lunedì 17 dicembre 2012

Letterina a Babbo Natale (con truffa)

Piccoloprincipe aveva quasi tre anni, quel Natale in cui mi accingevo a scrivere per lui la letterina a Babbo Natale, e lui mi fece scrivere A (i dettagli qui).

Negli ultimi anni la tecnica si è raffinata, e il diabolico biondino ne ha fatta un'altre delle sue.

Antefatto: come tutti i migliori educatori, YY è uno che elargisce punizioni sadiche e a lungo termine con grande entusiasmo. Salvo poi non metterle in atto. Hai voglia a spiegargli che così la "punizione" perde il suo valore - semmai ne avesse - di gesto esemplare e nello stesso tempo il genitore perde credibilità. Gna' fa, a lui gli piace proprio.

E così, un mesetto fa circa, YY minacciò Piccoloprincipe che al compimento delle 20 malefatte consecutive (dove per malefatte si annoverano capricci per alzarsi la mattina, liti con i fratelli, maestre con le mani nei capelli, lamentazioni di vario genere a tavola etc.) avrebbe contattato personalmente Babbo Natale, per intimargli di non portare regali al nostro, quest'anno.

Le 20 malefatte sono state raggiunte nel giro di una decina di giorni (lo so che non ci credete, ma in un angolino dell'agenda che tengo in cucina per gli appunti random, c'era scritto piccolo piccolo "punizioni Piccoloprincipe" e poi tante crocette). Pp ne ha preso atto con un certo distacco.

E arriviamo al dunque.

Domenica pomeriggio Pp è rimasto a casa della nonna, come spesso ci chiede di fare quando andiamo a pranzo lì.

Telefonata della nonna in serata (ignara dell'antefatto) per rendicontarmi la giornata: "Tutto a posto, ha disegnato, ha guardato un po' la TV, ha fatto merenda... ah, poi mi ha chiesto carta e penna per scrivere la letterina a Babbo Natale..."

"... ah sì? E... aehm... che ha scritto?"

"Mah, ha scritto tutti i giocattoli che vuole, anche abbastanza bene sai! E poi mi ha chiesto se domani mattina vado subito a spedirla all'ufficio postale... che non c'era bisogno di dirlo a papà..."




mercoledì 12 dicembre 2012

Cose che accadono sotto Natale

Ne avevo sentito parlare, di questo blocco del blogger. Eccolo.

Latito, ma non perché non ci sia niente da raccontare.

E' solo che quando penso che potrei giusto scriverci un post, non ho il tempo per farlo, e quando ho il tempo per farlo decido che lo faccio domani, tanto più se in tv passano la centosettesima replica di "Una mamma per amica", con quelle due matte di mamma e figlia che poi sono il mio modello di vita, sapevatelo.

Comunque le cose accadono eh.

Accade che abbiamo fatto l'albero di Natale mentre i bimbi dormivano, e quando si sono svegliati sono impazziti, e Piccoloprincipe ha detto che quest'anno era il più bello di sempre, si vedeva che stavolta l'avevano fatto i folletti.

Accade che abbiamo appeso il Calendario dell'Avvento, è sempre lo stesso degli altri anni, un albero di Natale in stoffa con tante taschine dove nascondere 3 dolcetti al giorno; ma non so quest'anno quanto resisterà alle incursioni dei famelici nanipiccoli, che quando nessuno li vede spostano sedie e inventano fantasiosi sistemi di arrampicamento libero.

Accade che quest'anno alla scuola materna non si farà la Recita di Natale, per motivi di spazio e anche un po' di tagli, e sebbene io sia pienamente consapevole che alla fine le recite scolastiche sono più per i genitori che per i bambini (soprattutto se piccoli), un po' dispiaciuta lo sono... ma pazienza. Vorrà dire che chiederò a Piccoloprincipe di cantarmi qualcosa in privato, mentre il Morbido farà le sue mossette e lo Scricciolo li guarderà disgustati, perché lui non si presta mica a queste buffonate.

Accade che ho scoperto il magico mondo dello shopping on line (sempre al passo coi tempi io, vero?), e un sacco di regali di Natale li sto facendo così... e niente, levateme la prepagata.



sabato 1 dicembre 2012

Tre anni

Tre anni fa, a quest'ora (sto scrivendo la sera del giorno prima, ndT), mi avevano parcheggiato in corsia, su una sedia a rotelle, con il monitoraggio attaccato. Poi finalmente si liberò una sala parto, che guarda caso era la stessa identica dove un anno e dieci mesi prima era nato vostro fratello.

Fu una notte tutto sommato tranquilla, che detto così fa un po' ridere visto che stiamo parlando di un  parto gemellare naturale; eppure fu tutto molto più semplice che con Piccoloprincipe. L'epidurale funzionò alla grande, le contrazioni fecero il loro dovere, e tu Scricciolo fosti molto collaborativo nel farti strada.

Tu no, Morbido, tu ci rubasti quei dieci/quindici anni di vita, perché appena nato non respiravi, e io ricordo solo la tua testolina immobile circondata da centomila dottori, e la mia testa piena di vento. Poi, finalmente, hai pianto, e adesso quando ti ostini nelle tue frigne mi viene da pensare che forse stai cercando di recuperare il tempo perduto.

Ed ecco, oggi vi sveglierete, e avrete tre anni.

Vi sveglierete, e lo Scricciolo avrà una dannata tosse, ma lo stesso chiederà se è oggi la festa, e se è oggi la torta, e poi dirà "Metti Pippi!".

Vi sveglierete, e il Morbido sorriderà con gli occhi enormi e la lingua tra i denti, e poi andrà a riempire la sua borsa di cianfrusaglie, salirà sul triciclo, metterà il casco e dirà che va a fare la spesa.

Vi sveglierete, e il Morbido non dirà più blitto (libro), e lo Scricciolo non dirà più 'nesso (adesso), e io penserò che siete cresciuti anche voi, e che tre anni sono proprio una bella età.