...
Svegliarsi con un pensiero diverso da loro.
Truccarsi, pettinarsi, svecchiare il look quotidiano oscillante tra la massaia tristona e l'adolescente sfigata.
Fare colazione al bar con inusuale e goduriosa lentezza, scegliere il freepress preferito e immergersi nella metropolitana di Roma come fosse l'Oceano Pacifico con tanto di barriera corallina.
Godersi i discorsi della gente, guardarli tutti in faccia per vedere che faccia ha il mondo, origliare pezzi di vita che ha continuato a vivere nonostante la tua assenza.
Camminare sotto il sole buono di maggio, passare davanti a un asilo e fare un pensiero dolce, incrociare una mamma con figlia e realizzare che in questo momento tu sei (anche) altro.
E così sarà per le prossime 6 ore. Per i prossimi mesi. Al ciel piacendo, magari anni.
Oggi torno al lavoro, dopo 9 mesi di assenza.
Varco la soglia dell'ufficio, scavalcando con insolita nonchalance il senso di colpa per due nanipiccoli parcheggiati all'asilo nido.
Sono sorridente, carina, sicura e profumata.
E poi... "Bentornata mammina! Allora, com'è la vita con tre bambini? Racconta-dicci-faccivederefoto!"
Bene così.
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