lunedì 22 dicembre 2014

Un paio di ciabattine rosse

Le gare di nuoto sono una specie di inferno di caldo e cloro.
 
Per Piccoloprincipe era la prima volta, e anche per noi.
 
Prima, qualche foto scema, bacetti e in bocca al lupo, lui sorridente ma teso. Piccolissimo, nel suo accappatoio della Roma col numero 10 sulla schiena e nelle sue ciabattine rosse.
 
Poi, l'attesa. Interminabile.
 
Genitori accalcati sugli spalti, smartphone e macchine fotografiche sguainate, per non perdersi neanche una bracciata, uno schizzo, un sorpasso.
 
E lui, che non arrivava mai, perché erano una moltitudine, tra bambini e bambine, dal 2007 al 2010, per i 25 metri di dorso o stile.
 
Era pure difficile trovarlo, tra tutti quei costumini blu, quelle cuffie tutte uguali.
 
Mi concentro sui piedi, li scorro velocemente, finalmente le trovo, spiccano tra le altre: un paio di ciabattine rosse (numero trentuno). Risalgo con lo sguardo, conosco quelle gambette in ogni livido, la pancia morbida, il busto ancora così  bambino, arrivo agli occhi.
 
Anche lui ci sta cercando, si vede che è nervoso, poi finalmente ci trova e si apre in un sorriso.
Saluta, salta, fa le smorfie, si spara le pose.
 
E arriva il suo turno.
 
Piccoloprincipe è tante cose: geniale, fantasioso, arguto, poliedrico, ma non è un atleta.
 
Lo capiamo subito, da quando presentano la sua batteria di 7 bambini tutti molto più alti e formati di lui. Lo capiamo appena partono, e lo distaccano subito, lo sappiamo che non arriverà primo, secondo o terzo. Neanche quarto o quinto.
 
Sento una piccola stretta, per lui... ci resterà male.
 
Lo guardo muovere le gambe ritmicamente, le braccia non sono proprio coordinate, le guance si accendono. È affaticato, ma non si ferma, non si gira per vedere quanto manca e non si appende come al solito al cordone della corsia.
 
Continua fino alla fine. E arriva. Ultimo, ma arriva.
 
"Bravissimo amore!'"
"A che posto sono arrivato?"
"Mah, non lo sappiamo... mi sembra a pari merito con quello vicino a te..."
"E comunque la classifica è complessiva, vedono i tempi di tutti, a seconda dell'anno di nascita e poi..."
"Guarda, mi hanno dato la medaglia, un succo e un pandorino... posso mangiarlo subito?"
 
 

venerdì 19 dicembre 2014

Bipolarismo fraterno

Ore 19.20, cena

- Ma è vero che quando noi avremo i tuoi anni, tu non se ne avrai come noi?

- No, ovvio. Io ce ne avrò sempre di più.

- E quindi muori prima? Io non voglio che te ne vai mai, voglio stare sempre con te in questa casa.
 
- E vogliamo che ci lezzi sempre i biglietti della cazza al tesoro del Calendario dell'Avvento.
 
- Ma guarda che quando avremo tantissimi anni, tipo quaranta*, e mamma e papà saranno vecchissimi, noi non staremo più tutti in questa casa. Ognuno avrà una casa sua.
 
- Ma io voglio stare sempre con te perché ti voglio benissimo.
 
- Lo so, che mi vuoi benissimo, ma prima o poi...


Ore 20.05, dopocena

- Mammaaaaa!!! Il Morbido mi ha rubato il posto sul divano, vicino alla finestraaaaaaaaaaaaaaaa!!!

- Pezzo per te, che ti sei alzato!

- Mamma, i fratellini mi danno fastidiooooooooooooooooo!

- Uaaaahhhrggghh! Ho bbattuto la testa! Lui mi ha spintoooooooooooooooo!

- Non è vero, lui mi è salito addosso e io mi sono girato e lui è caduto dal divano da solo.

