nani si affollano a controllare chi ce l'ha più alta (ahem).

Succede che Piccoloprincipe (talis mater) non ha granché fortuna con le piante, e la sua piantina cresceva un po' piccola e sfigata. E lui chiaramente si indispettiva.

Un giorno lo vado a prendere e "Mamma corri! Vieni a vedere! La mia piantina è la più alta di tutte!"
Cerco la bandierina col nome del nostro, guardo il vasetto e, in effetti, il fuscello stortignaccolo di qualche giorno prima esibiva una ripresa incredibile, era spuntata anche qualche foglia.

"Ma che bello, amore! E' proprio cresciuta tantiss... ahem... scusa, ma il tuo vasetto non era a sinistra? E adesso che lo guardo bene, mi sembra che fosse più stretto..."

E' che le dovevano fissare con una gittata di cemento, quelle bandierine, altro che storie.

giovedì 31 maggio 2012

Da domani

In questo mese è successa una cosa, nella geminifamily.
È successo che YY ha perso il lavoro.

Certo, in realtà lo aveva già perso dieci mesi fa, quando hanno cominciato a non pagare più gli stipendi. Adesso però sembra più vero.

In questo mese, e solo per questo mese, YY ha fatto un lavoro serale, che ha regalato a gemini, oltre a indimenticabili, faticosissime e per certi versi suggestive serate da sola coi nani, anche l'illusione di non essere ancora proprio proprio a terra.

Ma oggi il lavoro serale finisce, e da domani diventiamo ufficialmente una famiglia monoreddito.

Il monoreddito sarebbe il mio, e arriva da un preziosissimo, agognato, fantastico e momentaneamente inappropriato lavoro part time.

Da domani, nelle statistiche che popolano i giornali, quelli che parlano di disoccupazione e soglie di povertà e fallimenti e crisi, ci siamo anche noi.

E niente, ho un po' di mal di pancia e le spalle stanche.

E penso pure un'altra cosa: che se, nonostante questo, siamo preoccupati ma non (ancora?) disperati, è perché all'inizio della nostra vita insieme abbiamo avuto l'aiuto di genitori che hanno avuto a loro volta la possibilità di costruirsi piccoli risparmi.

Questa possibilità a noi la stanno negando.
I nostri figli dovranno cavarsela da soli.

venerdì 25 maggio 2012

Con la macchina del tempo

Vorrei tornare indietro nel tempo, per dire alla me stessa di 7 anni fa che non deve piangere, che quel bambino arriverà. Anzi, ne arriveranno tre.

Poi andrei dalla me stessa di 6 anni fa a dirle di non preoccuparsi, il piccolo che ha nella pancia è sano e ci sente benissimo.

Direi alla me stessa di 5 anni fa di buttare via quella bilancia, e goderselo di più, questo benedetto allattamento, e a quella di 4 anni fa che un giorno Piccoloprincipe chiederà per cena risotto al pomodoro e pollo, e se metterà in bocca un pezzo più grosso non vomiterà.

Rassicurerei la me stessa di 3 anni fa che anche il gemellino piccolo, quello in basso, a sinistra e già cefalico, ce la farà.

Abbraccerei forte la me stessa di 2 anni fa, perchè quella fase è stata durissima, ma passerà, e un giorno, che lei ci creda o no, i Nanipiccoli cresceranno, e allora potrà respirare un po'.

Alla me stessa di un anno fa direi quello che aveva bisogno di sentirsi dire: che è brava, che se la sta cavando egregiamente, che non importa se qualche volta inciampa, perchè poi si rialza sempre.

