mercoledì 7 novembre 2012

Mamma, il bacio

Di nuovo martedì, stavolta in piscina ce lo accompagno io.
Ma è uno di quei giorni in cui Pp è senza freni.

Fuori dalla scuola scappa in cortile (e i due piccoletti dietro), e mi ci vogliono 10 minuti per ricompattare le legioni.

Dal parcheggio alla piscina è tutto un capriccio: vede il gatto, vuole stare a guardare il gatto, vuole accarezzare il gatto, vuole che gli compriamo un gatto.

Nello spogliatoio, ancora tutto vestito, comincia a fare lo slalom tra panche e borse, poi si lagna perché è tutto sudato, visto che io gli ho messo "questa maglietta piena di lana".

Prima di entrare in piscina è fuori controllo, corre come un matto per il corridoio urlando come attilaflagellodiddio e facendo proseliti tra altri bambini furiosi.

[In questi momenti i miei limiti come madre mi appaiono lampanti: no, non ce l'ho proprio quell'autorità che ad alcune mamme consente, con un'alzata di sopracciglia o il tono appena un po' più fermo, di farsi obbedire. Non sono stata brava in questo, o forse, chissà, mi è capitato un elemento particolarmente difficile (brava, bella scusa.)]

Finalmente arriva il momento di entrare in vasca: lui e i suoi seguaci furibondi si infilano sgomitando tra gli altri, l'ingrato neanche mi saluta.

Penso che fa niente, se l'anno scorso entrava accompagnato da me e adesso vuole dare la mano al mejo amico suo del nuoto, Giancarlo. Anzi, penso che va bene così, lasciarli andare è un po' anche questo. E poi, sono ancora un po' arrabbiata per il suo comportamento di prima.

Poi sento qualcosa che mi tira la giacca, abbasso gli occhi, c'è lui che sbuca tra le gambe degli altri genitori ammassati davanti all'entrata.

- Che c'è?
- Il bacio.
- Eh? Non sento!
- Il bacio, mamma!

Mi tira giù, con quella sua grazia da scotennatore di cinghiali, mi stampa un bacio sulla guancia.
Aspetta.

- ...
- Ahò, me lo vuoi dare pure te 'sto bacio???

Certo che te lo dò, piccolo tiranno che non sei altro. Ma occhio che mo' te lo cambio, il nickname. Piccoloprincipe, tsè.



 

venerdì 2 novembre 2012

Ecco cos'era

Martedì pomeriggio, di un pomeriggio un po' uggioso e decisamente freddo.

Piccoloprincipe è al corso di nuoto con YY (S: vojo andare anche io pessìna! pecchè io no?), per farmi perdonare del trattamento decisamente iniquo propongo ai nanipiccoli di rintanarci nel lettone: mi cimenterò nell'eroica impresa di leggere loro un libro. [Notate l'articolo, indeterminativo singolare.]

Loro accolgono festanti la proposta, e portano sul malcapitato talamo i seguenti tomi:

- libro di fiabe classiche
- libro del Re Leone
- libro di Pina la Topina che guida il pulmino della scuola
- libro sui dinosauri
- librino mini-mini-minuscolo sulla giornata di una famiglia di cagnolini

Indovinate da quale abbiamo cominciato?

E dunque, ci accomodiamo e alla prima pagina ci accoglie la seguente descrizione: "La mattina i cuccioli fanno colazione bevendo il latte della mamma" con illustrazione della mamma che allatta i quattro cagnolini.

M: "Pecchè loro la manzano?"
Io: "Non la stanno mangiando... bevono il latte."
M: "Pecchè da lì?" (tocca)
Io: "Perchè quando sono molto piccoli, i cagnolini bevono il latte dalla mamma, da qui (tocco)... non solo i cagnolini, anche i bambini!"
M (sorride): "Anche io?"
Io: "Certo, anche tu!"
(ritengo opportuno sorvolare sul concetto di aggiunta, allattamento misto, Scricciolo che non si attaccava bene, poi sì, poi no, poi allattamento in tandem, poi alternato, poi non je l'ho fatta più e al quarto mese ho mollato, e sono sopravvissuta lo stesso, e loro pure. Poi un giorno ve la racconterò bene, la storia del mio allattamento gemellare)
S (fino ad allora silenzioso e riflettente): "E me?"
Io: "Anche tu!"
S (con il vocione da cavernicolo che gli esce inspiegabilemente dal corpo minuscolo quando vuole dare particolare enfasi alle sue parole): "NOOOO! IO THÈÈÈÈÈÈÈ!!!"

...

Ecco cos'era. Altro che iperattività, altro che nervosismo, altro che vivacità.
Solo un eccesso di teina.