lunedì 25 giugno 2012

Lui, gli Europei e un pizzico di politica

Piccoloprincipe è in modalità tifoso di calcio.

Dopo un anno vissuto all’insegna della schizofrenia calcistica (fondamentalmente è della Roma, ma gli piace un sacco l’inno della Lazio, però la Juve è forte perché ha vinto lo scudetto, ma tifare Barcellona fa molto figo perché c’è Messi), con gli Europei ha trovato la pace dei sensi. Tifa Italia, ci mancherebbe altro.

E quindi lo vedi che assiste compunto all’inizio delle partite mixando l’Inno nazionale – l’anno scorso gliel’hanno insegnato all’asilo in occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, e ce lo ha propinato in tutte le salse e con gustose varianti – con "Lazio schifo fa" (che ci sta sempre bene).

Oppure si accomoda sul divano e dispensa pillole di saggezza, che tu ti convinci sempre più spesso che in realtà lui mica è un bambino: è un quarantenne molto basso. Del tipo “Mamma, io tifo Grecia: la Germania in Europa sta antipatica a tutti.”. Ci manca solo che cominci a fare battute sul culone della Merkel. (poi comunque ti ricredi, quando se ne esce con “Gli Inghilterrani - sic - che lingua parlano?”)

Visto che ormai si vanta e si banfa del fatto che sa leggere, durante la partita legge i nomi sulle maglie, gli sponsor sui cartelloni, le scritte in sovrimpressione, i risultati, la pubblicità eccetera eccetera. Ok, sei bravo, epperò allora perché non hai ancora capito che quando il portiere respinge la palla, o quando la palla rimbalza sulla traversa, o quando sembra che la palla è entrata ma invece no… ecco, quello NON E’ GOL, quindi non devi per forza venirci a chiamare urlando come Tardelli nella celebre finale mondiale?

E infine, orgoglio di mamma sua: passa pomeriggi a disegnare le bandiere delle varie squadre, e poi ci scrive sopra Italia Forza. In quest’ordine eh, mai l’inverso.
Non si sa mai, che a volte ritornano.

giovedì 21 giugno 2012

Pillole di spannolinamento

Disclaimer: Chi non ne capisce niente di mamme blogger, dice che noi parliamo solo di pappe, pannolini, cacche e pipì. Quest'affermazione è evidentemente falsa e tendenziosa, epperò in questo post si parla proprio solo di cacche e pipì.

1.Tutto sta a iniziare, l'avevo già detto. Pensi che sarà un periodo orribile, che non ce la farete mai, che è difficile con uno, figuriamoci con due, e invece.

2. Compri mutandine all'ingrosso, al nido invece della sacca con un cambio mandi la busta della spesa con dentro mezzo guardaroba, fai la scorta di Napisan e ti prepari a lunghi pomeriggi di risciaqui a mano, e invece.

3. Pensi che ti barricherai a vita in casa, perchè non sopporti l'idea di spiasciazzate sul seggiolino auto o di cacche fuori controllo dentro un negozio, e invece.

4. Inaspettatatamente ti sorprendono, e dopo una settimana quasi non ci sono più incidenti. Appena te ne vanti in giro, loro si fanno la cacca sotto. Tutti e due.

5. Anche se indossi un bracciale nuovo di pacca ricevuto per il compleanno (ieri ndT), mentre lavi un paio di mutandine sporche non cambia molto: stai sempre toccando la cacca.
E questa è pure una metafora di vita, e scusate se è poco.

giovedì 14 giugno 2012

Momenti Magici

[Questo è un post sponsorizzato.
Ahem, non so se si dice proprio così, perché non recensisco un prodotto né mi hanno dato soldi per farlo. Ma insomma, un'azienda mi ha chiesto di scrivere un post, linkando una loro pagina, sul tema Momenti magici e, visto che l'argomento mi piace, io lo faccio. Però ecco, vi avviso subito, prima ancora che inizi il post, perché quelli che ne sanno dicono che è così che si fa.]