E adesso, per par condicio, vorrei che arrivasse qui la me stessa di "tra qualche anno", a dirmi che ce la faremo, che andrà tutto bene. E che mi desse anche un po' il cambio, già che ci siamo, perchè la me stessa di adesso è stanchissima.

mercoledì 23 maggio 2012

Cinquanta minuti

6:45 sveglia genitori
Penso che ho un sacco sonno, maledico la sera prima, che ho fatto tardi su Internet, mi alzo faticosamente e cerco di rendermi presentabile

domenica 20 maggio 2012

E poi caffè

Eh, ma trascuravo il fatto che gli spaventi bisogna moltiplicarli per tre. Perché speriamo che Piccoloprincipe finalmente abbia capito l'antifona, ma poi ci sono gli altri due.

Lo Scricciolo sembrerebbe il soggetto più a rischio, lui che quando siamo al parco a un certo punto si stufa delle giostre e punta la strada, o che appena arriva in un posto, fotografa mentalmente tutte le vie di fuga.

venerdì 18 maggio 2012

Io so leggere

- Qui c'è scritto Roma!
(si vabbè. non è che sa leggere, è che riconosce la parola, avendola vista in ogni dove)
- E qui Lazio!
(come sopra, considerato che attraversa una fase di schizofrenia calcistica, per cui tifa Roma, però è del Barcellona,  e festeggia lo scudetto della Juve cantando l'inno della Lazio)

mercoledì 16 maggio 2012

Hanno rubato mamma

Mica volevo farlo piangere eh.

È solo che glielo avrò detto mille volte che mi deve stare vicino, che quando siamo fuori casa lo devo sempre vedere, che non deve scappare.

mercoledì 9 maggio 2012

Nonostante le apparenze

Era piuttosto prevedibile che, di ritorno dalla mini vacanza a MioPaese, qualcuno si ammalasse.

In realtà, un principio di febbre si era manifestato già la mattina della partenza, in un Piccoloprincipe avvilito e accusante doloretti sparsi e non meglio identificati. Tanto che, per la prima volta in 5 anni di onorata carriera, ci siamo avvalsi pure dell'ambita tachipirina on the go - la supposta somministrata in autostrada, per intenderci.

E insomma, sarà stata la stanchezza, il troppo sole, gli sbalzi di temperatura tra un esterno quasi estivo e un interno freschissimo (ah! i muri spessi!), ma la settimana successiva Piccoloprincipe se ne è rimasto riguardato a casa, con una febbricola oscillante tra i 36.8 e i 38.2, saltando, nell'ordine:

- il rientro a scuola mercoledì
- il progetto pomeridiano del giovedì (zappettano il cortile, annusano le piantine aromatiche, piantano bulbi in una serra home-made etc.)
- i brevetti di nuoto il venerdì (argh. che si brevetteranno dei nanetti diversamente galleggianti? lo scopriremo al secondo appello, fine maggio)

"Perché sei triste? Ti annoi a non andare a scuola?"
"No..."
"Ti dispiace aver saltato i brevetti? Guarda che li puoi rifare tra qualche settimana! E la tua piantina crescerà lo stesso, vedrai come la troverai cresciuta quando ritorni!*
"No, è che..."
"Ti manca MioPaese? Ci torniamo presto, sai?"
"No. E' che mi sono perso il lavoro all'asilo Disegna dove sei stato in questi giorni."
"Ahem... ma... che ne sai che le maestre hanno dato questo lavoro?"
"Mamma. Lo fanno fare sempre."

Come dire: la programmazione didattica dei prossimi mesi non ha segreti per me.
E anche: ci tengo a fare tutti ma proprio tutti i lavori assegnati, costi quel che costi.

Insomma, nonostante le apparenze, Piccoloprincipe è un secchione.

* a breve: post a parte sull'argomento

domenica 6 maggio 2012

Il bello delle finestre

Il bello è che, almeno, ci sono sempre le finestre.

Per esempio, anche in questo periodo un po' buio, abbiamo aperto una finestra di quattro giorni e ce ne siamo partiti per MioPaese.