- Io ho anche provato a trattenerlo, ma non c'è stato niente da fare.


 
 * argh
 

mercoledì 17 dicembre 2014

3 colloqui 3

"È collaborativo, rispetta le regole, assolve gli incarichi con responsabilità.
È migliorato nel disegno, è molto più sicuro di sé, ripassa bene i contorni.
È un gran chiacchierone, racconta tutto quello che succede a casa, parla sempre del papà  ("... e della mamma?", "Mah, sa, la figura maschile a questa età...", "Umpf").
È molto vivace, ha il suo gruppo di amici con cui fa il pazzo, ma nessun legame troppo ossessivo.
Siamo molto  contente dello Scricciolo."

"Ecco i suoi lavori. Vedi? Non ha ancora acquisito lo schema corporeo. Non colora nei bordi, si stufa subito, non riesce a concentrarsi per più di tanto.
Deve capire che esiste il momento dell'impegno, lui invece vuole solo giocare. Deve esercitarsi molto nel disegno... come un bambino disegna ora, ci dice come scriverà poi.
("E per il linguaggio? Questi difetti di pronuncia che ha?", "Teniamoli sotto controllo")
Però è furbissimo, intelligente, creativo.
Nel gruppo è un leader, un seduttore.
È un bambino molto gioioso.
Per la prima elementare, consiglieremo sicuramente di dividerlo dagli altri scatenati della classe.
Bisognerà lavorare molto con il Morbido quest'anno."

"Che dire? Ci fa morire: è un adulto in miniatura.
Va ancora contenuto, ma lui è così... però quest'anno rispetta le regole tranquillamente. È vivace ma non maleducato.
Si è perfettamente integrato, è un leader, molto molto leader.
È un pezzo avanti, uno stimolo continuo per la classe, va sempre oltre e i suoi interventi sono sempre pertinenti: ha molto da dire.
Ha un bellissimo corsivo ("Davvero? A me sembra un pasticcione!", "Assolutamente no!"), è velocissimo nei calcoli, deve solo imparare a concentrarsi di più, a non fare tutto di corsa.
Ha una mente scientifica, sa che vuole fare il biologo marino?
Ha una bella testa, farà strada... lui è un'eccellenza. Da lui ci aspettiamo sempre il meglio.
Complimenti, Piccoloprincipe è un bambino fantastico."

venerdì 12 dicembre 2014

Geronimo non deve morire

Pensavo non fosse granché facile affezionarsi ad un pesce rosso.
 
In fondo se ne sta lì, nella sua boccia di vetro, con quattro sassi e due conchiglie  (è stato un ospite improvviso, si è dovuto accontentare di quello che c'era in casa), con gli occhi sempre sgranati (i pesci hanno palpebre?), spesso fermo, poi senza ragione apparente comincia a nuotare veloce in tondo, in su e in giù  ("mamma, Geronimon è impazzito"), poi si ferma di nuovo. E ricomincia da capo.
 
Altro? Ah già: fa un sacco di cacca, almeno rispetto al minuscolo pizzico di scagliette che gli diamo una volta al giorno e che divora famelico ("non sarà poco?", "lo sai che la causa più frequente di morte per i pesci rossi è il troppo cibo?").
 
Insomma, non è che dia grosse soddisfazioni, ecco.
 
Eppure, da quando ci hanno detto che i pesci rossi non vivono a lungo, tutti i giorni quando tornano da scuola i nani vanno a controllare la boccia di Geronimo: "Fiuuuuù  (sospiro di sollievo) mamma, è ancora vivo!"
A volte mi ci telefonano apposta: "Come sta Geronimo? È morto?"
Geronimo, se potesse, una grattatina secondo me se la darebbe, ma tant'è, le pinne non ci arrivano.
 
[ma poi chi l'ha detto che è maschio? Perché ogni essere vivente che arriva in questa casa deve necessariamente essere maschio?!?]
 
