martedì 25 settembre 2012

Tutti a scuola! - il seguito

I primi due giorni c'è stata un po' di maretta, soprattutto per un intoppo, diciamo così, burocratico.

[Apro una noiosa parentesi che potete anche saltare a piè pari, se volete. Ma anche no.
E' che avevamo richiesto di dividere i nanipiccoli (non senza pensarci su un bel po'), ma alla riunione del venerdì precedente l'inizio della scuola scopriamo che li hanno messi assieme ("evvabbè, ormai... lasciateli insieme no? sai come so' contenti!" cit. le nonne).
Allora siamo andati in segreteria per segnalarlo, e la tipa ci ha detto che avrebbe fatto il possbile.
Poi martedì, primo giorno, in effetti leggiamo sugli elenchi che li hanno divisi; senonché, il pomeriggio stesso, scopriamo che hanno di nuovo cambiato le cose, e spostato il Morbido nella classe di Piccoloprincipe (!), presumibilmente per far posto a un bambino che voleva stare con gli amichetti del nido (!!).
Siamo tornati di nuovo in segreteria, stavolta un po' incaxxati, e la tipa ci fa "Ah, manco co' sto fratello va bene in classe insieme?" Veda un po' lei...
Poi è andata a finire a tarallucci e vino, con la tipa che si lamentava che dovevano essere in cinque in segreteria e invece sono in due, e i tagli, e la crisi, e secondo me comunque adesso un po' ci odia, per cui, quando faremo domanda per l'iscrizione in prima elementare di Piccoloprincipe, molto probabilmente ci metterà nella sezione sfigata.
Per farla breve, comunque alla fine il Morbido è stato messo in un'altra classe, che non è nè quella di Piccoloprincipe, nè quella dello Scricciolo, nè quella in cui aveva fatti i primi due giorni di inserimento. E insomma, la scuola dell'infanzia l'abbiamo colonizzata per bene.]

E loro? Come si sono comportati loro?

Intanto, fatemelo dire, vederli tutti e tre, con i loro zainetti in spalla, correre ridendo verso il cancello della scuola, è una cosa da farsi scendere la lacrimuccia. Che però a me non è scesa, perché nel frattempo potevano deviare ed andarsi a buttare sotto una macchina, pertanto meglio tenere gli occhi aperti (e asciutti).

Poi, il Morbido, che è ragazzo di parola, ha mantenuto quanto annunciato.
In effetti, "ha piangiuto". Solo i primi due giorni però, e solo all'inizio.
Considerato che lui è notoriamente un frignone e che è stato sballottato tra due/tre classi per i primi due giorni, direi che non è andata male.

Lo Scricciolo, che a dispetto delle apparenze è un vero duro, invece non ha fatto una piega. La maestra dice che fa un po' troppo come gli pare (chi si ricorda?), ma insomma, pian piano imparerà no?

E Piccoloprincipe? Ecco, lui è il nostro infiltrato. Ci racconta gustosi aneddoti del tipo:

"Stamattina sono andato a trovare il Morbido. L'ho accompagnato a fare la pipì. E poi l'ho pulito."
"A pranzo stavo vicino al Morbido, abbiamo chiacchierato un po'. Con lo Scricciolo no, lui era troppo concentrato a mangiare il gelato, e non mi ha sentito."
"Oggi pomeriggio ho incontrato i fratellini nel cortile. Li ho abbracciati e gli ho dato anche un bacetto."

Sì, lo so cosa state pensando. Che teneri.

Pensate che il primo giorno, quando siamo andati a riprenderli, i due gemelli brutalmente separati dai crudeli genitori (cit. quello che pensano le nonne) si sono corsi incontro e abbracciati come se non si vedessero da un secolo, ignorandoci bellamente.

Sì, proprio teneri.

Poi però a casa si prendono a mazzate fino all'ora di andare a dormire eh. Per recuperare.

mercoledì 19 settembre 2012

Le nostre vacanze, un pezzetto solo però

Ma sì, creiamola un po' di suspance prima della seconda parte di "Tutti a scuola"!

