venerdì 18 gennaio 2013

Open day - e domande - alla scuola elementare

Mercoledì pomeriggio c'è stato l'open day alla scuola elementare che, sperabilmente, Piccoloprincipe frequenterà a settembre.

[Nonni, alla prospettiva di doversi sorbire la naneria in formazione completa: "Ma ci devi andare per forza?"
Io: "E' la presentazione della scuola elementare di Piccoloprincipe.
Scuola. Elementare.Piccoloprincipe.
Certo che ci devo andare per forza."
Poi, sempre io: "Pp, hai voglia di venire anche tu a vedere la scuola dove andrai l'anno prossimo?"
Lui: "Ma mamma, io la conosco già. E' al piano di sopra. La vedo sempre, quando vado a trovare Anita."]

La solita sala affollatissima.

Le solite domande, e le solite risposte.
Quante prime si formeranno? - due, forse tre, non si sa
Quanti punti danno a chi abita vicino alla scuola? - 8 o 10, non ricordo, sul sito c'è scritto tutto
Quanti docenti sono di ruolo? - uno sicuramente, forse due, ma a volte nessuno, non si sa

Poi c'è sempre quella che chiede:
"Non per essere razzista (cominciano sempre così) ma tanto ce lo stiamo chiedendo tutti (ah sì?): quanti extracomunitari e zingari (vai casa và) ci sono in ogni classe?"

A dire il vero, io mi stavo chiedendo tutt'altro.
Io stavo pensando che quelle domande cominciavano tutte nello stesso modo: quanti, quante, quanto.
Quantità, e basta.

È davvero solo questo che ci interessa?

Certo, sono anche io molto preoccupata, di nuovo, per le solite questioni di punteggi e graduatorie, ma avevo in testa anche tutta una serie di domande non domandabili ad un open day, e probabilmente in nessun altro incontro istituzionale.

Una serie di domande che penso ogni genitore abbia il desiderio, l'urgenza, e credo anche il diritto, di porre, e stavolta senza sentirsi rispondere un generico "non si sa".

- Cara Scuola, che accoglierai il mio bambino a settembre, mi prometti di prenderti cura di lui?
- Cara Scuola, sarai in grado di scoprire, comprendere e valorizzare i suoi piccoli e grandi talenti?
- Cara Scuola, ti impegnerai a non spaventarti di fronte alle sue follie, alle sue ideosincrasie, alle sue difficoltà?
- Cara Scuola, sarai capace di accogliere senza distinguere, di ascoltare senza pre-giudizi, di perdonare senza  ghettizzare?
- Cara Scuola, riuscirai a insegnargli il valore del conoscere, non solo del sapere? Il desiderio di imparare, non solo il dovere di farlo? La bellezza della lettura, la magia della scrittura, l'umanità della storia, e delle storie? La meraviglia della scienza, le persone della geografia, e per la matematica ti inventerai qualcosa?
- Cara Scuola, lui, loro, sono risorse meravigliose, sono il futuro e la speranza. Tu, che di risorse te ne hanno lasciate davvero poche, ce la farai a farli fiorire come meritano?

1 commento:

franci ha detto...

Oh tesoro sacrosante parole...se trovi una scuola che rispondi e sì sì e ancora sì avvisami che son disposta pure a trasferirmi!!

ti auguro di trovare una buona maestra che poi gira tutto intorno a lei e alla sua passione per l'insegnamento...