Che di momenti magici, i bambini te ne regalano a secchiate. E ricordarli di tanto in tanto fa proprio bene, e scriverli fa ancora meglio, perchè poi puoi andarteli a rileggere nei momenti bui, quando sei proprio tanto tanto stanca e l'unica cosa che desideri è che vadano a letto presto.

Come ha detto qualcuno - o forse ero proprio io - i figli, anzi, i bambini in generale, sono in grado di tirare fuori la strega di Biancaneve che è in te e, con la stessa noncuranza, di farti traboccare il cuore di tenerezza.

Come quando c'è stata la recita di Natale di Piccoloprincipe, che io ho cominciato a piangere a prescindere, anche se lui non era ancora salito sul palco.
O come quando sono entrata a sorpresa in classe dei Nanipiccoli, per la Giornata della Mamma al Nido, e loro non se lo aspettavano, e lo Scricciolo mi ha abbracciato con quelle braccine minuscole, ed è rimasto fermo, così, per cinque minuti buoni. Fermo, lui, è tutto dire.
O come quando il Morbido ti si spalma addosso languido, e ti dà di quei baci bagnati, con le labbra arricciate, e io gli passo le dita tra i capelli dritti come spaghetti, che di più belli al mondo non ce n'è.

Andando indietro...

Piccoloprincipe, che arriviamo sulla spiaggia e lui non riesce a trattenere la felicità, e salta a piedi uniti sulla riva, e il mondo si riempie dei suoi spruzzi.
Lo Scricciolo, che stava sempre sulle sue, poi si alzava, veniva vicino a me, mi appoggiava la guancia su una gamba, stava un po' lì e tornava a giocare per i fatti suoi.
Il Morbido, con la mia borsa fucsia(n) a tracolla, le scarpe della nonna ai piedi e gli occhiali da sole del padre sul naso.

Ancora più indietro...

Quella volta che cambiavo Piccoloprincipe sul fasciatoio, lui aveva pochi giorni, io lo accarezzavo e lo massaggiavo, lui mi ha piantato negli occhi i suoi occhi enormi e io ho sentito distintamente che amore più grande di quello al mondo non ce n'era, né ce ne sarebbe mai stato.

Quando poi ho scoperto che invece sì, ce n'era, ne avevo messo da parte un po', e l'ho tirato fuori insieme allo Scricciolo, che è scivolato via da me per primo, urlando come un aquila, e al Morbido, che invece non ha pianto, e non respirava, e tutti lì intorno a cercare di rianimalo, e io vedevo solo la sua testolina ferma, e intanto affogavo in un pozzo nero, ma invece poi lui ha pianto, e io ho respirato.

E ancora...

Quando la domenica mattina giochiamo tutti e cinque nel lettone, poi lo Scricciolo si stufa subito e vuole andare li llà.
Quando Piccoloprincipe traduce il linguaggio spesso oscuro di quei due bassetti, perchè bene bene li capisce solo lui.
Quando vedo i loro tre profili allineati che osservano concentrati un libro, un gioco. Così diversi, così fratelli.

Quando entro in camera loro di notte, sento i loro respiri lievi, il loro odore ovunque, li guardo dormire e so che stanno sognando cose belle.


lunedì 11 giugno 2012

Spannolinamento gemellare, abbiamo iniziato anche noi

Niente, tutto sta a farsi coraggio.
Il resto verrà da sè, in fondo, mica sono i primi bambini a togliere il pannolino, no?
E non son neanche tanto piccoli, due anni e mezzo, ce la possono fare.

E' che dicono che, una volta che inizi, non puoi più tornare indietro (una strada senza ritorno, un viaggio con biglietto di sola andata, una dipendenza da sostanze stupefacenti, ok la smetto), e quindi tu stai lì, che decidi scientemente di rovinarti con le tue mani.

