Lui, due anni appena e ancora con i riccioli biondi, la
intercettò al tavolo di un ristorante; lei ci giocò per una decina di minuti,
poi non si rividero più. Ma lui continuò a parlarne per mesi, inventando avventure
romantiche con loro due protagonisti, che alla fine fuggivano insieme su un
camion dell’immondizia.
All’asilo nido c’era Ludovica. Ausiliarie ed educatrici raccontano di lei,
occhi grandi e trecce, e lui, in preda a sfrenata logorrea, che si nascondevano
insieme sotto il castello, e lui la stordiva di chiacchiere raccontandole
storie di vulcani. Li chiamavano la pupa e il secchione.
Al primo anno di scuola materna incontrò Anita. Lei era
alta, con lunghi capelli castani e occhi nocciola, decisamente fuori portata.
Lui le arrivava alla spalla ma, sfacciato, la invitò lo stesso alla sua festa. E
lei venne, vestita da fatina. Agli atti, una foto di loro due insieme che ne testimonia
il dislivello (fisico ed emotivo).
Il secondo anno di scuola materna, in una sorta di nemesi,
lui accolse sotto la sua (piccola) ala protettiva la minuscola Benedetta. Lei
aveva tre anni e i codini, lui le versava l’acqua a tavola e le porgeva il
tovagliolo.
Del terzo anno di materna - in pratica, siamo ai giorni nostri - riportiamo fedeli stralci di
conversazione, più eloquenti di qualsiasi descrizione.
Due mesi fa:
“Mamma, sono fidanzato con Elisa.”
“Ahem, ok. Lei lo sa?”
“Certo, lo ha deciso lei. Ha detto che sono il suo fidanzato e io ho detto va bene.”
Un mese e mezzo fa:
“… e sei sempre fidanzato con Elisa?”
“Oggi no.”
“???”
“Oggi no, perché lei ha voluto essere fidanzata con Riccardo. E una volta ha voluto essere fidanzata con un suo amico di piscina.”
“Ahem, e a te sta bene? No, perché sai, se uno è fidanzato mica può cambiare idea ogni giorno…”
Un mese fa:
“Mamma, non sono più fidanzato con Elisa.”
“Ah, e come mai?”
“Perché lei cambia sempre idea, e allora oggi è venuta da me e mi ha
detto se volevo essere il suo fidanzato, e io le ho detto cara Elisa, mo’ t’attacchi.”
“... le hai detto proprio così?”
“Sì. Giusto?”
Quindici giorni fa:
“Lo sai, Elisa mi chiede sempre di essere il suo fidanzato. Ma io dico di
no.”
“Ma non ti piace più?”
“Sì, mi piace sempre. Però deve decidere una volta per tutte.”
“Ok. Però non devi farla rimanere male. Dille se stavolta è proprio
sicura, e se sì, e se tu vuoi, puoi essere di nuovo il suo fidanzato.”
Dieci giorni fa:
“Mamma, io e Elisa siamo di nuovo fidanzati. Lei ha scelto me.”
“Bene, sei contento?”
“Sì. E abbiamo deciso che Riccardo è il suo finto fidanzato, e Chiara è
la mia finta fidanzata.”
“Finti fidanzati??? Ma Chiara non è la fidanzata di Davide?”
“Sì, ma a lui sta bene. E anche a Chiara.”
Cinque giorni fa:
“Mamma, sai che l’anno scorso Elisa e Riccardo si sono baciati sulla
bocca?”
“Ah. E… ehm… e tu?”
“No, io no! Io non voglio. Magari quando avrò sedici anni.”
(hola interiore)
Ieri:
“Mamma, sai che Elisa l’anno prossimo andrà in un’altra scuola?”
“Mamma, sai che Elisa l’anno prossimo andrà in un’altra scuola?”
“Sì, lo so. Ti dispiace? Dài, tanto lo sai che l’anno prossimo vai in
prima elementare, e conoscerai tanti nuovi amici… chissà, magari avrai una
nuova fidanzata.”
“Ma lei sarà sempre ELISA”.
Sempre. O, almeno, fino al 30 giugno.
2 commenti:
bella questa! ai miei le femmine fanno "schifo" ...chissà fino a quanto...
Il mio quattrenne ha due fidanzate: una è tale Angelica, quella storica, ancora dei tempi del biberon.
L'altrO è il suo attuale migliore amicO: Ebenezer...
Io tifo per Angelica.
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