 E ancora, teneri:
 
"Buongiorno Geronimo!"
"Ssao Geronimo, come stai?"
"Mamma, io a Geronimon gli voglio super-bene. Non voglio che muore mai."
 
Ahem, salvo qualche ricaduta, certo: "Mamma, stavo pensando... quando Geronimo muore, invece che buttarlo nel gabinetto o farlo fritto*, possiamo usarlo per andare a pesca di squali; ne hanno avvistato uno al largo della costa..."
 
 
* vi assicuro che questa seconda opzione non è mai stata presa in considerazione

mercoledì 10 dicembre 2014

La festa dei Nanipiccoli

2 classi, 50 bambini potenziali, almeno altrettanti genitori, più gli extra-scuola.

("C'è il ponte dell'Immacolata. Non verrà nessuno", "Rischiamo di superare le cento unità, se qualcuno non viene tiro un sospiro di sollievo")

100 giri sulle giostre, 1.000 tuffi dai gonfiabili, tante palline colorate.

Genitori sportivi ("Dov'è tuo figlio?", "Boh, da qualche parte là fuori"), genitori ansiosi ("Non lo perdo di vista un attimo", "Non è abituato, sai non va mai alle feste"), nonni catastrofisti  ("Non soffocheranno sotto quelle palline?"), nonni collaborativi e festosi ("Taglio il ciambellone?", "Mettiamo altri bicchieri", "Chi mi fa una foto sul cavallo?" - questa è mia madre).

E poi ospiti complimentosi  ("Tre figli? E fai pure le feste?"), mamme sospettose ("Chi è quel signore che fa le foto?"), papà spaesati ("Sei tu la mamma del festeggiato?", "Sì, quale dei due dici?", "Boh").

E amici che non vedevi da troppo tempo, che "guarda, in questa tonnara solo per i tuoi figli", e con cui in queste occasioni c'è sempre troppo poco tempo per parlare.

Ma soprattutto bimbi euforici, sudati, padroni, felici, incontentabili, urlanti, cantanti, amici.

E 2 torte, con Lego Chima per il Morbido ("Sulla torta voglio i Pokemon... anzi Star Wars. No, voglio quello che vuole Davide. L'Uomo di Ghiaccio. Ok, voglio i Lego Chima"), con Batman per lo Scricciolo  ("Sulla torta voglio Batman").

2 candeline con 2 numeri cinque.

Tante dita piccole nella panna.

Tantissimi regali scartati con avidità gioiosa, di fretta, in cerca, senza capire bene. Ci sarà tempo dopo, a casa, per goderne.

E poi, ospite inaspettato, lui: il sole. In un cielo azzurro che pareva primavera.

E invece era dicembre, domenica mattina, la festa dei Nanipiccoli.

lunedì 8 dicembre 2014

Pinocchio, voce narrante: il Morbido

"S'era una volta un falegname, che costruiva un bambino di legno.

Poi la fatina lo faseva diventare vivo.

Poi il gatto e la volpe lo portano al ristorante, e Manzafuoco lo mette in una trappola.

Poi lui va nel Paese del Balocco e diventa un asinello perché non voleva studiare.

Poi entra nella pansa della balena per salvare Zuseppe..."

"Ahem, chi?"

"Zuseppe. Il figlio di Maria."

venerdì 5 dicembre 2014

Prima o poi

Ieri sera, a cena.

- Mamma, chi era Jackspir?
- Shakespeare... Era un famoso poeta inglese.
- Oggi Giovanni ha vomitato...
- Ma ha vinto l'Oscar?
- Stava disegnando una palla e ci ha vomitato sopra. Quindi l'ha colorata di vomito.
- Ne dobbiamo parlare per forza a tavola?
- Posso lassare tre spaghetti?
- Io ho un Lego di Jackspir.
- Ma è morto?
- Eeeeehhh! Da tantissimo tempo!
- E uno spaghetto? Lo posso lassare?
- Ma sono morti tutti! Io non voglio che tu, papà, nonno, e nonna muorite.
-  ...
-  ...
- Beh però... prima o poi...

mercoledì 3 dicembre 2014

La pioggia, come un bambino

Piove.

