lunedì 6 maggio 2013

Undici cose che mi ricordo di Londra

  1. che ci siamo sdraiati al sole sull’erba di St. James Park, che più che un parco sembra un giardino, per quanto è bello. E ci siamo tolti le scarpe, proprio come fanno i londinesi al primo accenno di primavera. 
  2. che viaggiare è come andare in bicicletta, e io sono ancora capace.
  3. che certi scorci da cartolina, il Tower Bridge, il Big Ben, Westminster Abbey, ti lasciano senza fiato, e hai voglia a fare foto, non renderanno mai (almeno le mie) la meraviglia di essere lì davanti.
  4. che la mattina guai a saltare la razione quotidiana di uova&bacon, tanto poi li smaltiamo camminando.
  5. che questa città ha mille volti: è elegante e alternativa, megalomane e cialtrona, piena di traffico ma anche di oasi verdissime, di gente che corre con la valigetta in mano e altra gente che bivacca fuori dal pub con una birra; ha grattacieli e mercatini, chiese e stracci, ha storia e ha futuro.
  6. che a vestirmi a cipolla sono una grandissima, sono arrivata ad indossare fino a 5 strati perfettamente alternabili a seconda delle temperature – e  noi siamo passati dai 20 gradi del primo giorno (quello del parco, e dello sbraco, e senza le scarpe) al vento gelido della Tower of London, che era proprio intonato al contesto, comunque.
  7. che i tre mi sono mancati, certo, e sentirli al telefono (e non distinguerli subito tra loro) era una piccola stretta al cuore, ma ci sono stati lunghi momenti in cui non li ho pensati proprio, tutta presa com’ero  da questa città, e da me.
  8. che non c’è niente da fare, loro stanno avanti. Lo vedi dai bagni pubblici pulitissimi (gli inglesi sono sporchi? a casa loro forse. I luoghi pubblici sono dei gioielli), dalla metro che è una ragnatela, arriva dappertutto e la devi prendere al volo, perché almeno noi non abbiamo mai aspettato più di due minuti.
  9. che abbiamo riso un sacco, come scemi, come ragazzi.
  10. che i nonni dicono che ai bimbi non siamo mancati per niente (a loro invece moltissimo), e io sono felice che siano stati così bene; ma quando siamo tornati, il Morbido ci ha stretto in un abbraccio lunghissimo, Piccoloprincipe in piena logorrea faceva il servizievole, e lo Scricciolo ci razzolava intorno guardingo ed emozionato. Quindi cari nonni, voi siete stati bravi, e grazie davvero, ma non ci avete capito niente. Gli siamo mancati eccome.
  11. che Londra comunque è stronza. Perché ti lascia quella sensazione di possibilità aperte, di cose da fare, e non lo so mica se è un bene, perché quando torni non puoi fare a meno di chiederti: è proprio questo il massimo che posso avere? è davvero tutto qui?

4 commenti:

silvia - amoricolpisello ha detto...

Io ci metterei anche un 12): che in fin dei conti è a un paio d'ore di aereo e che è una bellissima città da rivedere con dei bambini...

Mamma Avvocato ha detto...

Allora vale la pena tornarci, prima o poi!
Buon rientro a casa!

franci ha detto...

eheh altrochè che gli siete mancati ... qui un viaggetto soli non so quando potremo farlo ...stiamo provando (con scarsissimi risultati) a farli dormire fuori ma aimè pare impossibile...

gemini ha detto...

@Silvia e Mamma Avvocato
da tornarci sì, con loro... in (quasi) tutti i posti in cui siamo stati, abbiamo pensato a quanto sarebbero piaciuti anche ai bimbi.

@franci anche i miei non dormiono fuori casa... e allora abbiamo fatto venire i nonni a dormire da noi! Ed ha funzionato alla grande... geniali eh? ;-)