Ma poi, chi l'ha inventata sta regola che alla materna non puoi andare se non hai tolto il pannolino? Ah non ve l'ho detto, che li hanno ammessi alla scuola materna, la stessa di Piccoloproncipe? Sì, sono molto felice. Ma adesso non ho tempo di gioire, che ho una ventina di minuscole mutande da lavare.

Che poi, secondo me l'idea delle educatrici era stata geniale: cominciate con lo Scricciolo, che ci sembra più pronto, e quando lui ha preso un po' il via iniziate con il Morbido. Magari la voglia di imitare/emulare il fratello vi aiuterà pure.

E allora, venerdì pomeriggio abbiamo tolto il pannolo allo Scricciolo, non senza ripetute spiegazioni sul senso profondo dell'avere una mutandina addosso, e sul fatto che la pipì non si fa nè per terra, nè sulla sedia, nè sul triciclo, nè sul divano, e via così.

Epperò, oggi, il sacro fuoco della par condicio* ha colto YY, che dimentico della ventina di spisciazzate fuori sede del week end e galvanizzato dal mezzo successo dello Scricciolo al nido (si è bagnato una volta sola) ha proposto di toglierlo oggi anche al Morbido.

E niente, stasera era tutto un andirvieni tra gabinetto, mamma pipì, pulisci questa cacca, mamma fatta petterra, mamma devo fare la cacca anche io, pecchè qui è mignato?, e dulcis in fundo sospetto che ci sia pure un virus intestinale in agguato.

Ecco, in questi casi che si fa? Si continua lo stesso, o nella nazi-regola di cui sopra (una volta che inizi etc.) è prevista una deroga per diarroici?

aiut.


*update - stamattina l'ho capito: non era par condicio, è paraculaggine. Così i primi tragici giorni  di pipì libera se li smazzano le maestre.


mercoledì 6 giugno 2012

Il bulbo del vicino...

Poi non dite che non mantengo le promesse.

Perché ve lo avevo detto, no, che sarei tornata sul progetto giardinaggio che Piccoloprincipe ha fatto a scuola, e voi tutte non vedevate l'ora di saperne di più vero? Modalità intro-cojona: off.

E insomma, c'è che da un mesetto, tutti i giovedì, la classe di Piccolprincipe si ferma a scuola un'ora in più per quello che gli addetti ai lavori chiamano confidenzialmente - e pomposamente - il Progetto.

Oltre a seminare piantine e devastazione in cortile, i pollicetti verdi hanno allestito una piccola serra in classe (inciso doveroso: il prode YY, che in casa non monta una mensola neanche se lo paghi in buoni benzina, si è gentilmente offerto per collaborare alla costruzione della medesima, con grande orgoglio del rampollo, a cui il suo amico del cuore G. ha dichiarato solennemente: 'tuo padre è un bravo costruttore').

Nella serra, ogni bambino ha il suo bel vasetto con la terra, contraddistinto da una bandierina col nome, in cui ha piantato un bulbo: una dopo l'altra, le piantine hanno iniziato a spuntare, e quindi ogni giorno orde di nani si affollano a controllare chi ce l'ha più alta (ahem).

Succede che Piccoloprincipe (talis mater) non ha granché fortuna con le piante, e la sua piantina cresceva un po' piccola e sfigata. E lui chiaramente si indispettiva.

Un giorno lo vado a prendere e "Mamma corri! Vieni a vedere! La mia piantina è la più alta di tutte!"
Cerco la bandierina col nome del nostro, guardo il vasetto e, in effetti, il fuscello stortignaccolo di qualche giorno prima esibiva una ripresa incredibile, era spuntata anche qualche foglia.

"Ma che bello, amore! E' proprio cresciuta tantiss... ahem... scusa, ma il tuo vasetto non era a sinistra? E adesso che lo guardo bene, mi sembra che fosse più stretto..."

E' che le dovevano fissare con una gittata di cemento, quelle bandierine, altro che storie.