giovedì 31 maggio 2012

Da domani

In questo mese è successa una cosa, nella geminifamily.
È successo che YY ha perso il lavoro.

Certo, in realtà lo aveva già perso dieci mesi fa, quando hanno cominciato a non pagare più gli stipendi. Adesso però sembra più vero.

In questo mese, e solo per questo mese, YY ha fatto un lavoro serale, che ha regalato a gemini, oltre a indimenticabili, faticosissime e per certi versi suggestive serate da sola coi nani, anche l'illusione di non essere ancora proprio proprio a terra.

Ma oggi il lavoro serale finisce, e da domani diventiamo ufficialmente una famiglia monoreddito.

Il monoreddito sarebbe il mio, e arriva da un preziosissimo, agognato, fantastico e momentaneamente inappropriato lavoro part time.

Da domani, nelle statistiche che popolano i giornali, quelli che parlano di disoccupazione e soglie di povertà e fallimenti e crisi, ci siamo anche noi.

E niente, ho un po' di mal di pancia e le spalle stanche.

E penso pure un'altra cosa: che se, nonostante questo, siamo preoccupati ma non (ancora?) disperati, è perché all'inizio della nostra vita insieme abbiamo avuto l'aiuto di genitori che hanno avuto a loro volta la possibilità di costruirsi piccoli risparmi.

Questa possibilità a noi la stanno negando.
I nostri figli dovranno cavarsela da soli.

venerdì 25 maggio 2012

Con la macchina del tempo

Vorrei tornare indietro nel tempo, per dire alla me stessa di 7 anni fa che non deve piangere, che quel bambino arriverà. Anzi, ne arriveranno tre.

Poi andrei dalla me stessa di 6 anni fa a dirle di non preoccuparsi, il piccolo che ha nella pancia è sano e ci sente benissimo.

Direi alla me stessa di 5 anni fa di buttare via quella bilancia, e goderselo di più, questo benedetto allattamento, e a quella di 4 anni fa che un giorno Piccoloprincipe chiederà per cena risotto al pomodoro e pollo, e se metterà in bocca un pezzo più grosso non vomiterà.

Rassicurerei la me stessa di 3 anni fa che anche il gemellino piccolo, quello in basso, a sinistra e già cefalico, ce la farà.

Abbraccerei forte la me stessa di 2 anni fa, perchè quella fase è stata durissima, ma passerà, e un giorno, che lei ci creda o no, i Nanipiccoli cresceranno, e allora potrà respirare un po'.

Alla me stessa di un anno fa direi quello che aveva bisogno di sentirsi dire: che è brava, che se la sta cavando egregiamente, che non importa se qualche volta inciampa, perchè poi si rialza sempre.

E adesso, per par condicio, vorrei che arrivasse qui la me stessa di "tra qualche anno", a dirmi che ce la faremo, che andrà tutto bene. E che mi desse anche un po' il cambio, già che ci siamo, perchè la me stessa di adesso è stanchissima.

mercoledì 23 maggio 2012

Cinquanta minuti

6:45 sveglia genitori
Penso che ho un sacco sonno, maledico la sera prima, che ho fatto tardi su Internet, mi alzo faticosamente e cerco di rendermi presentabile

domenica 20 maggio 2012

E poi caffè

Eh, ma trascuravo il fatto che gli spaventi bisogna moltiplicarli per tre. Perché speriamo che Piccoloprincipe finalmente abbia capito l'antifona, ma poi ci sono gli altri due.

Lo Scricciolo sembrerebbe il soggetto più a rischio, lui che quando siamo al parco a un certo punto si stufa delle giostre e punta la strada, o che appena arriva in un posto, fotografa mentalmente tutte le vie di fuga.

venerdì 18 maggio 2012

Io so leggere

- Qui c'è scritto Roma!
(si vabbè. non è che sa leggere, è che riconosce la parola, avendola vista in ogni dove)
- E qui Lazio!
(come sopra, considerato che attraversa una fase di schizofrenia calcistica, per cui tifa Roma, però è del Barcellona,  e festeggia lo scudetto della Juve cantando l'inno della Lazio)

mercoledì 16 maggio 2012

Hanno rubato mamma

Mica volevo farlo piangere eh.

