venerdì 15 aprile 2011

E' arrivata

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E' arrivata all'improvviso, alle 15.30, mentre tornavo dal lavoro.
E' arrivata mentre mi affrettavo per arrivare puntuale all'asilo nido, a recuperare i due nanipiccoli, con Piccoloprincipe che mi aspettava a casa febbricitante.
E' arrivata senza avvertire, subdola e strisciante, violenta e insostenibile.

Insieme, c'era questa fatica di tutti i giorni che non finirà, c'era l'ansia di proteggerli ma non troppo, c'era il desiderio di essere un modello buono e la preoccupazione di non riuscirci, c'era l'angoscia per un futuro incerto senza il coraggio di affrontarlo.

C'erano loro, queste tre piccole vite ancora duttili, tre piccole strade appena intraprese, da lastricare di valori che li guidino nei momenti giusti, di esempi che seguano senza accorgersene, di carezze che li facciano sentire amati e regole che non li facciano sentire onnipotenti, di libertà per poter scegliere e di confini per non invadere.

C'erano loro, con quelli che oggi sono problemi piccoli e domani saranno problemi, domande, ostacoli e decisioni sempre più grandi. Loro, che ci guarderanno negli occhi per una soluzione, una risposta, un aiuto, un consiglio, e noi che ci guarderemo dentro per trovarli.

E' arrivata e mi ha preso allo stomaco, un pomeriggio di primavera, la paura di non farcela.

Poi li ho trovati, morbidi come sempre, sorridenti come spesso, docili come quasi mai. Ed è passata, almeno per il momento.

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