MioPaese è quel paese in cui le case sono fatte di pietra, e la gente lascia ancora la chiave attaccata alla porta, di fuori: che chi viene è sempre il benvenuto, e quindi bussare non serve.
MioPaese è quel posto dove, quando arrivi, la gente ti chiede sempre a chi appartieni (di chi sei figlio/nipote/parente), quando sei arrivato e quando te ne vai.
MioPaese è dove poi, per tutto il tempo che ti fermerai, ogni giorno qualcuno ti porterà qualcosa da mangiare, soprattutto uova fresche.

MioPaese è meraviglioso non solo perché ha dentro tanti ricordi, è proprio bello di suo.

Se ne sta arrampicato su una collina, immerso nella valle del Cilento, stretto tra il mare e la montagna. Ma davvero eh, che a casa nostra se ti affacci dalla parte che dà sulla via, vedi montagne a perdita d'occhio, e se invece ti affacci dal lato opposto, verso l'orto, in lontananza c'è Capri, e la penisola sorrentina, e il sole che, guarda un po', va a tramontare proprio lì. Uno spettacolo da togliere il fiato, che si ripete tutte le sere e non ti stanca mai, e tu pensi "ma che davvero, questa è casa mia, e io ci posso venire tutte le volte che voglio?"

Poi in effetti, invece, non ci andiamo spesso: son quelle 4/5 ore di viaggio che ci spaventano sempre un po', e invece stavolta i nani sono stati bravissimi, specie al ritorno, che hanno dormito quasi tutti il tempo, stremati per la stanchezza e la felicità.

E poi, adesso che mio padre ha ristrutturato e la casa è diventata ancora più bella e accogliente, la voglia di tornarci spesso è tanta.

Anche perché, ve lo dicevo no?, il bello è che ci sono le finestre.
E dalle finestre delle nostre camere, che sono proprio sotto il tetto, si vede il cielo. Così, per dire.


 

venerdì 20 aprile 2012

Caino & Caino & Caino - episodio 1

sabato pomeriggio

Piccoloprincipe e il Morbido giocano al Re Leone, il cartone animato che, oltre a instillare nel grande interrogativi più o meno complessi sulla morte, è continua fonte di ispirazione per scene di lotta e cruente cariche degli gnu.

E insomma, a un certo punto sentiamo il Morbido che comincia a piangere, poi smette subito.

Evvabbè che il Morbido è un po' frignone, ma ad ogni buon conto, vado a controllare: e argh.

Nell'occhio sinistro ci sono delle macchioline di sangue. Che poi, non so se ve l'ho mai detto, ma il Morbido ha degli occhi giganteschi (mio padre dice di fargli controllare la tiroide -.-) e quindi anche le macchie di sangue sembrano gigantesche.

Noi abbiamo un rapporto molto intenso con il pronto soccorso: ci siamo stati botte in testa, bolle di zanzara scambiate per linfonodi ingrossati (ahem), virus intestinale combinato con varicella, mal di cuore e sicuramente mi sto dimenticando qualcosa. Non è che siamo ipocondriaci, giuro, ma in alcune situazioni ci diciamo: meglio toglierci il dubbio facendoci ridere in faccia dai medici che rischiare una cosa così preziosa.

E quindi pronto soccorso è stato. Esito: lesione supeficiale della cornea, bendaggio e collirio antibiotico per tre giorni. Niente di grave, in ogni caso, ma abbiamo fatto bene ad andare.

Eppoi c'è il risvolto psico-pedagogico della faccenda.

Intanto, tirare fuori la verità a Piccoloprincipe, di questi tempi, non è facile, ma siamo riusciti estorcergli la confessione sul fattaccio: Simba ha dato una zampata allo zio Scar.

Poi c'è la questione del non colpevolizzare troppo il bambino: io non lo so se ci siamo riusciti, Pp è abbastanza grande per capire che la cosa ci aveva un po' preoccupato.