Normale, in dicembre, anche giusto direi.

"Quello che in Italia si chiama allerta meteo, il resto del mondo lo chiama autunno" (cit.)

Vedo mamme che si affannano a riparare i bambini, "camminate veloci, che vi bagnate". I bimbi camminano veloci, ma solo perché glielo dice la mamma. Di bagnarsi, chissene importa.

Penso ai miei. Uguale.

"Tutti sotto l'ombrello, Scricciolo con me, Morbido vai sotto quello di Piccoloprincipe! Stringetevi... e attenti a dove mettete i piedi!"
Loro si coprono, ma senza troppa convinzione.

Se si bagnano, è solo acqua.
Se finiscono in una pozzanghera, ridono per gli schizzi.

Io penso a possibili raffreddori, ai pantaloni da lavare, e che appena entrati in casa dovranno togliere subito le scarpe.

Loro sono belli tranquilli, infastiditi solo da questa mamma che non vuole farli bagnare e tanto poi si bagneranno lo stesso.

Ma è solo acqua. Solo acqua.

A questo pensavo stamattina.

Che vorrei imparare ad affrontare la pioggia come un bambino.

La pioggia, e il resto, come se fosse solo acqua.

lunedì 1 dicembre 2014

5 anni e 5 anni

Il Morbido a cinque anni è bello come il sole e distruttivo come un tornado.

Mette sul cellulare canzoni d'amore e le ascolta con aria sognante, ma in un impeto d'affetto può romperti il naso, sfregiarti una guancia, cavarti un occhio (fatti quasi realmente accaduti).

Scatta foto dalla sua prospettiva bassetta, e mi riempie la Gallery di dettagli della casa, teste mozzate, fratelli sfocati.

Manda videomessaggi via whatsapp agli amici del cuore, e mentre è in scena si emoziona, ma non smette. The show must go on.

Il Morbido si sveglia cantando e si addormenta sbavando sul divano, sazio di vita e della giornata da cui ha preso tutto quello che voleva. A parte ieri sera, che ha chiesto preoccupato dal suo lettino: "Ma quando noi muoriremo, questa casa chi la ruberà?"

Il Morbido detta bigliettini romantici ed esilaranti - "Papà scusa se ho fatto il cattivo, ma non fa niente. Ti voglio bene di cuore e ti mando un baso d'amore" - , conosce numeri e lettere in maniera molto approssimativa ma non se ne preoccupa, affronta il mondo con la spensieratezza di chi ha gli occhi enormi, il naso all'insù e il sorriso da seduttore.

Il Morbido lo convinci con la dolcezza. Poi, lui ti frega con due moine.

Lo Scricciolo a cinque anni si nasconde facendo la voce grossa.

Vuole entrare per primo, fare per primo, avere per primo. Si sveglia sempre per primo, ma vuole andare a letto per ultimo, per non perdersi niente.

Lo Scricciolo si impegna, ce la mette tutta, poi si stufa, vuole fare un'altra cosa, poi un'altra ancora. Lo Scricciolo quest'estate faceva i compliti.

È fisiologicamente incapace di stare fermo, è un genio dei videogiochi ai limiti del professionismo, un acrobata ai limiti del circense e ucciderebbe per un lecca-lecca. Toglietemi tutto, ma non la merenda.

Lo Scricciolo è impegnativo, furbo, è sempre sul chi vive e tira fuori gli aculei per difendersi.

Poi però ha quei momenti in cui se ne dimentica, in cui "ti voglio benone" e "non voglio che muorite mai", quei rari momenti in cui si scopre fragile e minuscolo. E ti riempie di baci piccoli sulle mani.

Lo Scricciolo è generoso ma non vuole che si sappia, è intelligente ma con discrezione, è tenero ma se ne vergogna.

Lo Scricciolo non si piega, mai, perché ha paura di spezzarsi.