mercoledì 7 gennaio 2015

La cosa che ho amato di più, è stata l'aria

Di queste feste, ricorderò soprattutto Firenze.

Siamo partiti dopo Natale, per quattro giorni a cavallo tra l'anno vecchio e l'anno nuovo.  Non era in programma, quindi l'abbiamo organizzata in fretta e furia, in 48 ore, e ci ha detto dannatamente bene.

In un giorno abbiamo sbrigato gli ultimi indispensabili acquisti (magliette termiche, sempre siano lodate), abbiamo fatto i bagagli e poi via! Partiti senza pensarci troppo.

Abbiamo trovato un appartamentino proprio dietro Santa Croce, incredibilmente libero e incredibilmente bello: caldo, accogliente, con le travi del soffitto a vista, un terrazzino sui tetti e una biblioteca piena di libri.
I bimbi hanno chiesto alla proprietaria se ce la regalava.

Ricorderò quanto hanno camminato, loro, senza lamentarsi (quasi) mai per il freddo o la stanchezza; e che il passeggino non è servito, non servirà più.

Ricorderò che Firenze è splendida, è piena, piena di arte che ti entra dagli occhi e non può non affascinarti,  anche se ne capisci poco e ti sei dimenticata quasi tutto quello che hai studiato del Rinascimento.

Ricorderò i 414 gradini per salire sul campanile di Giotto, i bimbi impavidi che hanno affrontato l'impresa senza fiatare, anche lo Scricciolo che all'inizio aveva paura. E che poi, proprio quando eravamo in cima, ha nevicato.

Ricorderò Ponte Vecchio al tramonto, mangiate e bevute memorabili, una compagnia nuova e sorprendentemente affine a noi, il David che li faceva ridere perché era nudo, piccoli sguardi incantati dai racconti delle guide, e d'ora in poi sempre sempre visite guidate perché è tutta un'altra cosa.

Ricorderò tanta bellezza.

E poi ricorderò, fortissimo, questa sensazione che sì, possiamo farlo ancora, possiamo farlo più spesso, finalmente anche con loro, questa cosa meravigliosa che è viaggiare.

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