So però che la sera, prima di andare a letto, quando è andato a dare la buonanotte ai fratelli, Piccoloprincipe al Morbido gli ha dato un bacino sulla guancia e poi uno sulla benda.

venerdì 6 aprile 2012

Latito, dunque sono

Sto trascurando il blog, e quando trascuro il blog non è mai un buon segno.

È un periodo nient'affatto facile questo, con tutto che è primavera, e il risveglio, e la natura, e le belle giornate, e blablabla.

Nel frattempo, ci sono state un paio di sortite al mare, che ci hanno fatto ricordare com'è bello uscire coi bimbi, portarli a giocare, stare fuori tutto il giorno e vederli crollare addormentati un nanosecondo dopo che siamo saliti in macchina per rientrare.
Certo, poi si paga il dazio una volta a casa, perché loro sono stanchi e irritabili, e il binomio cena+bagnetto moltiplicato per tre diventa Il Male. Ma una giornata trascorsa in allegria val bene un paio d'ore di isteria collettiva.

Però non è sempre finesettimana di sole.

E niente, c'è la crisi. Quella vera.

Magari ne parliamo un'altra volta, che a scriverlo nero su bianco mi prende un po' male.


p.s. Che poi, per dire, noi per Pasqua dovevamo partire per il paese di mio padre (ve lo ricordate? questo qui), ma il Morbido si è beccato la mani-piedi-bocca, la malattia esantematica di Don Lurio... e quindi niente, stiamo a casa. Olè.

mercoledì 21 marzo 2012

Non so cos'è stato

Non so bene cos’è stato.

Il fatto di stare lì da sole, in macchina, le quattro frecce ancora accese.

La sua mano che ha dato due colpetti alla pancia quando ha detto “Ci sono novità”.

Il pensiero di quella ricerca così lunga, così condivisa, e di quella ICSI fissata per la metà di gennaio. Che poi è saltata perché, qualche giorno prima, invece ci sono state le beta. Positive. “Finalmente ho capito cosa sono, e a cosa servono, ‘ste famose beta”. Come nei film, come sui blog, come nei miracoli. Quelli che non ti aspetti, in cui non ci credi più, perché tanto a te non capitano mai.

Il ricordo di quanto la vita le ha tolto, il conforto di quanto le sta restituendo.

La speranza di ridarle almeno una piccola parte di tutto il sostegno, la comprensione, l’ascolto che lei ha dato a me, in questi anni in cui sono io sono stata mamma e lei no, in cui le nostre strade sono state distanti, le nostre esigenze diverse, i nostri tempi e spazi sempre meno coincidenti. E in cui, nonostante tutto questo, lei c’è sempre stata.

Non so bene cos’è stato, ma da ieri sera sono ufficialmente una lacrimafacile.

Amica aspetta un bambino, e io aspetto con lei. Settembre.

lunedì 19 marzo 2012

La festa del (mio) papà

Lui è quello che mi accompagnava e mi veniva a prendere. Sempre.
Lui è quello che qualche volta lo fa ancora.

domenica 18 marzo 2012

Con qualche giorno di anticipo

Se il sabato mattina carichi i tre marmocchi in macchina con la giacca leggera e senza cappello...
Se li porti al parco e li guardi ridere, e ti accorgi di come sono diversi anche nel modo di giocare...
Se a pranzo dalla nonna divorano fettuccine come se non ci fosse un domani...

lunedì 12 marzo 2012

Un lungo e noioso post in cui vi rivelo che sono pigra, disordinata e rosicona

Avevo molto apprezzato la campagna lanciata qualche settimana fa sul sito di Genitori Crescono "Scusa il  disordine": in breve, quei due geni di Silvia e Serena hanno proposto alle mamme di fotografare e pubblicare i migliori scorci delle loro case - ahem - vissute, per combattere insieme gli odiosi sensi colpa che puntualmente ci assalgono quando ci accorgiamo che la nostra casa ha perso ogni parvenza di dignità.

lunedì 5 marzo 2012

Un premio e 7 cose di me

Non sono abituata a ricevere premi, e sì che me ne meriterei almeno un paio.

