giovedì 27 novembre 2014

Io, Tony e il dannato giro all'indietro

Il secondo mercoledì di settembre mi sono detta ma sì, andiamo.

Iniziava il corso di step e capitava giusto giusto nell'ora in cui Piccoloprincipe fa calcio, quindi sembrava tutto perfetto: lui su al quinto piano a sudare dietro un pallone, io giù al meno uno a volteggiare a tempo di musica.

Tra l'altro, avevo un preciso ricordo delle mie lezioni di step con Alba: lei, una tipa biondo platino sempre in calzoncini jeans sopra i fuseaux  (no, non si chiamavano ancora leggins), creava passo dopo passo bellissime coreografie e io ero piuttosto bravina.

Non avevo realizzato, però, che la mia ultima lezione di step non era stata un anno fa, e neanche tre o cinque. Neanche dieci.

Saranno vent'anni, così a lume di naso.

Non solo. La lezione del mercoledì che si incastra così perfettamente con la nostra complicata organizzazione settimanale è quella di step AVANZATO.

E ancora. Tony non è Alba, e comunque in vent'anni i metodi cambiano, le tecniche si evolvono e, ammettiamolo, i neuroni (miei) muoiono.

Perché ci vuole testa, più che fiato, per star dietro a Tony e alle sue più fedeli adepte,  quelle che si conoscono tutte, che vanno in giro a fare le masterclass, che si confrontano sul mezzo giro all'indietro mentre io ancora non capisco esattamente dove mi trovo: a quale punto della coreografia, in questo caso, e a volte pure nella vita.

E insomma, la prima lezione è stata un disastro. E pure la seconda e la terza.

Siamo sinceri, è tuttora un disastro. Ma ieri forse qualcosa è cambiato: ieri ho avuto finalmente chiarezza di cosa dovevo fare, anche se ancora non riuscivo a farlo. Cioè, nella mia testa la coreografia l'ho fatta tutta, poi da fuori ero ridicola, presumo.

Ma sono sulla buona strada, lo sento.

Tony, smettila di guardarmi con quell'aria rassegnata che intuisco anche se non vedo. Entro giugno vi avrò, a te e al tuo dannatissimo cambio di fronte con mezzo giro all'indietro.

martedì 25 novembre 2014

Quest'anno, un po' di cose

Oh beh, certo: forse qualche parola sul fatto che per oltre un anno non ho aggiornato il blog potrei spenderla, perché no.
 
In fondo, ci sono state un sacco di cose di mezzo.
 
C'è stata tutta la prima elementare di Piccoloprincipe,  che all'inizio proprio no, non si trovava, lui a ricreazione andava a cercare l'amico suo dell'asilo nell'altra sezione. E che dolore pensare che si sentiva solo, che in qualche modo gli era stato fatto un torto, che stretta al cuore quando mi chiedeva: "Ma l'anno prossimo starò di nuovo in classe con G.?"
 
E che sollievo ora,  invece, che i suoi compagni sono diventati "i suoi amici", che li vorrebbe invitare tutti i giorni tutti a casa, che fuori scuola li cerca ed è cercato, che è sereno, di nuovo lui, finalmente.
 
Ci sono stati i nanipiccoli,  che sono sbocciati come fiori selvatici, belli e terribili.
 
Lo Scricciolo ha avuto un anno di tosse, di terapie e di controlli, per questa sua sospetta asma che ancora nessuno ha capito bene. "Troppo bello per essere malato", lo ha definito una dottoressa. Un fenomeno, dicono tutti, un cosetto minuscolo che corre come il vento, salta come un grillo e si arrampica come un gatto. "Mai vista una cosa del genere", dice NonnoG, che per lui ha un debole (ricambiato).
 
Lo Scricciolo sa quello che vuole e allo stesso tempo cova un'insicurezza profonda, ha una sensibilità delicata ma non vuole farlo sapere in giro. Al mondo regala arie da duro e ruttini a bocca aperta.
 
Il Morbido ha affinato la sua innata indole di seduttore. Sbatte gli occhi enormi, sorride di quei dentini bianchi, inclina la testa, butta a caso due paroline (sbagliate) e ottiene tutto.
 
Il Morbido fa un sacco ridere perché dice "ammagrare" (dimagrire), "eraviamo" (eravamo), "aprito" (aperto) e quando non si ricorda una parola se la inventa, e poi ride, e io amo questo suo coraggio di sbagliare con leggerezza e ridere di sé.
 
Ci sono state tante altre cose poi, in questo anno e due mesi e qualcosa di blog-silenzio e di vita rumorosissima, ma ve lo racconto dopo, un po' per volta.

domenica 23 novembre 2014

Numeri

31 ore lavorative.
2 pause pranzo con le colleghe.

3 classi, 8 maestre, 74 compagni, 144 genitori.
1 incarico da rappresentante di classe.

9 feste di compleanno all'attivo da settembre.

1 corso di calcetto, 3 corsi di nuoto.

375 g. di cereali all'avena.
10 km di corsa, 50 vasche, 120 minuti di step coreografico.

1 kindle, 12 libri da leggere.

5 smalti, 20 unghie, 3 passate.

1 pesce rosso.

1 blog. Di nuovo. Forse.