martedì 24 maggio 2011

E intanto loro diventano grandi

...
Crescono, i miei nanipiccoli.

Sarà che la mia vita è un vortice, scandita da impossibili incastri a orario, ma a volte mi dimentico che questi sono momenti che non torneranno, e trascuro di fissarli bene bene nella memoria, per poterli richiamare a me quando (così dicono) questi mi sembreranno "gli anni più belli".

Ma crescono, e capiscono, e fanno cose, e definiscono il loro carattere.
E allora fissiamoli, questi attimi, anche in ordine sparso, che non fa niente.

Il Morbido ha sviluppato questa insana passione per le scarpe, meglio le ciabatte, meglio se mie. Quando me le vede ai piedi si blocca, si illumina, se ne impossessa, cerca con lo sguardo la poltroncina verde, e ci si va a sedere, e se le prova, e si irrita se non ci riesce, e alla fine se ne va in giro per casa tronfio e sorridente dall'alto dei suoi nuovi centimetri in più.

Lo Scricciolo ha tirato fuori un caratterino che levati:  quando vuole una cosa, deve averla, e lui vuole t u t t o. E' indipendente e spericolato, non ha paura di rincorrersi e rotolarsi con suo fratello grande, e quando vuole essere preso su, allunga le braccia e batte le manine. Quando sente la musica, fa "farfallina", il Morbido invece tiene il tempo battendo le mani sulle cosce. E tutti e due girano su se stessi come trottole.

Lo Scricciolo non cammina, corre come un razzo. Il Morbido trotterella con la pancia in fuori, e qualche volta con le mani dietro la schiena, come un vecchio, dice il papà. Sono bravi a salire sullo scivolo, il Morbido poi scende a testa in giù, lo ha imparato all'asilo... bravo.

Al Morbido piace sfogliare libri, soprattutto se ci sono gli animali; per lo Scricciolo, fanno tutti "ba-bà" o "be-bè", tranne il leone e il maiale che fanno "aaarrrhhhh!"
Se chiedo dov'è Piccoloprincipe loro lo sanno, se dico "porta questo a quello" loro lo fanno di corsa, se apro la porta della cucina ci si fiondano, il bagno e soprattutto il bidet esercitano un fascino magnetico, soprattutto sullo Scricciolo.

La sera, lo Scricciolo aiuta il papà ad apparecchiare, gli porta la tovaglia, i tovaglioli, i piatti di carta, i cucchiai. Coltelli e forchette no, e questo lo frustra parecchio.
Il Morbido sa dov'è il nasino, le manine, il pannolino, i piedini (ovviamente), la cacca (indica dietro), però se gli chiedo "Dov'è mamma" lui dice "Lì" e indica un altrove non meglio definito. Vabbè.

Adorano, ma tanto, il fratello grande, e tra di loro si cercano e si scambiano biscotti, bacilli, morsi e tirate di capelli.

Ah, non parlano. Diciamo che emettono suoni (quelli dello Scricciolo sono vagamente arabeggianti) e si fanno capire a gesti, espressioni, versi. Per una abituata a un Piccoloprincipe che alla loro età risolveva logaritmi, è un po' spiazzante, ma NON preoccupante, per niente.

Se c'è una cosa che ho imparato da questi tre bambini, così vicini - due persino gemelli - e però così diversi, è che la loro unicità è naturale, impagabile e affascinante.

E così, adesso, me lo ricorderò meglio.

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