E così, di palo in frasca, butto dentro questo post un po' di roba dell'estate, che io da pessima blogger mica l'ho fatto il resoconto delle vacanze. (sciagur'ammè, sciaguramm'è. cit.)

La prima parte delle vacanze, come avrete intuito, l'abbiamo passata a MioPaese, e niente, ogni volta che ci vado mi incanto.

Mi incanto per le colline morbide intorno, per il tramonto sul golfo, lontano lontano, che vi giuro è il tramonto più bello del mondo. Per dire, dà una pista anche a quello africano, e quello africano, in mezzo alla savana, è un signor tramonto eh.

Mi incanto per i tempi, lentissimi, che penso ogni volta che qui sia impossibile essere stressati; che, per fare la spesa, esci cinque o sei volte, una per comprare il latte, una per la verdura, una per la pizza che esce solo qualche giorno alla settimana alle sette di sera, un'altra per la carne e una perchè hai dimenticato qualcosa. E non vai mai di fretta.

Poi, mi incanto per la gente: le vecchiette sedute sull'uscio della porta, ogni anno più piccole e leggere; l'impiegato delle poste che è uno solo e si annoia a morte tutto l'anno, e poi quando arriva l'estate va fuori di testa perchè fuori c'è la fila, e allora si mette due giorni in malattia. E i ragazzi che frequentavo da ragazzina, che adesso sono quasi tutti genitori: il bello del villaggio, che ha un bambino biondo, e ancora l'occhio un po' malandrino; i fidanzati storici, che sono stati insieme dodici anni, poi si sono lasciati, sposati con altre persone, e hanno avuto, tutti e due, separatamente, due gemelle; e quella che era la più carina e invece non si è mai sposata, e la gente si chiede ancora il perché.

E infine, mi incanto negli occhi dei miei bambini, per come si stupiscono di tutto: dell'erba, degli insetti, delle avventure che si inventano nell'orto (Piccoloprincipe in testa, e gli altri tutti dietro), del fiume da esplorare a piedini nudi, stando attenti a non scivolare sui sassi, degli animali che in città non vedranno mai, di tutte le cose che a casa non possono fare mai.

Mi incanto per quanto sono felici, per quanto siamo felici, qui.

lunedì 17 settembre 2012

Tutti a scuola! - antefatto

La settimana prima c'è stata la preparazione "pratica"...

- 6 grembiulini nuovi da comprare, 3 per il Morbido, che si è dato un sacco di arie perché gli abbiamo trovato quello con il ricamo di una "moto col cacco" (moto con motociclista che indossa un casco) e 3 per Piccoloprincipe, perché sialodatoilcielo anche lui è cresciuto di qualche centimetro, e la taglia 30 mesi gli va oggettivamente piccola. Lo Scricciolo si è dovuto accontentare dei vecchi grembiulini del fratello maggiore, perché quest'anno la taglia più piccola reperita in giro è stata 3 anni, e lui, minuscolo, ci sguazza dentro.

- 2 zainetti nuovi di pacca per i nanipiccoli, che quest'anno, con l'ingresso alla materna, abbandonano le democratiche (ed economicissime!) sacche di tela dell'asilo nido. Anche stavolta siamo riusciti nell'impresa di evitare Gormiti, Ben Ten e mostri vari. Un dignitosissimo Tom&Jerry per il Morbido e un costosissimo Simba per lo Scricciolo (e vabbè, visto che ha i grembiulini usati, ci sta!) hanno accontentato grandi e piccini.

Il giorno prima ci sono state le chiacchiere buttate lì, per farli abituare all'idea...

Io: "Ma non siete contentiii!!! Domani andate alla scuola dei grandiii! A scuola con Piccoloprincipeee!"

