giovedì 14 giugno 2012

Momenti Magici

[Questo è un post sponsorizzato.
Ahem, non so se si dice proprio così, perché non recensisco un prodotto né mi hanno dato soldi per farlo. Ma insomma, un'azienda mi ha chiesto di scrivere un post, linkando una loro pagina, sul tema Momenti magici e, visto che l'argomento mi piace, io lo faccio. Però ecco, vi avviso subito, prima ancora che inizi il post, perché quelli che ne sanno dicono che è così che si fa.]

Che di momenti magici, i bambini te ne regalano a secchiate. E ricordarli di tanto in tanto fa proprio bene, e scriverli fa ancora meglio, perchè poi puoi andarteli a rileggere nei momenti bui, quando sei proprio tanto tanto stanca e l'unica cosa che desideri è che vadano a letto presto.

Come ha detto qualcuno - o forse ero proprio io - i figli, anzi, i bambini in generale, sono in grado di tirare fuori la strega di Biancaneve che è in te e, con la stessa noncuranza, di farti traboccare il cuore di tenerezza.

Come quando c'è stata la recita di Natale di Piccoloprincipe, che io ho cominciato a piangere a prescindere, anche se lui non era ancora salito sul palco.
O come quando sono entrata a sorpresa in classe dei Nanipiccoli, per la Giornata della Mamma al Nido, e loro non se lo aspettavano, e lo Scricciolo mi ha abbracciato con quelle braccine minuscole, ed è rimasto fermo, così, per cinque minuti buoni. Fermo, lui, è tutto dire.
O come quando il Morbido ti si spalma addosso languido, e ti dà di quei baci bagnati, con le labbra arricciate, e io gli passo le dita tra i capelli dritti come spaghetti, che di più belli al mondo non ce n'è.

Andando indietro...

Piccoloprincipe, che arriviamo sulla spiaggia e lui non riesce a trattenere la felicità, e salta a piedi uniti sulla riva, e il mondo si riempie dei suoi spruzzi.
Lo Scricciolo, che stava sempre sulle sue, poi si alzava, veniva vicino a me, mi appoggiava la guancia su una gamba, stava un po' lì e tornava a giocare per i fatti suoi.
Il Morbido, con la mia borsa fucsia(n) a tracolla, le scarpe della nonna ai piedi e gli occhiali da sole del padre sul naso.

Ancora più indietro...

Quella volta che cambiavo Piccoloprincipe sul fasciatoio, lui aveva pochi giorni, io lo accarezzavo e lo massaggiavo, lui mi ha piantato negli occhi i suoi occhi enormi e io ho sentito distintamente che amore più grande di quello al mondo non ce n'era, né ce ne sarebbe mai stato.

Quando poi ho scoperto che invece sì, ce n'era, ne avevo messo da parte un po', e l'ho tirato fuori insieme allo Scricciolo, che è scivolato via da me per primo, urlando come un aquila, e al Morbido, che invece non ha pianto, e non respirava, e tutti lì intorno a cercare di rianimalo, e io vedevo solo la sua testolina ferma, e intanto affogavo in un pozzo nero, ma invece poi lui ha pianto, e io ho respirato.

E ancora...

Quando la domenica mattina giochiamo tutti e cinque nel lettone, poi lo Scricciolo si stufa subito e vuole andare li llà.
Quando Piccoloprincipe traduce il linguaggio spesso oscuro di quei due bassetti, perchè bene bene li capisce solo lui.
Quando vedo i loro tre profili allineati che osservano concentrati un libro, un gioco. Così diversi, così fratelli.

Quando entro in camera loro di notte, sento i loro respiri lievi, il loro odore ovunque, li guardo dormire e so che stanno sognando cose belle.


2 commenti:

franci ha detto...

che dirti ... momenti magici .... qualcuno potrei averlo scritto io ...

ps. fucsia(n) si dice anche da noi ;D

gemellina ha detto...

Che bello questo post... mi sono commossa!!! ti abbraccio