mercoledì 10 dicembre 2014

La festa dei Nanipiccoli

2 classi, 50 bambini potenziali, almeno altrettanti genitori, più gli extra-scuola.

("C'è il ponte dell'Immacolata. Non verrà nessuno", "Rischiamo di superare le cento unità, se qualcuno non viene tiro un sospiro di sollievo")

100 giri sulle giostre, 1.000 tuffi dai gonfiabili, tante palline colorate.

Genitori sportivi ("Dov'è tuo figlio?", "Boh, da qualche parte là fuori"), genitori ansiosi ("Non lo perdo di vista un attimo", "Non è abituato, sai non va mai alle feste"), nonni catastrofisti  ("Non soffocheranno sotto quelle palline?"), nonni collaborativi e festosi ("Taglio il ciambellone?", "Mettiamo altri bicchieri", "Chi mi fa una foto sul cavallo?" - questa è mia madre).

E poi ospiti complimentosi  ("Tre figli? E fai pure le feste?"), mamme sospettose ("Chi è quel signore che fa le foto?"), papà spaesati ("Sei tu la mamma del festeggiato?", "Sì, quale dei due dici?", "Boh").

E amici che non vedevi da troppo tempo, che "guarda, in questa tonnara solo per i tuoi figli", e con cui in queste occasioni c'è sempre troppo poco tempo per parlare.

Ma soprattutto bimbi euforici, sudati, padroni, felici, incontentabili, urlanti, cantanti, amici.

E 2 torte, con Lego Chima per il Morbido ("Sulla torta voglio i Pokemon... anzi Star Wars. No, voglio quello che vuole Davide. L'Uomo di Ghiaccio. Ok, voglio i Lego Chima"), con Batman per lo Scricciolo  ("Sulla torta voglio Batman").

2 candeline con 2 numeri cinque.

Tante dita piccole nella panna.

Tantissimi regali scartati con avidità gioiosa, di fretta, in cerca, senza capire bene. Ci sarà tempo dopo, a casa, per goderne.

E poi, ospite inaspettato, lui: il sole. In un cielo azzurro che pareva primavera.

E invece era dicembre, domenica mattina, la festa dei Nanipiccoli.

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