venerdì 20 aprile 2012

Caino & Caino & Caino - episodio 1

sabato pomeriggio

Piccoloprincipe e il Morbido giocano al Re Leone, il cartone animato che, oltre a instillare nel grande interrogativi più o meno complessi sulla morte, è continua fonte di ispirazione per scene di lotta e cruente cariche degli gnu.

E insomma, a un certo punto sentiamo il Morbido che comincia a piangere, poi smette subito.

Evvabbè che il Morbido è un po' frignone, ma ad ogni buon conto, vado a controllare: e argh.

Nell'occhio sinistro ci sono delle macchioline di sangue. Che poi, non so se ve l'ho mai detto, ma il Morbido ha degli occhi giganteschi (mio padre dice di fargli controllare la tiroide -.-) e quindi anche le macchie di sangue sembrano gigantesche.

Noi abbiamo un rapporto molto intenso con il pronto soccorso: ci siamo stati botte in testa, bolle di zanzara scambiate per linfonodi ingrossati (ahem), virus intestinale combinato con varicella, mal di cuore e sicuramente mi sto dimenticando qualcosa. Non è che siamo ipocondriaci, giuro, ma in alcune situazioni ci diciamo: meglio toglierci il dubbio facendoci ridere in faccia dai medici che rischiare una cosa così preziosa.

E quindi pronto soccorso è stato. Esito: lesione supeficiale della cornea, bendaggio e collirio antibiotico per tre giorni. Niente di grave, in ogni caso, ma abbiamo fatto bene ad andare.

Eppoi c'è il risvolto psico-pedagogico della faccenda.

Intanto, tirare fuori la verità a Piccoloprincipe, di questi tempi, non è facile, ma siamo riusciti estorcergli la confessione sul fattaccio: Simba ha dato una zampata allo zio Scar.

Poi c'è la questione del non colpevolizzare troppo il bambino: io non lo so se ci siamo riusciti, Pp è abbastanza grande per capire che la cosa ci aveva un po' preoccupato.

So però che la sera, prima di andare a letto, quando è andato a dare la buonanotte ai fratelli, Piccoloprincipe al Morbido gli ha dato un bacino sulla guancia e poi uno sulla benda.

venerdì 6 aprile 2012

Latito, dunque sono

Sto trascurando il blog, e quando trascuro il blog non è mai un buon segno.

È un periodo nient'affatto facile questo, con tutto che è primavera, e il risveglio, e la natura, e le belle giornate, e blablabla.

Nel frattempo, ci sono state un paio di sortite al mare, che ci hanno fatto ricordare com'è bello uscire coi bimbi, portarli a giocare, stare fuori tutto il giorno e vederli crollare addormentati un nanosecondo dopo che siamo saliti in macchina per rientrare.
Certo, poi si paga il dazio una volta a casa, perché loro sono stanchi e irritabili, e il binomio cena+bagnetto moltiplicato per tre diventa Il Male. Ma una giornata trascorsa in allegria val bene un paio d'ore di isteria collettiva.

Però non è sempre finesettimana di sole.

E niente, c'è la crisi. Quella vera.

Magari ne parliamo un'altra volta, che a scriverlo nero su bianco mi prende un po' male.


p.s. Che poi, per dire, noi per Pasqua dovevamo partire per il paese di mio padre (ve lo ricordate? questo qui), ma il Morbido si è beccato la mani-piedi-bocca, la malattia esantematica di Don Lurio... e quindi niente, stiamo a casa. Olè.