È solo che glielo avrò detto mille volte che mi deve stare vicino, che quando siamo fuori casa lo devo sempre vedere, che non deve scappare.

mercoledì 9 maggio 2012

Nonostante le apparenze

Era piuttosto prevedibile che, di ritorno dalla mini vacanza a MioPaese, qualcuno si ammalasse.

In realtà, un principio di febbre si era manifestato già la mattina della partenza, in un Piccoloprincipe avvilito e accusante doloretti sparsi e non meglio identificati. Tanto che, per la prima volta in 5 anni di onorata carriera, ci siamo avvalsi pure dell'ambita tachipirina on the go - la supposta somministrata in autostrada, per intenderci.

E insomma, sarà stata la stanchezza, il troppo sole, gli sbalzi di temperatura tra un esterno quasi estivo e un interno freschissimo (ah! i muri spessi!), ma la settimana successiva Piccoloprincipe se ne è rimasto riguardato a casa, con una febbricola oscillante tra i 36.8 e i 38.2, saltando, nell'ordine:

- il rientro a scuola mercoledì
- il progetto pomeridiano del giovedì (zappettano il cortile, annusano le piantine aromatiche, piantano bulbi in una serra home-made etc.)
- i brevetti di nuoto il venerdì (argh. che si brevetteranno dei nanetti diversamente galleggianti? lo scopriremo al secondo appello, fine maggio)

"Perché sei triste? Ti annoi a non andare a scuola?"
"No..."
"Ti dispiace aver saltato i brevetti? Guarda che li puoi rifare tra qualche settimana! E la tua piantina crescerà lo stesso, vedrai come la troverai cresciuta quando ritorni!*
"No, è che..."
"Ti manca MioPaese? Ci torniamo presto, sai?"
"No. E' che mi sono perso il lavoro all'asilo Disegna dove sei stato in questi giorni."
"Ahem... ma... che ne sai che le maestre hanno dato questo lavoro?"
"Mamma. Lo fanno fare sempre."

Come dire: la programmazione didattica dei prossimi mesi non ha segreti per me.
E anche: ci tengo a fare tutti ma proprio tutti i lavori assegnati, costi quel che costi.

Insomma, nonostante le apparenze, Piccoloprincipe è un secchione.

* a breve: post a parte sull'argomento

domenica 6 maggio 2012

Il bello delle finestre

Il bello è che, almeno, ci sono sempre le finestre.

Per esempio, anche in questo periodo un po' buio, abbiamo aperto una finestra di quattro giorni e ce ne siamo partiti per MioPaese.

MioPaese è quel paese in cui le case sono fatte di pietra, e la gente lascia ancora la chiave attaccata alla porta, di fuori: che chi viene è sempre il benvenuto, e quindi bussare non serve.
MioPaese è quel posto dove, quando arrivi, la gente ti chiede sempre a chi appartieni (di chi sei figlio/nipote/parente), quando sei arrivato e quando te ne vai.
MioPaese è dove poi, per tutto il tempo che ti fermerai, ogni giorno qualcuno ti porterà qualcosa da mangiare, soprattutto uova fresche.

MioPaese è meraviglioso non solo perché ha dentro tanti ricordi, è proprio bello di suo.

Se ne sta arrampicato su una collina, immerso nella valle del Cilento, stretto tra il mare e la montagna. Ma davvero eh, che a casa nostra se ti affacci dalla parte che dà sulla via, vedi montagne a perdita d'occhio, e se invece ti affacci dal lato opposto, verso l'orto, in lontananza c'è Capri, e la penisola sorrentina, e il sole che, guarda un po', va a tramontare proprio lì. Uno spettacolo da togliere il fiato, che si ripete tutte le sere e non ti stanca mai, e tu pensi "ma che davvero, questa è casa mia, e io ci posso venire tutte le volte che voglio?"

Poi in effetti, invece, non ci andiamo spesso: son quelle 4/5 ore di viaggio che ci spaventano sempre un po', e invece stavolta i nani sono stati bravissimi, specie al ritorno, che hanno dormito quasi tutti il tempo, stremati per la stanchezza e la felicità.

E poi, adesso che mio padre ha ristrutturato e la casa è diventata ancora più bella e accogliente, la voglia di tornarci spesso è tanta.

Anche perché, ve lo dicevo no?, il bello è che ci sono le finestre.
E dalle finestre delle nostre camere, che sono proprio sotto il tetto, si vede il cielo. Così, per dire.