martedì 7 febbraio 2012

#nevearoma, feste e dita incrociate

Il primo giorno è stato quello dell'ohhhh collettivo, di qualche porcaputtana e delle foto postate in ogni dove.
Il primo giorno ha colto tutti impreparati, nonostante se ne parlasse da giorni: forse non ci credeva nessuno, e allora venerdì, negli uffici, nei negozi, nelle scuole, tutti i nasi erano incollati alle finestre e gli occhi guardavano in su.
Il primo giorno per strada si scivolava, le ruote slittavano sull'asfalto innevato e siamo rincasati tutti molto tardi.

Il secondo giorno è stato quello del risveglio imbiancato. La cosa più surreale era il silenzio.
Abbiamo bardato i bimbi come meglio potevamo, ovvero in maniera assolutamente inadeguata, e siamo scesi; e niente, noi ci eravamo arrangiati con stivaletti per la pioggia e anfibi, e c'era gente con i moon boot, la tuta da sci, lo slittino e persino un tipo con gli sci. Sotto casa mia. In pianura.
I bimbi erano perplessi e divertiti insieme.
Piccoloprincipe era alla sua seconda neve; la prima, nel febbraio del 2010, l'aveva vista dalla finestra: puntini bianchi fuori e puntini rossi dentro, visto che aveva la varicella. Stavolta era euforico, voleva fare tutto: voleva fare a pallate e voleva costruire un pupazzo, voleva rotolarsi nella neve e voleva correre. Bene, HA fatto tutto.
Il Morbido ERA un pupazzo di neve: dove lo mettevi stava. Lo piantavi nella neve, fino ai polpacci, e lui rimaneva lì, con il nasino rosso che spuntava tra sciarpa e cappello, e sorrideva.
Lo Scricciolo era il solito delinquente: si tirava via il cappello, e toccava la neve, e poi diceva che era DEDDRA, e voleva i guanti, e si toglieva i guanti, e prima aveva paura, e poi cominicava a correre che non lo prendevi più. Come ha fatto a non cadere mai, rimane un mistero.
Adesso, se chiedi ai Nanipiccoli "com'era la neve", loro rispondono "bono".

Il terzo giorno è stato il Compleanno di Piccoloprincipe: quello e nient'altro.

Dal quarto giorno però noi, vili ingrati, vogliamo con tutta la nostra forza che la neve si tolga dalle palle.

E mica perchè le scuole sono ancora chiuse e abbiamo tre nani indiavolati tappati in casa.
E mica perchè abbiamo dovuto fare la spesa con il contagocce, e prestarci a vicenda le catene per la macchina.
E mica per il freddo, per i disagi, per il mal di gola che mi attanaglia.

Non me ne vogliano quelli che hanno problemi ben più seri, ma noi, mercoledì, abbiamo la tanto attesa festa di Piccoloprincipe con i suoi amichetti dell'asilo, e se non verrà nessuno, come nei miei peggori incubi, io ne morirò. Sapevatelo.

3 commenti:

gemellina ha detto...

Concordo perfettamente con te!!! bella la neve in città, forse il primo giorno, e vabbè che i bimbi si divertono però poi che palle!!! E poi sono stufa di questo freddo, uff!!!

franci ha detto...

Da che domani qualcuno si muoverà e la festa sarà un successone.... aspetto news...

Laura ha detto...

La neve è bella in montagna. in città dev'essre solo uno spot e via...