Ho cominciato a correre a marzo. Mi sono detta ok, e la
piscina quest’anno l’hai cannata, la palestra non ti piace, il corso di zumba
lo fanno ad orari incompatibili con la collaudata routine quotidiana: adesso
alza le chiappe e fai qualcosa.
Detto fatto.
Ho googlato qualcosa come “tabelle per iniziare a correre” e
mi è uscito un abbordabilissimo programmino che per le prime uscite chiedeva di
correre solo 6 minuti di seguito, poi camminata di 3 minuti e di nuovo corsa di
6, e così per 5 volte. Nelle successive uscite si andava gradualmente ad
aumentare i tempi di corsa e a diminuire quelli di camminata, fino ad arrivare
al cosiddetto “obiettivo del principiante”: correre 10 km.
Mi è sembrato fattibile. Ho messo le scarpe, sono scesa e
sono partita, così, sotto casa, senza una ben chiara idea del tragitto da
percorrere. E ho portato a termine l’allenamento, senza grosse difficoltà devo
ammettere.
Da allora sono successe delle cose: ho cominciato ad
ascoltare musica mentre corro e adesso ho una mia playlist per gli allenamenti,
ho comprato delle scarpe adatte al running perché a metà aprile mi si è
gonfiata una caviglia e ho dovuto fermarmi per tre settimane, ho scaricato
Endomondo sul cellulare per tenere d'occhio tempi e km percorsi, ho abbandonato gli intermezzi di camminata e iniziato
a correre per un’ora consecutiva, ho scoperto che sul web c'è un sacco di gente che corre, e ne parla, e ne scrive, e io li leggo avidamente.
E insomma, da marzo ad oggi, due volte a settimana – ma
qualche volta una sola – io me ne parto sempre per il solito giro sotto casa
(ma prima o poi dirò ciaociao all’asfalto e attaccherò una qualsiasi villa a
portata di macchina), con le mie scarpe nere e azzurre, un orologio di gomma,
il mio nuovo completo tecnico - regalo di compleanno da parte di un amico
runner che si è finalmente convinto che faccio sul serio, e che quindi la
maglietta di hello kitty e la tuta sbrindellata avevano fatto il loto tempo – e
corro.E qualche volta la mattina vorrei raggomitolarmi sotto le lenzuola e fare finta di niente, e continuare a dormire, ma poi penso a quanto mi sentirò in colpa e di cattivo umore, e a quanto invece starò bene se vinco la pigrizia, e allora vado.
Perché ho scoperto che quella faccenda delle endorfine è vera. Ovvero, dopo che hai corso sei felice. Vi paresse poco.
E così, sabato, ho raggiunto il primo vero traguardo della mia carriera di runner: correre 10 km senza mai fermarmi. I tempi sono quelli del bradipo, ben un'ora e quindici minuti, abbondantemente sopra il "test del moribondo".
Ma la soddisfazione, quella, non ve la so raccontare, e non c'è misurazione che tenga.
Ma la soddisfazione, quella, non ve la so raccontare, e non c'è misurazione che tenga.
2 commenti:
Brava!!
Sono contenta per te!
Io avevo ricominciato questa primavera, poi da quando è partito l'Alpmarito ho dovuto smettere per non lasciare solo il nano ...però e vero che dopo un po' diventa una droga, buona eh?
Continua così!!!
Mamma mia, sei bravissima...io starei in terapia intensiva. Correre e' proprio una cosa che non riesco a fare. Ogni tanto ci provo ma corro per un minuto e ho gia' male al fianco. Alla fine un po' di movimento l'ho fatto comunque, ma correndo veramente poco!! Che scarsa!!
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