Pp: "Mamma, glielo dico io ai fratellini com'è la mia scuola: c'è un cortile grande con una discesa, un campo con tanti sedili dove una volta è venuta la banda, però adesso la banda non c'è, un giardino dove una volta abbiamo visto una lumaca, un vermicello e persino un ragnetto piccolo; vi danno la lasagna ma anche la minestrina, il pollo, le patate, i biscotti con la Nutella (S: vojo Munella!) e anche la frutta. Poi vi insegno un trucchetto per rinfrescare la pesca, basta che la metti in un bicchiere con l'acqua (M: Io s'ho tanta sete!). Ecco, a scuola c'è tutto questo. Alla mia scuola. E dopo merenda ci viene a prendere mamma a tutti e tre."

S: " 'iamo nesso?" (ci andiamo adesso?)

M: "pelò io piangio."


(continua...)



lunedì 10 settembre 2012

Bisnonna

Questo post me lo sono scritto in testa quando eravamo a MioPaese, a ferragosto o giù di lì. Lo pubblico solo ora perché io sono una tempestiva.

Bisnonna è la presenza silenziosa che, in questi giorni che trascorriamo a MioPaese, si aggira per la casa, e tu neanche te ne accorgi.

Bisnonna è minuta, curva, con i capelli bianchi; la sera, quando si toglie la dentiera, cambia faccia ed è la Befana uguale uguale.

Bisnonna ogni tanto ritrova il cipiglio fiero di quando la chiamavano "la comandante", ma ormai non ce la fa più tanto, si arrende prima.

Bisnonna veste sempre di nero, grigio o blu: lo fa da quando è morto suo marito, il nonno di cui porto il nome. Lei aveva 58 anni, ora ne ha 92: 34 anni di nero, grigio e blu (per i primi venti, solo nero, a voler essere precisi).

Bisnonna mi ha raccontato le storie della guerra, di nonno che è tornato dalla Russia con i piedi amputati, di anni di fame e povertà, di mio padre allattato con latte di asina perché lei non ne aveva, dei due figli maschi che invece erano tre, perchè uno lo perse al quarto mese per il calcio di un somaro, e di mio nonno che invece voleva una femmina, perché così non sarebbe andata mai in guerra. E allora, quando sono arrivata io, la prima nipote e per giunta femmina, impazzì di gioia.

Adesso chissà se le ricorda ancora, Bisnonna, tutte queste cose, adesso che si è così rimpicciolita; o forse sì, se le ricorda tutte, e se le tiene strette dentro, a farle compagnia; magari pensa che, tanto, non interessano a nessuno.

Bisnonna ha quattro bisnipoti, e in questi giorni ce li ha tutti intorno. Lei se li rimira come oggetti preziosi, ci si siede vicino e canta loro le stesse canzoncine che cantava a me, con quella sua voce un po' roca e stonata.

Loro la guardano, prima sospettosi, poi incuriositi, infine fiduciosi. E giorno dopo giorno Bisnonna si conquista il suo posto, e diventa un pezzo dei loro ricordi, questa vecchina che sembra uscita da un libro di favole, che ha la pelle sottile come carta velina, i capelli bianchi, sempre vestita di nero, grigio o blu.

martedì 4 settembre 2012

Benvenuto

La stanza era in penombra, silenziosa, c'erano solo loro due.

Lei era seduta su una seggiolina di legno, con una camicia da notte rosa, il volto stanco, ma con una dolcezza nuova.
Lui si dava un sacco di arie con la sua maglietta azzurra e i piedini nudi, minuscoli.

Lei si muoveva a fatica, ma voleva fare da sola.
Lui esigeva quanto gli spettava, e dopo qualche acrobazia lo otteneva.

E allora loro stavano lì, distesi, nella penombra, nel silenzio.

Lei adorante, incerta, meravigliata.
Lui despota, appagato, sussiegoso.

Più tardi...

Chiede l'infermiera alla mamma:
"Come va?"
"Stiamo facendo conoscenza, stiamo capendo come funziona. Tutti e due."

Chiedo io al papà:
"Sei pronto per questa avventura?"
"Non mi sono mai chiesto se sono pronto. Perché se to le chiedi per davvero, è ovvio che la risposta è no. Non siamo mai pronti".

Benvenuto, piccolo maratoneta.
Tranquillo, sei in buone mani.