venerdì 20 maggio 2011

Una bella serata

...
E sì, l’ho fatto.

Ho aspettato, ho tergiversato, ho rimandato, ho avuto impedimenti più o meno legittimi, ho deciso, e infine l’ho fatto: dopo la bellezza di circa due anni – ma forse, più tre che due – sono uscita a cena fuori con la mia Amica, quella con la A maiuscola, che qui chiamerò, sull’onda di una immaginifica e sfrenata fantasia, Amica. No, forse non mi sono spiegata. Uscita. Di sera. Solo noi due. Senza accolli. Ok, sono stata sufficientemente chiara.

(Va bene, mi faccio un po’ pena da sola ad esaltarmi per tanto poco, ma che volete, io sono una che si accontenta.)

E insomma, andiamo con ordine, perché c’è un prima, un durante e un dopo.

Anzi no, c’è anche un antefatto, che riassumerò con rapide e significative parole in libertà: pancione – paposcia da pancione – primo figlio da allattare – primo figlio da accudire – primo  figlio – stupidamammacanguro che non approfitta del fatto che il pargolo è uno solo e quindi facilmente smollabile e invece nooooo, non lo fa – secondo doppio pancione – doppia paposcia – siamo a uno + due – e adesso corca che sono facilmente smollabili, chi vuoi che te li tenga tutti e tre per una intera serata?

E invece no, perché c’è questo papà YY che se li gira sul mignolo i tre nani (così sostiene, almeno), anche perché LORO alle 21.00 dormono e IO sono uscita di casa alle 20.00, epperciò la cosa non è poi così ingestibile, tutt’altro.

Prima

Scaramanzia come se piovesse.
Non ci devono essere imprevisti, non devo rompermi una gamba scendendo dalle scale dell’ufficio, non devo tamponare né essere tamponata, non deve accadere niente che possa impedirmi di uscire questa sera, e soprattutto LORO non devono ammalarsi. Non oggi. E se è bel tempo è pure meglio.
(ahem, diciamo che un paio di cose tra quelle elencate sono state sfiorate, ma così, appena appena)

Durante

E infine sono in macchina, radio accesa (argh, appena accesa avrei voluto che partisse a bomba una di quelle canzoni adatte al momento, e invece c’era la pubblicità dei petti di pollo, ma fa niente), che me la canto e me la godo, e immagino che vista dall’esterno (e da una certa distanza) potrei sembrare una giovane e mondana donna avvezza a tanta libertà. Se non fosse per i tre seggiolini auto sul sedile posteriore, certo.
Guido fino a casa di Amica, poi guido fino al ristorante senza perdermi, parcheggio in due manovre (una hola per me, grazie) e ci accomodiamo. E si comincia.

E ve lo devo proprio dire, è stata una serata P E R F E T T A.

Sarebbe bastato l’ottimo cibo e l’ambiente intimo e piacevole, ma è stato molto di più.

È stata la complicità che io e Amica sappiamo ritrovare ogni volta che ci vediamo, fossero passati giorni, settimane o mesi. È stato il piacere di parlare di tutto, ma proprio di tutto – lavoro libri cinema ciclo viaggi famiglia (hm, sì un po’ anche dei miei figli, anche se l’ordine era: sparami a vista se lo faccio) ricordi uomini futuro desideri rimpianti scelte. È stato ridere, è stato scoprirmi ancora come ero prima, più leggera e anche più simpatica. È stato aver voglia in certi di momenti anche di piangere, ma trattenersi perché no, stasera non è proprio il caso. È stata questa urgenza di condividere, e di condividere in quel modo che io solo con lei sono capace di fare, quando mi decido a farlo, chiaro.

Dopo

Dopo c’è una lieve euforia, un po’ per i due bicchieri di vino bianco ghiacciato, molto per tutto il resto, mentre guido da sola fino a casa (cosa che accresce enormemente la mia autostima in quanto donna indipendente e automunita e mi cala con circa quindici anni di ritardo nell’inedito ruolo di “quella che accompagna le amiche a casa”), entro in una casa silenziosa, ascolto i respiri di tre piccoli sonni, saluto il bravopapà con un bacio, mi infilo nel letto e non svengo, no, non crollo esausta come al solito, ma mi abbandono piano piano, pensando a tante cose.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

carina, molto molto carina :)
ti ho scoperta solo ora.
mamma in cerca.

Anonimo ha detto...

@mamma in cerca
Grazie... spero tornerai :-)

gemini inspiegabilmente sloggata