mercoledì 24 luglio 2013

I miei primi 10 km

ovvero Io, la runner de noantri

Ho cominciato a correre a marzo. Mi sono detta ok, e la piscina quest’anno l’hai cannata, la palestra non ti piace, il corso di zumba lo fanno ad orari incompatibili con la collaudata routine quotidiana: adesso alza le chiappe e fai qualcosa.
Detto fatto.

Ho googlato qualcosa come “tabelle per iniziare a correre” e mi è uscito un abbordabilissimo programmino che per le prime uscite chiedeva di correre solo 6 minuti di seguito, poi camminata di 3 minuti e di nuovo corsa di 6, e così per 5 volte. Nelle successive uscite si andava gradualmente ad aumentare i tempi di corsa e a diminuire quelli di camminata, fino ad arrivare al cosiddetto “obiettivo del principiante”: correre 10 km.
Mi è sembrato fattibile. Ho messo le scarpe, sono scesa e sono partita, così, sotto casa, senza una ben chiara idea del tragitto da percorrere. E ho portato a termine l’allenamento, senza grosse difficoltà devo ammettere.

Da allora sono successe delle cose: ho cominciato ad ascoltare musica mentre corro e adesso ho una mia playlist per gli allenamenti, ho comprato delle scarpe adatte al running perché a metà aprile mi si è gonfiata una caviglia e ho dovuto fermarmi per tre settimane, ho scaricato Endomondo sul cellulare per tenere d'occhio tempi e km percorsi, ho abbandonato gli intermezzi di camminata e iniziato a correre per un’ora consecutiva, ho scoperto che sul web c'è un sacco di gente che corre, e ne parla, e ne scrive, e io li leggo avidamente.
E insomma, da marzo ad oggi, due volte a settimana – ma qualche volta una sola – io me ne parto sempre per il solito giro sotto casa (ma prima o poi dirò ciaociao all’asfalto e attaccherò una qualsiasi villa a portata di macchina), con le mie scarpe nere e azzurre, un orologio di gomma, il mio nuovo completo tecnico - regalo di compleanno da parte di un amico runner che si è finalmente convinto che faccio sul serio, e che quindi la maglietta di hello kitty e la tuta sbrindellata avevano fatto il loto tempo – e corro.

E qualche volta la mattina vorrei raggomitolarmi sotto le lenzuola e fare finta di niente, e continuare a dormire, ma poi penso a quanto mi sentirò in colpa e di cattivo umore, e a quanto invece starò bene se vinco la pigrizia, e allora vado.

Perché ho scoperto che quella faccenda delle endorfine è vera. Ovvero, dopo che hai corso sei felice. Vi paresse poco.

E così, sabato, ho raggiunto il primo vero traguardo della mia carriera di runner: correre 10 km senza mai fermarmi. I tempi sono quelli del bradipo, ben un'ora e quindici minuti, abbondantemente sopra il "test del moribondo".

Ma la soddisfazione, quella, non ve la so raccontare, e non c'è misurazione che tenga.
 

venerdì 19 luglio 2013

Tra me e me ovvero Riassunto delle puntate precedenti

- Ehi tu, te lo ricordi che hai un blog?

- Ahem, certo che me lo ricordo... ci entro tutti i giorni, che mi fa comodo il blogroll sulla destra per andare a leggere quelli degli altri.

- Vergognati. Come se non ne avessi, di cose da raccontare!

- In verità (intercalare vagamente evangelico molto in voga in questo periodo tra la naneria), è proprio perché ho avuto un po' da fare che...

- Piantala, è che sei pigra. Non hai scritto niente neanche in occasione della fine della scuola. La recita dei bimbi, tu che ti sei commossa come una scema pure se stavano ballando "Mamma mia" degli Abba che non è che sia proprio una melodia strappalacrime, Piccoloprincipe che si è diplomato con profitto, lui che il secondo giorno di asilo - te lo ricordi? aveva ancora i ricci - era già l'anarchico della classe, lo Scricciolo che tu pensavi sarebbe stato in un angolo in disparte e invece ha fatto il pazzo in prima fila, il Morbido che ha fatto tutte le mossette giuste e poi salutava e rideva...

- Lo so, hai ragione, ce ne sarebbero state di cose da raccontare. Ma davvero, anche adesso che vanno al centro estivo, è tutta una corsa il pomeriggio, vai a riprenderli, stendi in fretta, che altrimenti non si asciugano per domani, 3 accappatoi, 6 costumini e il cambio completo del Morbido che puntualmente entra in piscina vestito. E il pranzo al sacco da preparare per il giorno dopo? Che una volta esaurite quelle quattro idee - polpette, frittata, bastoncini di pesce, pasta fredda - non sai che minchia mandargli? E le merende, due al giorno per un totale di sei al dì per un totale di trenta a settimana, che loro vogliono rigorosamente diverse, e chi il salato, chi il dolce, e poi se le scambiano e uno ne mangia quattro, uno una e l'altro niente?

- Ti ho vista parecchio impegnata anche a scrivere nome e cognome sui vari zaini, cambi, creme e cappellini... scommetto che sei un po' pentita di aver dato loro nomi lunghetti.

- Ho risolto con le sigle. Comunque grande invenzione il centro estivo eh, loro si divertono da matti.

- Del resto, non avevi granché scelta, dacché i tuoi genitori, sangue del tuo sangue, stirpe della tua stirpe, dopo due settimane si sono offerti di pagartelo loro, il centro estivo, piuttosto che tenere ancora i tuoi figli, sangue del loro sangue, stirpe della loro stirpe almeno al 50%.

- Ahem, vabbè. Però ho orgogliosamente declinato la generosa offerta, sia messo agli atti.