sabato 14 agosto 2010

Paese mio che stai sulla collina...

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E' che questo paese è un pezzo di me, e ogni volta che torno qui il suo odore mi entra dentro e mi riporta indietro.

E mi rivedo bambina sulla bici, discese pazze e ginocchia sbucciate; mi vedo a cavallo di una panchina che era un destriero, e poi a parlare con gli alberi immaginando di capirli, proprio come faceva Heidi; ricordo lunghi pomeriggi che sembravano disegnati in un libro di avventure, ad esplorare luoghi misteriosi che oggi scopro essere dietro casa, a cacciare cavallette per vedere se si potevano addomesticare, e a giocare a tennis con mio padre davanti casa con una racchetta di legno che pesava come un badile.

Poi mi rivedo adolescente, a girare in motorino coi capelli al vento, nascondendo la timidezza dello sguardo dietro i primi ombretti; e poi a uscire la sera con mia cugina contro voglia e annoiandomi a morte fino a quando non ho conosciuto quel ragazzo che mi piaceva, e allora ho cambiato idea.

E' che questo paese mi ha visto bambina e donna, maschiaccia e innamorata, e poi con il pancione, e poi mamma.

Qui Piccoloprincipe ci è venuto per la prima volta a 6 mesi e non se lo ricorda, come non si ricorderanno di questa volta i Nanipiccoli, che adesso di mesi ne hanno 8.

Ma quest'anno, invece, Piccoloprincipe se lo sta godendo un mondo, il mio paese.
Gioca vicino alla fontana che era il nostro quartier generale, e impara (finalmente!) ad andare in bicicletta sulla piazza che era il teatro principale di tutti i nostri giochi; mi cammina per mano per la via dello struscio, che ho percorso per migliaia di vasche con le mie amiche, e l'ho portato dove mio nonno aveva la sua bottega e che adesso non c'è più.
Si è bagnato i piedini nel fiume, sempre troppo secco per questa terra povera di acqua, dove ha scoperto con meraviglia ranocchie minuscole, e siamo stati anche in campagna, sobbalzando sulla nostra jeep militare.
Gli piace stare qui, come piaceva a me.

E' strano, è crescere, è il tempo che ci supera e ci rinnova.
E' il miracolo di tuo figlio che ti assomiglia e... anche no.

"Mamma, guarda quante formiche!"
"Eh sì... staranno tornando nella loro casetta, perciò attento a non..."
"Lo so mamma, lo so che le formiche non si ammazzano..."
"Ah bravo."
"Si schiazzano."

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