E il mio è un blog davvero minuscolo e senza ambizioni, è soltanto il posticino mio, però ci tengo tanto: lo curo, cerco di aggiornarlo e di tenerlo ordinato, ci penso spesso. Vi capita mai che succede qualcosa, tipo sentire qualche frase memorabile o avere un pensiero che vi sembra meritevole di essere condiviso, e segnarvelo mentalmente per scriverlo sul blog? Ecco.

mercoledì 29 febbraio 2012

Swimming pills

Nuoto: abbiamo cominciato qualche mese fa, lui a settembre e io, spinta da smodata e irrefrenabile invidia, a ottobre.

domenica 26 febbraio 2012

E adesso aspettiamo

Se ne sono state buone buone sulla mia scrivania per diversi giorni.
Erano perfette, pulite, complete in ogni loro parte.
Sopra, occhieggiavano due faccette sorridenti*, che si davano un sacco di arie.
Sembrava proprio che dicessero ma non vedete come siamo carini? come potete non volerci con tutte le vostre forze?

mercoledì 15 febbraio 2012

Il sonno di uno, il sonno di due, il sonno di tutti e di nessuno

Non ho mai partecipato a un Blogstorming, non so bene come si fa ma non sembra difficile... ci provo.

E' che su Genitori Crescono questo mese si parla del SONNO (tadadadààààà!), e di cose da dire, per una trismamma di unopiùdue, ce ne sono. E facendo mente locale su quanto andrò a raccontarvi, mi sono resa conto, una volta di più, che il tempo è una cosa strana: confonde i ricordi, sovrappone episodi, rimuove particolari che non avresti mai pensato di poter rimuovere e ne fa riemergere altri che avevi dimenticato.

giovedì 9 febbraio 2012

E festa di compleanno bellissima fu

E dopo aver sfracassato i mar condiviso i miei timori con tutto il genere umano a me circostante, web compreso, non potevo esimermi da un piccolo resoconto sulle festa di Piccoloprincipe, svoltasi ieri pomeriggio a dispetto dello stato di calamità naturale dichiarato nella città di Roma.

Ebbene. E’ andata. Benissimo.

martedì 7 febbraio 2012

#nevearoma, feste e dita incrociate

Il primo giorno è stato quello dell'ohhhh collettivo, di qualche porcaputtana e delle foto postate in ogni dove.
Il primo giorno ha colto tutti impreparati, nonostante se ne parlasse da giorni: forse non ci credeva nessuno, e allora venerdì, negli uffici, nei negozi, nelle scuole, tutti i nasi erano incollati alle finestre e gli occhi guardavano in su.
Il primo giorno per strada si scivolava, le ruote slittavano sull'asfalto innevato e siamo rincasati tutti molto tardi.

domenica 5 febbraio 2012

Cinque anni

Cinque anni sono tondi, sono le dita della tua piccola mano aperta.

Cinque anni lo dici con fierezza, perché nella tua classe diventi uno dei grandi.

Cinque anni, e per quel giorno fai l’ometto, sparecchi la tavola, mangi il passato di verdure “perché mi fa benissimo”.

Cinque anni, e passiamo il pomeriggio a fabbricare mostri, che non è forse l’aspirazione di ogni madre ma è sempre meglio di quando inzeppavi compulsivamente i tuoi camion dell'immondizia.

Cinque anni e ami disegnare, sai concentrarti, sei bello come il sole e come lui brilli.

Cinque anni ed è scesa anche la neve a Roma, a festeggiarti, mio piccologrande, che cinque anni fa sei arrivato urlando come un'aquila, minuscolo e prepotente, poi ti hanno appoggiato sulla mia pancia e ti sei ammutolito: mi hai guardato con occhi enormi che venivano da lontano, e hai capito che avresti dovuto insegnarmi tutto tu.

