martedì 4 settembre 2012

Benvenuto

La stanza era in penombra, silenziosa, c'erano solo loro due.

Lei era seduta su una seggiolina di legno, con una camicia da notte rosa, il volto stanco, ma con una dolcezza nuova.
Lui si dava un sacco di arie con la sua maglietta azzurra e i piedini nudi, minuscoli.

Lei si muoveva a fatica, ma voleva fare da sola.
Lui esigeva quanto gli spettava, e dopo qualche acrobazia lo otteneva.

E allora loro stavano lì, distesi, nella penombra, nel silenzio.

Lei adorante, incerta, meravigliata.
Lui despota, appagato, sussiegoso.

Più tardi...

Chiede l'infermiera alla mamma:
"Come va?"
"Stiamo facendo conoscenza, stiamo capendo come funziona. Tutti e due."

Chiedo io al papà:
"Sei pronto per questa avventura?"
"Non mi sono mai chiesto se sono pronto. Perché se to le chiedi per davvero, è ovvio che la risposta è no. Non siamo mai pronti".

Benvenuto, piccolo maratoneta.
Tranquillo, sei in buone mani.

1 commento:

verdeacqua ha detto...

l'importante non esserse pronti, ma crescere e imparare... Se in quel momento avessi chiesto al piccolo maratoneta se era pronto a uscire,a lasciare il calduccio e le comodità, dubito che ti avrebbe risposto di si!