Hai capito che avresti dovuto insegnarmi, con pazienza, a diventare una mamma.

venerdì 3 febbraio 2012

Come si chiamano


Il Morbido chiama se stesso TETTO, Piccoloprincipe ARERO e lo Scricciolo NANNO.

Lo Scricciolo chiama il Morbido NANNO, poi si ricorda che NANNO è lui, e certe volte è anche DANDRO e più spesso ME. Allora il Morbido lo chiama anche lui TETTO, mentre Piccoloprincipe è LELO.

lunedì 23 gennaio 2012

Comincio a pensare che la partita, probabilmente, era fallata

La settimana scorsa:

- il Morbido ha avuto il febbrone, è stato caldo e molto lagnoso per due giorni, poi è guarito ma è rimasto molto lagnoso
- lo Scricciolo ha avuto il febbrone, e ha passato un pomeriggio intero in braccio a me con la borsa del ghiaccio in testa, perché la febbre non scendeva neanche con la tachipirina; adesso è ancora malaticcio, ma è tornato l'ipercinetico di sempre, e potrei dire che quasi quasi era meglio quando stava male, ma non è vero, perché lo Scricciolo che sta fermo è una cosa che ti stringe il cuore

domenica 15 gennaio 2012

Il colore della paura

Le maestre di Piccoloprincipe hanno l'abitudine di appendere fuori dalla classe i lavori dei bambini, in genere quando assegnano loro un tema e i piccoli lo sviluppano attraverso i disegni.

Qualche giorno fa, erano esposti i disegni riferiti al tema: il colore della paura. Su ciascun foglio, c'era il contorno pre-stampato di una  macchia, e immagino che le maestre abbiano chiesto ai bambini di colorarle scegliendo quello che secondo loro era il colore della paura. Accanto, poi, c'era la verbalizzazione del disegno, scritta dalle insegnanti sulla base della spiegazione del bambini.

venerdì 13 gennaio 2012

Ansia da iscrizione

Ci siamo, sono uscite le domande per la scuola dell’infanzia, per i Nanipiccoli.

Mi sta montando un’ansia che non avete idea. Per una selva di motivi, ora mi rilasso facendo una bella lista.

domenica 8 gennaio 2012

Ce. L'ho. Fatta.

Yes, I can.
O, meglio, I did it.
Sì, ce l'ho fatta.

Io e la teppa, da soli, per tanti (tanti) giorni consecutivi, come non era mai successo.
E siamo tutti vivi.

mercoledì 4 gennaio 2012

Dalla notte al giorno

Se avessi l'abitudine (e il tempo) di scrivere la mattina, l'umore di questo post sarebbe stato molto diverso.

Perchè questa notte, a partire dalle 2.00 fino alle 4.00 del mattino, si sono susseguite le seguenti catastrofi:

domenica 1 gennaio 2012

Cose da tenere, cose da buttare

Butto la paura di provarci.
Butto il pensiero vigliacco che è colpa loro se.
Butto il senso di inadeguatezza, che davvero non se ne può più.
Butto le persone che mi hanno fatto sentire indesiderata, incapace, inadatta, incompresa.
Butto le volte in cui ho dato il peggio di me, quei momenti di cui non vado affatto fiera.

Tengo la voglia di rimettermi in gioco, anche se ancora non è abbastanza.
Tengo l'amicizia, e il tempo che ho ricominciato a dedicarle, anche se ancora non è abbastanza.
Tengo i loro progressi, e miei assieme ai loro.
Tengo Piccoloprincipe che comincia a mangiare, tengo i Nanipiccoli che diventano bambini.
Tengo le volte in cui siamo partiti, quelle in cui siamo rimasti, tengo le risate tutti insieme nel lettone e quando mi fanno commuovere.
Tengo noi due, e non solo noi cinque.
Tengo il desiderio di ripartire da me, io e non solo la mamma di.

Tengo il blog, un po' specchio, un po' diario, un po' finestra.